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Sindacati: «Vanno identificate le aziende indispensabili»

Le tre sigle sindacali hanno chiesto di individuare le aziende che non sono in grado di rispettare le misure - Per Fontana il decreto va perfezionato e il tessuto produttivo va tenuto vivo

Saranno identificate le aziende indispensabili, la cui attività deve continuare, e quelle che non sono in grado di rispettare le misure di contenimento del Coronavirus e quindi di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori.

[pubblicita]Le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil oggi, giovedì 12 marzo, hanno chiesto la convocazione del tavolo del "Patto per lo sviluppo" per dare attuazione a quanto previsto al punto 9 del DPCM, ovvero «la ricerca di un accordo tra le organizzazioni datoriali e sindacali che definisca le modalità di attuazione delle misure previste dai citati punti 7 e 8, la sospensione immediata delle attività nelle aziende che non sono in grado di realizzare tali misure di sicurezza e, primariamente, l’identificazione delle aziende che, per la loro attività e produzione di beni e servizi, sono da considerarsi indispensabili nella attuale situazione di grave e crescente emergenza sanitaria e, come tali, da non sospendere».

Per i sindacati i provvedimenti presi dal Governo sono ancora insufficienti, in quanto, lasciare al sistema delle imprese il «giudizio finale su cosa e come produrre, sia un errore. Andrebbero, inoltre, definite e concordate le dotazioni strumentali e i presidi di massima sicurezza e le modalità organizzative che ogni impresa deve garantire a garanzia della salute dei lavoratori, in mancanza delle quali è obbligata la sospensione dell’attività. È necessario un grande atto di responsabilità collettiva, sono i principi a cui ispirarsi per rilanciare un’idea di Paese e di comunità civile».

Anche per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana il decreto è da perfezionare: «Si poteva fare di più. Dopo un'attenta valutazione del testo del Dpcm, anche con i sindaci dei capoluoghi e con Anci, bisogna risolvere alcuni temi ancora irrisolti, a partire dalla sicurezza dei lavoratori impegnati nelle filiere produttive lasciate operative dal decreto. Ci sono ambiti che non sono stati presi in considerazione rispetto alle richieste che avevamo mandato a Roma». 

Il tessuto produttivo va tenuto vivo, ma allo stesso tempo va «tutelata la salute di tutti i lavoratori – spiega Fontana -. Abbiamo presentato richieste di carattere economico per sostenere tutti il lavoratori ora attendiamo che il Governo ci dia risposte». E per quanto riguarda il trasporto pubblico «Il servizio non sarà sospeso, dovrà essere rimodulato – afferma il presidente -. Studieremo le linee guida per i singole agenzie di trasporto».

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 12 Marzo 2020
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