La Rete “Nemmeno con un fiore” presenta le nuove Linee Guida 2026
Le nuove Linee Guida nascono dalla consapevolezza che gli strumenti operativi hanno valore solo se l’obiettivo è chiaro e condiviso. La Rete ha l'ambizione di agire come un vero e proprio "equipaggio" che definisce insieme la rotta per contrastare la violenza sulle donne
A Villa Burba a Rho si è tenuta la prima Assemblea della Rete Antiviolenza “Nemmeno con un fiore” per il 2026. L’incontro ha segnato un momento cruciale per il territorio: la presentazione della nuova edizione delle Linee Guida per operatori, un documento che arriva dopo otto anni di lavoro corale tra tutti i partner della rete. Presenti i sottoscrittori del Protocollo d’intesa: enti del Terzo Settore, Scuole, aziende e Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Polfer e Guardia di Finanza). Le nuove Linee Guida nascono dalla consapevolezza che gli strumenti operativi hanno valore solo se l’obiettivo è chiaro e condiviso. La Rete ha l’ambizione di agire come un vero e proprio “equipaggio” che definisce insieme la rotta per contrastare la violenza sulle donne. Senza questa sinergia territoriale, il rischio è di operare come frammenti isolati e non come un sistema di supporto organico.
«Il lavoro di squadra territoriale e la corresponsabilità di gestione tra i molteplici attori sono il cuore di questa revisione – è emerso durante il confronto – Dal 2018 abbiamo intrapreso un viaggio che oggi ci porta a valorizzare le risorse territoriali in una filiera progettuale comune».
Un aspetto centrale del nuovo documento è l’attenzione al linguaggio. Definire correttamente il fenomeno è il primo passo per non isolare la violenza dalla prevenzione. Durante l’assemblea è stato sottolineato come l’uso di termini appropriati – ad esempio ricordare che le donne vittime di violenza sono innanzitutto cittadine – aiuti a restituire loro soggettività e forza e libertà. Il percorso di formazione per “Ambassador” è stato citato come strumento fondamentale per diffondere questa consapevolezza. La sfida è saper codificare i segnali “invisibili” – manipolazione, ricatti economici, violenza psicologica – prima che sfocino in episodi espliciti. Quando i numeri delle richieste d’aiuto crescono, non è necessariamente un dato negativo: significa che il lavoro di rete sta facendo emergere il sommerso e che le donne si fidano delle istituzioni.
Il testo, revisionato dal Centro Antiviolenza Hara, dalle Forze dell’Ordine, dall’ASST Rhodense e dai Servizi Sociali degli Ambiti di Rho e Garbagnate Milanese, si articola in quattro parti fondamentali: Fondamenta: approfondimenti teorici sulle forme di violenza e quadro normativo aggiornato. Metodologia: modelli di governance e prassi operative basate sulla co-progettazione. Interventi Specialistici: il ruolo centrale del CAV e delle Case Rifugio. Collaborazione e Risorse: mappatura completa dei servizi e contatti utili sul territorio. L‘orientamento della Rete è sempre più rivolto alla tutela della donna e, in presenza di minori, al contrasto della violenza assistita. Tra le novità, spicca la flessibilità di incontrare le donne in contesti non convenzionali, come scuole e ospedali, e il coinvolgimento attivo del mondo maschile attraverso progetti di sensibilizzazione sulla genitorialità e il superamento degli stereotipi.
Al tavolo degli aderenti è emersa con forza l’importanza di una corresponsabilità concreta, garantita dalla presenza quotidiana e operativa delle Forze dell’Ordine dei territori del Rhodense e del Garbagnatese. «La loro partecipazione non è solo istituzionale, ma rappresenta un tassello fondamentale di una squadra che lavora “spalla a spalla” con le operatrici della Rete Antiviolenza e i servizi sociali. Questa sinergia si traduce in un linguaggio comune e in una fiducia reciproca, essenziali per supportare le donne nel loro percorso di fuoriuscita», dichiara Chiara Melchiorre, Responsabile Rete Interistituzionale Antiviolenza Nemmeno con un fiore. «Un lavoro comune fatto giorno per giorno: le linee guida sono uno strumento di lavoro condiviso, tutti gli attori coinvolti hanno fatto la loro parte, dedicando tante ore ad aggiornare con precisione tutti i passaggi necessari per un lavoro di squadra che sa affrontare quotidianità ed emergenze», commenta Paolo Bianchi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rho.
Nella foto, da sinistra la comandante della Polfer Emanuela Lupi, il tenente colonnello dei carabinieri Daniela Nuzzo, il capitano della Guardia di Finanza Maria Francesca Lattarulo, per la Polizia di Stato Arcangela Schirinzi, Chiara Melchiorre e l’assessore Paolo Bianchi










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