Tre volontarie della Caritas San Domenico raccontano il volto della povertà a Legnano
Alla Caritas di San Domenico a Legnano tre volontarie raccontano come sta cambiando la povertà: oggi tra chi chiede aiuto ci sono sempre più italiani, spesso pensionati o lavoratori con redditi insufficienti, accanto alle persone straniere
Tre storie diverse, ma unite dallo stesso desiderio: aiutare chi è in difficoltà. Alla Caritas della parrocchia San Domenico a Legnano sono le volontarie a raccontare come sta cambiando la povertà sul territorio, un fenomeno che oggi riguarda sia gli stranieri sia sempre più italiani, spesso pensionati o lavoratori con redditi troppo bassi. «Oggi possiamo dire che siamo più o meno al 50% tra italiani e stranieri – spiegano le tre volontarie di Legnano – e questo è un segnale importante dei cambiamenti sociali».
Proprio dalle parole di Rosy Campanoni, Daniela Pedrini e Laura Della Via è emerso quanto la povertà sia il risultato di più fattori messi insieme. Da un lato le difficoltà legate alla migrazione, dall’altro l’abbassamento del potere d’acquisto di stipendi e pensioni, che spinge sempre più persone a chiedere aiuto. Le persone che arrivano sono tante in un solo venerdì si sono presentate più di trenta persone nel 2025 sono state aiutati più di 153 indigenti. La Caritas della parrocchia San Domenico, guidata da Giancarlo Raimondi, conta circa venti volontari impegnati nella distribuzione alimentare, nel centro di ascolto e nella raccolta di vestiti. Il centro di ascolto oggi è aperto il mercoledì, mentre il lunedì viene distribuito il cibo grazie anche alla collaborazione con il Banco Alimentare e alle donazioni. Per quanto riguarda gli indumenti, la distribuzione è stata di recente riattivata e avviene una volta al mese.
Caritas di San Domenico a Legnano: gli aiuti del Centro d’Ascolto
Lo sguardo di tre volontarie
Tra i volti storici del servizio c’è Rosy, 81 anni, volontaria da circa venticinque anni. «Ho sempre frequentato la parrocchia – racconta – abitavo qui vicino e la mia famiglia gestiva la vecchia latteria Campanoni che era proprio qui di fronte alla chiesa. Anche mio padre veniva spesso qui per questo sono rimasta legata a questa parrocchia». Per lei il volontariato è quasi una scelta naturale: «Lo faccio perché penso sia giusto farlo, non ho una motivazione particolare. Nel contempo continuo a mantenere il mio impegno alla mensa dei Poveri dei Frati». In oltre due decenni ha visto cambiare molto il volto delle persone che chiedono aiuto. «All’inizio arrivavano soprattutto persone magrebine, poi sono aumentati i sudamericani, in particolare i peruviani. Sono persone che già sanno come funziona il sistema: arrivano chiedono di accedere al servizio della distribuzione del cibo, ma nulla di più. Spesso sono di passaggio». Tra le persone che chiedono aiuto ci sono anche italiani in difficoltà economica. «Ci sono anche pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese – spiega Rosy -. Però si fa fatica a capire quanto le famiglia siano in difficoltà perchè i legnanesi fanno più fatica a raccontare i propri problemi». Più recente è l’esperienza di Daniela, insegnante da poco pensionata e volontaria da pochi mesi. Anche lei, come Rosy, ha scelto di dedicare il suo tempo alla Caritas dove ogni giorno si incontrano storie diverse. «Questo per me è semplicemente volontariato puro – spiega Pedrini -. È un impegno nato dal desiderio di aiutare concretamente chi vive una situazione di fragilità. Cercavo uno spazio per rendermi utile, per poter dare una mano, offrire un aiuto e l’ho trovato». Da pochi mesi, da gennaio, si è unita al gruppo anche Laura, anche lei insegnante pensionata. «Dopo anni passati nel mondo della scuola ho voluto dedicarmi al volontariato cercando un’attività capace di dare ascolto, dopotutto la mia formazione di insegnante mi porta ad ascoltare l’altro e a cercare di individuare le difficoltà. Certo è da poche settimane che sono qui, però, devo dire che sono già passate diverse persone, storie complesse che non si possono di certo ignorare. Chi viene in cerca di aiuto spesso fatica a capire che non si è soli, che si può parlare. Sfogarsi e spiegando la propria situazione è utile perchè così si possono anche trovare soluzioni».








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