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“La terra di nessuno” tra Legnano, Castellanza e Rescaldina

Un lettore denuncia la situazione di degrado e abbandono che ormai da decenni attanaglia i boschi di Legnano e Castellanza, a confine con il comune di Rescaldina

Generico 16 Mar 2026

La terra di nessuno” è probabilmente la definizione che meglio descrive i boschi e i terreni agricoli di Legnano e Castellanza, a confine con Rescaldina. Vaste aree verdi che da decenni convivono con una situazione di degrado sempre più preoccupante.

Le conseguenze del loro abbandono, e dell’assenza di interventi concreti da parte delle due amministrazioni, si riversano sempre più spesso sul vicino comune di Rescaldina, che finisce per essere la principale vittima di questa situazione.

Abbandono di rifiuti, totale mancanza di manutenzione e una presenza sempre più radicata di attività di spaccio sono alcune delle piaghe che tengono in ostaggio questi luoghi. Spazi che dovrebbero rappresentare un patrimonio ambientale prezioso si stanno invece trasformando in aree difficili da controllare e sempre meno sicure.

La loro posizione periferica contribuisce purtroppo ad aggravare il problema. Si tratta infatti di aree lontane dai centri abitati di Legnano e Castellanza, separate anche da infrastrutture, come l’autostrada A8, e quindi poco frequentate dai cittadini dei due comuni. Questa distanza fisica e sociale rischia di trasformarle in spazi invisibili, dove i problemi possono crescere senza attirare l’attenzione che meriterebbero.

Il degrado, però, non conosce confini amministrativi. Non resta confinato nei boschi, ma finisce inevitabilmente per coinvolgere il territorio di Rescaldina, con ripercussioni concrete sulla sicurezza e sul decoro.

La superficie interessata non è affatto marginale: nel territorio legnanese si contano circa 40 ettari, mentre a Castellanza si arriva a circa 70 ettari. Estensioni importanti che giustificherebbero ampiamente la creazione di un PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) oppure l’annessione al già esistente PLIS Bosco del Rugareto, consentendo una gestione coordinata, maggiori controlli e un vero progetto di valorizzazione ambientale. Significherebbe trasformare aree oggi degradate in spazi naturali fruibili, protetti e sicuri, restituendoli finalmente ai cittadini.

Continuare a ignorare il problema significa lasciare questi territori in una sorta di limbo, dove il degrado continua ad avanzare nell’indifferenza generale.

Come cittadino, ritengo che questo atteggiamento di indifferenza da parte dei due Comuni non sia rispettoso nei confronti di noi rescaldinesi e del bene comune che ci circonda.

È arrivato il momento che le amministrazioni di Legnano e Castellanza affrontino seriamente la questione, assumendosi la responsabilità di recuperare e valorizzare questi territori, invece di lasciare che le tematiche ambientali restino confinate a semplici slogan.
A.C.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 19 Marzo 2026
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