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Inaugurato il primo defibrillatore pubblico H24

Grazie alla donazione della farmacia Ferraris, ora anche a Castellanza è presente un Dae accessibile sempre

A Castellanza arriva il primo defibrillatore pubblico su piazza grazie alla donazione della farmacia Ferraris. La titolare, inaugurando il prezioso strumento, ha motivato la scelta di investire in un dae in quanto «può essere utile alla città – spiega Giovanna Ferraris –. Le strutture, dove è stato messo un defibrillatore perchè obbligatorio possono essere chiuse e non accessibili, mentre il nostro è sempre a disposizione». Lo strumento salvavita è stato posizionato sotto i portici di piazza San Bernardo proprio davanti alla farmacia, collegato ad una telecamere in caso di furto. Ovviamente, quando la farmacia è chiusa e non sono presenti i responsabili, a chiunque sarà possibile prendere lo strumento e usarlo, anche grazie alle istruzioni presenti sullo sportello.

Il primo cittadino di Castellanza, Mirella Cerini, nel ringraziare innanzitutto «per la sensibilità e l'attenzione dimostrata per il territorio sul quale si lavora», ha colto l'occasione per fare il punto sulla situazione dei defibrillatori presenti in città. Ecco quindi che sulla mappa risultano cardioprotetti i due oratori (San Giuseppe e Sacro Cuore), il Palaborsani, i poliambulatori Langè e San Nicola, la Baitina nel Parco Alto Milanese, il campo comunale dove ha sede la Castellanzese. E ovviamente tutti i plessi scolastici pubblici quindi le scuole medie Leonardo Da Vinci, le elementari Manzoni e De Amicis e l'Itis Facchinetti. Quest'ultimo su donazione da parte dei Lions, mentre alle Da Vinci è in corso con una associazione sportiva una trattativa per metterne un secondo. Da non dimenticare che al Centro Civico prossimamente sarà posizionato un Dae, mentre la Farmacia Crespi è in fase di valutazione. Questo però in sostanza è l'unico defibrillatore pubblico, «il cui pregio è quello di essere in una piazza ed essere utilizzabile 24 ore su 24». 

Ad intervenire all'inaugurazione anche Guido Garzena, responsabile Aat118 Varese: «Il nostro lavoro è partito vent'anni fa quando l'uso del defibrillatore sembrava qualcosa riservato agli addetti ai lavori. Una volta convinti i colleghi che queste scatole potevano veramente salvare la vita, la soddisfazione è ora vedere sempre di più l'aumento dei Dae sul territorio. Non è ancora obbligatorio averlo ovunque come si sperava, ma la cultura sta dilagando». Importante, oltre alla crescita del numero di strumenti salvavite, anche la formazione delle persone che, in caso di arresto cardiaco, possano intervenire prontamente. Attualmente in provincia di Varese sono 18mila i laici abilitati all'uso del Dae.

«Le persone non abbiano paura nel mettere le mani su uno sconosciuto – ha sottolineato Garzena –, recentemente è stato tolto anche il bocca a bocca. Bisogna pensare che si fa veramente la differenza con l'uso del defibrillatore. Mi piacerebbe prossimamente portare qui in piazza 500 ragazzi delle superiori per far loro provare ad usare il Dae ed applicare le tecniche di rianimazione». Garzena ha ricordato infine di scaricare l'app "112 Where ARE U" che consente di chiamare il 112 (numero di emergenza europeo) inviando automaticamente i propri dati di localizzazione e altre informazioni salvate nell'applicazione. 

Redazione
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Pubblicato il 23 Gennaio 2018
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