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Continua la crisi del Gruppo NMS a Nerviano. I sindacati: “Pronti allo stato di agitazione”

Al termine dell'incontro di giovedì 9 luglio tra board e sindacati è stata decisa una proroga di sei mesi della cassa integrazione per i 50 ricercatori di Discovery attivi a Nerviano

NMS Group Nerviano

Nuovo capitolo nella lunga crisi del Gruppo NMS a Nerviano. Al termine dell’incontro di giovedì 9 luglio tra board e sindacati, per 50 ricercatori di Discovery attivi a Nerviano è stata decisa una proroga di sei mesi della cassa integrazione straordinaria iniziata sei mesi fa, con l’obiettivo di creare una nuova finestra temporale per tentare di portare a termine l’acquisizione da parte della realtà industriale che da tempo sta cercando un accordo per il sito di Nerviano.

La proroga arriva dopo settimane di forte tensione, che hanno portato i sindacati a riaccendere i riflettori sulla situazione delle società del Gruppo NMS. La crisi, infatti, non riguarda solo la ricerca. Accelera, ad esempio, i cui 55 ricercatori sono in cassa integrazione ordinaria dallo scorso 22 giugno per 13 settimane, a stretto giro di posta dovrà confrontarsi con il rinnovo delle autorizzazioni per poter lavorare per la ricerca in vivo. «Le autorizzazioni scadono ogni triennio a marzo – spiega Ivan Stabile, componente della RSU di Accelera e sindacalista della FILCTEM CGIL Ticino Olona -. Accelera, da 30 anni, è accolta e autorizzata. Il board, invece di muoversi per tempo, ha fatto partire le richieste di autorizzazione a inizio anno, mentre la corretta tempistica sarebbe sempre nell’ordine dei sei mesi di anticipo».

«Il risultato – aggiunge il sindacalista – è che ad oggi i ricercatori in vivo, che da due settimane si trovano in cassa integrazione, rischiano di dover fare i conti con la chiusura della società, che, senza i permessi, rischia di non poter onorare contratti per oltre 6 milioni di euro, già firmati con sponsor esterni: contratti che rappresenterebbero la salvezza per la società e per le famiglie e che potrebbero rimettere in sesto un’azienda che solo tre anni fa fatturava 23 milioni di euro. Noi del sindacato interno alla società chiediamo a Comune di Nerviano, Regione Lombardia e Ministero di ricominciare a dare risalto alla situazione sempre più grave che affligge Nerviano, aprendo un tavolo istituzionale quanto prima. La RSU, insieme ai lavoratori, è intenzionata, se necessario, a riprendere la lotta e a proclamare quanto prima lo stato di agitazione».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 09 Luglio 2026
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