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Amalia Ercoli Finzi cittadina onoraria di Busto Garolfo: “Quante porte le donne hanno aperto dove c’erano muri”

Durante le celebrazioni per il 2 giugno è stato anche conferito un encomio alle ex dipendenti della Manifattura Caccia e sono state consegnate le onorificenze civiche

Amalia Ercoli Finzi

La prima cittadina onoraria di Busto Garolfo era stata Liliana Segre, riconoscimento che era stato conferito a partire da una proposta dei ragazzi delle scuole Caccia. Ora al nome della senatrice a vita, superstise dell’Olocausto, si aggiunge quello di Amala Ercoli Finzi, la prima donna laureata in ingegneria aeronautica in Italia, e ancora una volta il “motore” dell’iniziativa sono stati gli studenti, i consiglieri comunali “junior” del consiglio comunale dei ragazzi.

Quella di Amalia Ercoli Finzi, diventata cittadina onoraria in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, è «una storia che ci ricorda quante porte le donne hanno aperto dove prima c’era solo un muro». Nata a Gallarate nel 1937, si è laureata al Politecnico di Milano in Ingegneria Aeronautica nel 1962. Subito dopo la laurea è iniziata la sua carriera accademica, tutta “targata” Politecnico di Milano, di cui è tuttora professoressa onoraria: dal 1962 al 1980 è stata assistente prima di Tecnica delle Costruzioni e poi di Meccanica Razionale, per poi diventare nel 1980 professore associato di Meccanica Aerospaziale e nel 1994 professore ordinario.

cittadinanza onoraria di Busto Garolfo ad Amalia Ercoli Finzi

L’attività scientifica di Amalia Ercoli Finzi ha toccato soprattutto le missioni spaziali. «Le sue attività di ricerca si collocano nella maggior parte dei casi in programmi di ricerca internazionali, proposti e finanziati dalle Agenzie Spaziali – spiega il Politecnico di Milano nel profilo della professoressa -. Le ricerche sono il risultato di collaborazioni con industrie, accademie e centri di ricerca italiani e stranieri, e sono state pubblicate in oltre 180 lavori distribuiti tra contributi a monografie, pubblicazioni su riviste e comunicazioni a congressi». La sua carriera scientifica le è valsa anche due riconoscimenti di prestigio: è stata eletta membro della International Academy of Astronautics ed ha ricevuto la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per i benemeriti della scienza, della cultura e dell’arte.

«Sono profondamente onorata dal conferimento della cittadinanza onoraria di Busto Garolfo – ha spiegato Amalia Ercoli Finzi in un messaggio destinato alla cerimonia di conferimento -: cittadinanza che io cercherò di rendere operativa nell’ambito delle mie possibilità. Sono anche profondamente commossa dal fatto che la proposta sia venuta dal gruppo dei ragazzi e delle ragazze del consiglio comunale, il gruppo dei giovani, il gruppo di quelli che faranno il nostro futuro. Stiamo vivendo tempi terribili, stiamo vivendo un secondo Medioevo: abbiamo avuto la pestilenza, abbiamo le guerre, siamo in un periodo in cui se qualcuno ha un nemico politico lo avvelena, come ai tempi di Lucrezia Borgia. A chi dobbiamo affidare le nostre speranze in un periodo così tremendo? Ai giovani, che sanno di essere partecipi, di venire da un popolo che ha saputo fare tesoro delle grandi culture di chi in passato è venuto in Italia: siamo il frutto di un popolo creativo. Affidiamo ai ragazzi questo nostro tesoro, e gli chiediamo di costruirci un futuro migliore: sappiamo di chiedere una cosa difficile, ma è solo nelle cose difficili che dimostriamo le nostre capacità».

Durante la cerimonia per la Festa della Repubblica è stato inoltre conferito un encomio alle ex dipendenti della Manifattura Caccia e «simbolicamente a tutte le donne che con la loro fatica hanno retto famiglie e fabbrica, in una società che non era pronta al lavoro femminile – come sottolineano dall’amminstrazione comunale -. Oggi sono le nostre mamme e le nostre nonne: se Busto Garolfo è cresciuta, è anche grazie alle loro mani».

Le celebrazioni hanno fatto da cornice anche al conferimento delle onorificenze civiche ai cittadini che «la Repubblica non la raccontano, la costruiscono, in silenzio, ogni giorno»: il riconoscimento è stato assegnato a Vittorio Castoldi, Fondazione Figini Nymiller, Pro Loco, Daniele Raimondi, Dario Nirso, Fiorenzo Merlotti, Gruppo Volontari Pedibus, Associazione Anziani e Pensionati, Corpo Musicale Santa Cecilia e Gruppo di Ricerca Storica.

«Il 2 giugno 1946 non fu solo un referendum – è il messaggio lanciato dall’amministrazione comunale -. Fu la prima volta che le donne di questo Paese votarono. Fu il giorno in cui scegliemmo di essere una Repubblica democratica. Fu la pietra su cui abbiamo costruito la nostra bellissima Costituzione democratica e antifascista. Abbiamo voluto dire grazie: grazie alle donne che da 80 anni lottano per rendere migliore questo Paese, grazie a chi ogni giorno, con il lavoro delle mani, del tempo e del cuore, fa vivere la Repubblica. “Fondata sul lavoro” è una promessa. È la fatica di chi si prende cura, di chi non si gira dall’altra parte, di chi sceglie di esserci. Questa è la nostra Repubblica: figlia delle donne, fondata sul lavoro di tutti noi».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 03 Giugno 2026
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