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Cimiteri ancora al centro delle polemiche a Nerviano

La Lega "denuncia" una «gestione fuori controllo». L'amministrazione: «Non bastano episodi gridati, serve costruire un dossier inattaccabile»

cimitero

Cimiteri ancora al centro delle polemiche a Nerviano, tra le segnalazioni della Lega su «mancato completamento dei muri di chiusura dei loculi», «botole sotterranee lasciate completamente aperte» e «carenza cronica di personale ai funerali» e i richiami dell’amministrazione comunale al lavoro portato avanti «con controlli continui, puntuali e non improvvisati perché non bastano episodi gridati».

La Lega: “Gestione fuori controllo, serve la rescissione del contratto”

«Lo stato in cui versano i servizi cimiteriali a Nerviano e frazioni ha superato ogni limite tollerabile della decenza, del decoro e della sicurezza – criticano dal Carroccio -. Veniamo a conoscenza di questi ennesimi, gravissimi episodi, messi nero su bianco dagli uffici comunali il 17 aprile, soltanto grazie a un’attenta, costante e minuziosa attività di controllo del registro di protocollo da parte dei nostri consiglieri comunali di opposizione. Se non fosse per la Lega, queste inadempienze rimarrebbero nell’ombra: nessuno, o quasi, ne sarebbe mai venuto a conoscenza. È inaccettabile che i cittadini debbano scoprire una simile gestione solo grazie al lavoro di vigilanza delle minoranze».

«La situazione documentata negli atti nell’arco di poche settimane è a dir poco scandalosa – aggiungono dalla Lega -. Il 10 aprile, durante una tumulazione in tomba di famiglia, il personale della ditta ha calato il feretro senza concludere il muro di chiusura del loculo interno. Una mancanza gravissima, riscontrata dal marmista solo il 13 aprile e sanata dal personale del cimitero quella mattina stessa. Il 15 aprile, durante un’altra tumulazione in un loculo sotterraneo, il lavoro è stato lasciato a metà, abbandonando la botola totalmente aperta e creando una situazione di estremo pericolo per l’incolumità dei visitatori. La botola è stata riposizionata solo il giorno successivo, a seguito di esplicita segnalazione».

Episodi che si aggiungono a quello già denunciato dal Carroccio nei mesi scorsi, relativo alla presenza di «un solo incaricato, peraltro infortunato a un piede» ad un funerale, che aveva «costretto i presenti a calare il feretro a proprio rischio». La situazione, peraltro, non sarebbe stata isolata, dal momento che un’impresa funebre del territorio «ha denunciato che dalla seconda metà di marzo fino ad oggi il personale dell’appaltatore sarebbe stato sistematicamente insufficiente, obbligando terzi a intervenire nei funerali», come spiegano dalla Lega, sottolineando però il condizionale dal momento che «sarebbero ancora in corso i necessari approfondimenti e le verifiche del Comune in vista di possibili sanzioni».

«Praticamente non passa mese senza che si verifichino gravi episodi – concludono dal Carroccio -. Tutto questo non ha nulla a che fare con il rispetto, la dignità e il decoro che i cimiteri e i nostri cari defunti meritano. La gestione è ormai palesemente fuori controllo. Siamo sempre più fermamente convinti che la via d’uscita sia una sola: si valuti seriamente la rescissione del contratto. Non c’è più tempo per le giustificazioni o per le sanzioni parziali. I nervianesi esigono rispetto, efficienza e sicurezza, soprattutto nei luoghi della memoria».

L’amministrazione: “Al lavoro per un dossier inattaccabile”

«La “scoperta” della Lega descrive una situazione seria e complessa che, contrariamente a quanto si vorrebbe far credere, non è né nascosta né ignorata da questa amministrazione – ribatte l’amministrazione comunale -. Anzitutto è utile ricordare, anche per evitare facili slogan, che questo appalto non nasce da una scelta discrezionale dell’amministrazione, ma da norme stringenti previste dal codice degli appalti. L’in house è una scelta politica, l’appalto pubblico, invece, è una procedura regolata: chi si aggiudica la gara non è un figurante di passaggio, rimane fino a quando non esistono alternative percorribili tra cui, appunto, anche il recesso. E per arrivare a quel punto non bastano comunicati stampa indignati ma servono elementi solidi, reiterati, circostanziati e documentati. Esattamente ciò che stiamo facendo, con controlli continui, puntuali e non improvvisati perché non bastano episodi gridati, serve costruire un dossier inattaccabile».

«Quanto poi al “fondamentale lavoro delle minoranze”, concedeteci una punta di ironia – aggiungono dall’amministrazione comunale -: definirlo impegnativo è un esercizio di notevole creatività… con atti già protocollati, trasparenti e facilmente accessibili ai consiglieri, più che un’operazione di controllo sembra un esercizio di copiaincolla ben orchestrato. Un po’ come vantarsi di aver risolto la Settimana Enigmistica dopo aver sbirciato le soluzioni in fondo. Il vero lavoro è quello meno visibile e meno spendibile nei comunicati: costruire con pazienza, atto dopo atto, le condizioni per una soluzione definitiva che sia legittima, solida e inattaccabile, nell’interesse dei cittadini».

«È chiara, e assolutamente evidente a tutti noi, la necessità di intervenire con decisione in un luogo della memoria che merita rispetto e dignità e questo è un sentimento che condividiamo pienamente, senza bisogno di proclami e senza che alcuna forza politica possa rivendicarne il monopolio – concludono dall’amministrazione -. Amministrare non è come stare a bordo campo con il megafono in mano: è più simile a una partita a scacchi, dove non vince chi urla di più ma chi arriva fino in fondo, con tenacia, mossa dopo mossa, nel rispetto delle regole e con alternative percorribili alla mano».

Foto di archivio

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 19 Maggio 2026
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