Al Rugby Sound il “Teenage Dream” dei Finley: “Se siamo qui è perché non abbiamo mai smesso di crederci”
La sera dell'11 luglio la band pop punk di Legnano simbolo dei primi anni Duemila sarà all'Isola del Castello con il Teenage Dream. L'intervista a Pedro, eterno sognatore
Tornano sul palco di casa, al Rugby Sound di Legnano. Sabato 11 luglio i Finley saranno all’Isola del Castello insieme al Teenage Dream, un appuntamento che per la band legnanese ha un significato speciale. Il concerto arriva infatti nell’anno in cui il gruppo celebra i vent’anni di Tutto è Possibile, l’album che li ha lanciati nel panorama musicale italiano. In questa intervista Pedro, frontman dei Finley racconta cosa significa tornare a suonare a Legnano, ripercorre gli anni che li hanno resi un simbolo del pop punk italiano e guarda al futuro, tra nuova musica e concerti.

I Finley sono una delle band simbolo dei primi anni Duemila e le vostre canzoni hanno fatto da colonna sonora all’adolescenza di un’intera generazione. Sabato suonerete nella Teenage Dream al Rugby Sound di Legnano. Avete mai smesso di essere “adolescenti sognatori”?
«Ma no, se no non saremmo qui. Anche perché, per quanto sia una passione quello che facciamo con la musica, è comunque un lavoro; è un lavoro in cui ci vuole dedizione, in cui ci vuole spirito di sacrificio, in cui non bisogna mai mollare e abbiamo attraversato tante fasi all’interno della nostra carriera. Quindi se siamo qui ancora a credere di poter vivere della nostra musica, di sogni, è perché non abbiamo mai smesso un minuto di crederci».
Cosa è rimasto oggi di quello spirito con cui avete iniziato?
«È rimasto lo stesso spirito di vent’anni fa, ma con una consapevolezza diversa riguardo ai nostri mezzi e alle nostre capacità. In questi vent’anni abbiamo calcato palcoscenici prestigiosi, come grandi club e palazzetti, ma anche situazioni al limite dell’agibilità. Ogni passo ci è servito per il nostro percorso e per diventare la band che siamo oggi».

Che effetto vi fa vedere migliaia di persone emozionarsi ancora con “Tutto è possibile” o “Diventerai una star”?
«Fa ancora parecchio effetto, ma preferiamo non pensarci troppo se no ci montiamo la testa», sorride Pedro.
Cosa rappresentano oggi per voi quegli anni che vi hanno reso un’icona del pop punk italiano?
Sono stati degli anni per noi indimenticabili e formativi. Erano gli ultimi anni liberi dai social e dall’avvento del digitale nella vita di tutti i giorni. Forse per questo oggi sembrano ancora più preziosi. La musica in quegli anni era il riflesso delle nostre vite in cui la spensieratezza era una costante. Era tutto più lento e godibile e anche la musica con le relative pubblicazioni discografiche poteva beneficiare di momenti di pausa. Il risultato era una maggiore ispirazione e genuinità».
Sabato tornerete sul palco del Rugby Sound, a Legnano. Che concerto sarà e cosa può aspettarsi il pubblico?
«Sarà una serata molto emozionante per noi perché Legnano è casa, come tanti di voi sapranno, e ritorniamo al Rugby Sound tre anni dopo per celebrare anche un anniversario molto importante, quello dei 20 anni dell’uscita del nostro primo disco: la chiusura del cerchio perfetto».
Quest’anno avete celebrato i 20 anni di Tutto è Possibile. Quali sono i prossimi capitoli della storia dei Finley? Dobbiamo aspettarci nuova musica, nuovi progetti o altre sfide all’orizzonte?
«Nel futuro c’è tanta nuova musica e sicuramente tanti concerti perché la parte più divertente della nostra professione è portare sul palco le canzoni che ogni sera si trasformano in qualcosa di nuovo, seppur magari fanno parte di un repertorio. Ogni sera c’è un’emozione diversa che si genera su tutto il palco. Non ci fermiamo certo qui: stiamo vivendo un momento molto positivo e vogliamo dare continuità a questo bel momento. Quindi vi aspettiamo tutti al Rugby Sound, ci vediamo sabato».









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