Castiglione Olona e il suo Palio, un legame che va oltre una Corsa
Dopo la vittoria del rione Somadeo al Palio dei Castelli 2026, alcune riflessioni sul legame profondo fra Castiglione Olona e il Palio, una tradizione amata fortemente da tutta la comunità
Una rimonta dall’ottava – e ultima – posizione alla prima, che è valsa la vittoria alla 49esima edizione del Palio dei Castelli.
Il rione Somadeo domenica 12 luglio ha scritto la storia di Castiglione Olona perché, in quasi cinque decadi di gare, mai era avvenuto un simile recupero fino all’agognato podio.
Eppure ritrovarsi il giorno dopo a raccontare il Palio come una semplice gara sportiva sarebbe riduttivo.
La sfida fra i bottari è affascinante quanto solo una Corsa delle Botti sa essere: disputata in un paese che presenta tratti complicati in salita, stradine antiche e strette, tocca scenari completamente differenti, dalla zona industriale al borgo storico, fino al paese più “moderno” costeggiato di case, per concludersi al Castello di Monteruzzo.
La rimonta vincente di Somadeo vale la vittoria nel Palio dei Castelli
Una gara avvincente, sudata, ma il Palio dei Castelli non è stato solo questo.

Quello che c’è dietro un Palio
E’ stato – in primis – la macchina organizzativa che si muove mesi e mesi prima, dai consiglieri della Pro loco che hanno messo a punto tutti i dettagli, la sartoria che ha iniziato a confezionare abiti per il corteo, la scelta del tema storico e l’attività di narrazione dell’evento che si srotola nelle scuole: gli studenti vengono convolti ogni anno per la volontà di tramandare alle nuove generazioni il senso profondo di una festa, nata per celebrare un passato glorioso – l’opera del cardinal Branda Castiglioni – e cementificare la comunità.
A seguire, tanti pezzetti di un puzzle ricco e glorioso.

Ci sono stati i Musici di Palazzo che si esercitano e durante l’anno presenziano ad eventi dentro e fuori la provincia come biglietti da visita viventi che, a suon di tamburo, sponsorizzano il loro Palio.
E come dimenticare le decine di formichine delle cucine, che hanno sfornato manicaretti, ma soprattutto sono riusciti ad attirare giovanissimi? Ragazzi che dal 3 al 12 luglio hanno dedicato giorni e serate a lavorare al punto ristoro al Castello di Monteruzzo.

Anche quest’anno a tutti loro sono arrivati complimenti e ringraziamenti e il parco attorno al castello ha regalato serate colme di vita, fra musica, buon cibo e intrattenimento.
C’è stata l’Amministrazione comunale, che ha partecipato nelle forme richieste dalla burocrazia, ma soprattutto ha vissuto il Palio partecipando attivamente, come figuranti al corteo, fra i bottari e gli allenatori, decisi a vivere le prime settimane di luglio in mezzo al resto della cittadinanza.

C’è stata la drammatizzazione di Connessioni teatro, sempre capace di raccontare la storia con vivacità e pathos.
La magia del Corteo storico
Ci sono state centinaia di persone che hanno affrontato il caldo per indossare pesanti abiti e sfilare per le vie del borgo, emozionati e consapevoli di esser parte di una rievocazione che attinge alla storia collettiva. E i volontari che si sono occupati di rifocillarli e permettere loro di vivere il momento.
E dall’altro lato della strada, tutto il pubblico accorso per ammirarli.

Se si afferma che il Palio dei Castelli smuova tutto il paese non è un eufemismo, non è un’esagerazione di chi cerca di ingigantirne la magia: è reale, come quegli anziani che si sono portati le sedie da casa, per mettersi a bordo strada, pronti a gustarsi un corteo storico che sa, immancabilmente, stupire.

Con Mangiafuoco ad aprire il corteo, i figuranti, i meravigliosi sbandieratori d’Alba, la presenza di Pro loco Fagnano e Borgo Santa Barbara intervenuti all’evento, lo sguardo del pubblico si è nutrito di bellezza.
Corsa delle Botti e Corsa dei Cerchi, fra moviole e amicizia
E infine – last but not least -gli atleti della Corsa dei Cerchi e della Corsa delle Botti che hanno affrontato caldo e fatica ma con la voglia di vincere negli occhi. Bravi i ragazzi, vere star del primo weekend di Palio, preparati da allenatori che li guardano con fiducia e orgoglio, attenti ai sentimenti e alla fragilità della loro giovane età, ma al contempo capaci di motivarli.
Altrettanto bravi i bottari, che domenica 12 hanno atteso impazienti le 21 per sfidarsi. Bene, benissimo che per il primo anno ciascuno di loro sia stato presentato con nome e cognome, riconoscimento meritato ad un impegno genuino.

La vittoria di Somadeo, con questa rimonta dall’ottavo al primo posto, ha fatto sognare tanti e – come spesso avviene nello sport- causato anche qualche borbottio del giorno dopo, con una moviola improvvisata di una parte di Castiglione che hanno analizzato minuziosamente ogni dettaglio dei movimenti dei bottari nel video in diretta della Pro loco. “C’è stato o no quel tocco sulla botte del rione Ciapa, capace di deviarne il tragitto?” La risposta non è in questo articolo.
La classifica finale dell’edizione 2026 è questa:
- Somadeo
- Ciapa
- Madonna in Campagna
- Falcetta
- Filisera
- Centro Storico
- Careno
- Gornate

Ma c’è qualcosa di ancor più importante della classifica finale, che zittisce le polemiche sportive e l’adrenalina della sfida: l’unità di tutti i bottari degli otto rioni nel ricordare Simone Bardini, giovane bottaro del rione Falcetta scomparso nel 2023 e mai dimenticato. In questo 2026, per la prima volta, un tatuaggio temporaneo sfoggiato da tutti: un gesto che ha unito le casate nel segno dell’amicizia.

Vivere a Castiglione significa – anche – questo. D’Annunzio la definì “Isola di Toscana in Lombardia” riferendosi ai dolci declini collinari e soprattutto alla magnificenza di opere d’arte e artisti che – grazie al cardinal Branda Castiglioni – giunse in Valle Olona. Ma vivere in questo comune raggiunto da turisti da tutta Europa rappresenta anche molto altro.
Grazie al Palio dei Castelli, costituisce la possibilità per bambini e ragazzi di crescere in un contesto dove vengono tramandati valori forti e radicati.

Dove si racconta in un evento pubblico e partecipato di una figura religiosa che vide nell’apertura di una scuola la possibilità di offrire un futuro a giovani – a prescindere dalla ricchezza delle loro famiglie. Dove alle scuole primarie i ragazzi sono spinti ad amare il loro paese, grazie ai volontari che raccontano di questa tradizione e vengono incoraggiati a prenderne parte.

Dove la competizione c’è – come è giusto che sia – e la voglia di vincere è legittima, ma sia per la Corsa dei Cerchi, che per la Corsa delle Botti, gli atleti si allenano tutti insieme, senza dividersi fra rioni. Una preparazione durante la quale gli allenatori ribadiscono senza retorica che, prima di tutto, “Siamo tutti amici”.

E allora, anche per tutto questo, vien da pensare che sì, è proprio vero:
quanto sei bella Castiglione,
di Palio vestita.











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