Quarantesei anni l’assassinio di Walter Tobagi. Stefania Craxi a Cerro Maggiore per ricordare la firma del Corriere
Come ogni anno Cerro Maggiore ha ricordato Tobagi con una commemorazione nel cimitero cittadino, dove riposano le spoglie del giornalista
Mercoledì 28 maggio 1980, ore 11. In via Salaino a Milano cinque colpi di pistola esplosi dal commando della Brigata XXVIII Marzo, un gruppo di giovani terroristi di estrema sinistra, uccidono a soli 33 anni Walter Tobagi, giornalista di punta del Corriere della Sera e e presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, mentre esce di casa. Quarantasei anni dopo il giorno in cui quell’agguato fermò per sempre la sua penna, Cerro Maggiore lo ha ricordato con una commemorazione nel cimitero cittadino, dove riposano le spoglie della storica firma del giornalismo italiano.
«Walter Tobagi è stato un giornalista libero, un uomo che ha scelto di raccontare la realtà senza paura, con competenza, con onestà intellettuale – ha sottolineato il sindaco Nuccia Berra durante la cerimonia -. In anni difficili e drammatici per l’Italia, segnati dal terrorismo e dalla violenza politica, Tobagi comprese prima di molti altri il pericolo dell’estremismo e la necessità di difendere i valori democratici. Aveva solo 33 anni quando venne assassinato dalle Brigate Rosse. Una vita spezzata troppo presto, una voce libera ridotta al silenzio da chi pensava di poter imporre le proprie idee con le armi e con il terrore. Ricordare Walter Tobagi oggi non significa soltanto commemorare una vittima del terrorismo: significa riaffermare il valore della libertà di stampa, del confronto democratico, del coraggio della verità. In un tempo in cui il dibattito politico rischia spesso di diventare superficiale, polarizzato o aggressivo, la figura di Tobagi ci richiama al senso più profondo dell’informazione: comprendere, approfondire, raccontare con responsabilità».

«Walter Tobagi era un riformista cattolico, un riformista socialista, un uomo di Craxi, come recita il il volantino della rivendicazione scritto non sappiamo da chi, ma comunque fatto trovare dai brigatisti – le ha fatto eco la senatrice Stefania Craxi, che ha partecipato alla commemorazione -. Era un uomo di spessore, docente di politica contemporanea, un giornalista serio che dietro ad ogni articolo, magari anche di poche cartelle, approfondiva, faceva ricerche serie, importanti. Aveva scritto anche numerosi libri importanti sull’estremismo. Walter Tobagi è stato anche un sindacalista, aveva ribaltato le maggioranze che allora governavano il sindacato nel Corriere della Sera, nell’Associazione Lombarda dei Giornalisti e questo lo rese oggetto di attacchi giornalistici pesanti. Walter Tobagi stava indagando in quella zona grigia che aveva dato copertura alla nascita delle Brigate Rosse e le aveva financo fiancheggiate: voleva capire, e per questoè diventato un obiettivo. Walter Tobagi era nutrito da una sincera passione civile che trasferiva nella sua attività lavorativa».
Alla cerimonia, insieme alla prima cittadina, all’assessore all’Istruzione Daniel Dibisceglie, al comandante della Stazione dei Carabinieri di Cerro Maggiore Antonino Lisciandro, al comandante della Polizia Locale Francesco Cozza, al presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti Paolo Petrucchini e al delegato del Corriere della Sera Paolo Fallai, hanno partecipato anche i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Giovanni Paolo II”, i ragazzi della redazione scolastica di “Dante News” dell’istituto comprensivo di Cerro Maggiore e i familiari di Walter Tobagi.












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