Continua anche a Legnano la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sui grandi patrimoni
A Legnano é possibile firmare sabato 20 giugno dalle 9 alle 12 al mercato, tutti i mercoledì dalle 18 alle 19.30 nella sede di Rifondazione Comunista, all’URP o all’Ufficio elettorale
Continua anche a Legnano la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sui grandi patrimoni. È possibile firmare sabato 20 giugno dalle 9 alle 12 al mercato di Legnano, tutti i mercoledì dalle 18 alle 19.30 nella sede di Rifondazione Comunista in via San Bernardino, all’URP o all’Ufficio elettorale del Comune, oppure on-line attraverso il sito www.unpercentoequo.it.
«Dopo lo straordinario successo della raccolta firme sulla LIP “Imposta Grandi Patrimoni”, che in sole tre settimane ha centrato l’obiettivo delle 50mila minime necessarie per la presentazione in Parlamento, la campagna non si ferma – sottolineano dal circolo di Legnano di Rifondazione Comunista -. Perché finalmente si è ritornati a parlare anche in Italia di equità fiscale e perché anche Bankitalia nell’ultimo report ci dice che crescono le disuguaglianze e l’impoverimento di gran parte delle famiglie italiane, con un forte impatto sulle giovani generazioni anche in termini di riduzione delle opportunità formative e professionali, mentre i grandi patrimoni, spesso trasmessi di generazione in generazione, vanno concentrandosi in poche mani. Il dato del quarto trimestre 2025 è che più del 60% della ricchezza nazionale appartiene al 10% degli italiani e solo il 7,2% al 50% meno abbiente, con un peggioramento rispetto al 2024».
«La discussione è aperta – aggiungono da Rifondazione Comunista -, l’auspicio è che non si dimentichi che “la disuguaglianza economica erode le stesse fondamenta della democrazia: quando la ricchezza si concentra nelle mani di pochi, il potere economico si trasforma inevitabilmente in potere politico e questo fenomeno genera disuguaglianza di rappresentanza, indebolisce la coesione sociale, riduce la fiducia nelle istituzioni e favorisce derive oligarchiche” (Oxfam)».










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