Il Paradiso di Dante in mostra al Galilei di Legnano con le tavole del fumettista Marvel Gabriele Dell’Otto
La mostra "Il mio paradiso", allestita nell'atrio del liceo, sarà visitabile dalle scuole al mattino su prenotazione e da tutti il pomeriggio dalle 14 alle 17
Tra i banchi del Liceo Galilei di Legnano si rilegge Dante tra le riflessioni di Franco Nembrini, tra i più noti divulgatori contemporanei del Sommo Poeta, e le tavole dell’illustratore e fumettista Marvel Gabriele Dell’Otto. È stata inaugurata giovedì 9 aprile la mostra “Il mio paradiso”, allestita nell’atrio dell’istituto scolastico di via Gorizia e visitabile per le scuole al mattino su prenotazione e per tutti il pomeriggio dalle 14 alle 17. La mostra, curata da Franco Nembrini e visitabile fino al 30 aprile, punta a far riscoprire ai più giovani – e non solo – «una cantica complessa e proprio per questo spesso trascurata» e a stimolare una riflessione su un’opera ancora attuale 700 anni dopo essere stata scritta.
«Il Paradiso è stato spesso dimenticato, forse in parte censurato, invece credo che sia la cantica più strepitosa, più bella, dove Dante ha corso il rischio di raccontarci e descriverci il bene che la vita può essere per noi e per gli altri già su questa terra. La Divina Commedia è la rappresentazione, il giudizio e il racconto di una vita possibile anche nei suoi aspetti positivi – è la presentazione della mostra fatta da Nembrini . Come nella vita, è più difficile essere veramente allegri, essere veramente contenti che essere tristi o arrabbiati, e lo è perché perché avere una ragione sufficiente per essere davvero felici è più arduo che non avere ragioni per lamentarsi. Dante nel Paradiso ci sfida invece a guardare e a godere tutto il bene che c’è, e lo fa invitandoci a essere molto attenti alla condizione per cui questo possa accadere».

Per raccontare le tavolo in mostra al liceo di viale Gorizia, il dirigente scolastico Giuseppe Scafuro ha utilizzato tre numeri: «20, perché Dante ci ha messo 20 anni per scrivere la Divina Commedia, ma sono passati 700 anni e ne parliamo ancorae continueremo a farlo per i prossimi 700; 800, perché ci sono ben 800 manoscritti della Divina Commedia prima dell’invenzione della stampa, solo la Bibbia ne aveva di più; e 364, che è il numero contato dagli studi dei personaggi della Commedia, tutti diversi uno dall’altro, tutti con un loro con una loro fisionomia, con una loro con un loro spessore».
La mostra, allestita nell’atrio del Liceo Galilei grazie al lavoro degli studenti delle classi quinte, che faranno anche da ciceroni per le visite mattutine, è arrivata in viale Gorizia anche grazie al sostegno della Fondazione Bianca Ballabio, e si è aperta proprio nel ricordo della giovanissima studentessa, ex liceale, scomparsa troppo presto in un incidente stradale nel 2020. «Cercate sempre la passione in qualsiasi cosa, in tutte le forme dell’arte, della bellezza, perché quello sarà il vostro stimolo per andare a curiosare, perché non c’è come la curiosità per crescere – è l’invito che Michela Bonzi, mamma di Bianca Ballabio, affiancata dal presidente della Famiglia Legnanese Piermarco Locati, ha rivolto agli studenti durante l’inaugurazione -. Il consiglio che posso darvi è quello di scoprire il mondo, leggendolo e ascoltandolo: vi darà molto di più che non il mero studio didattico. Guardate sempre dentro le cose: il mondo è vostro e dovete acchiapparlo».










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