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Palio di Legnano

A tu per tu con la reggenza di San Martino: “Vogliamo fare la storia”

In vista della ripresa delle attività per il Palio 2027, la nuova reggenza della contrada San Martino si racconta ai microfoni di LegnanoNews

Generico 17 Aug 2026

La contrada San Martino volta pagina e si affida ad una reggenza completamente rinnovata per affrontare il nuovo anno paliesco. Un cambiamento che guarda verso il futuro con fiducia ma con fondamenta solide, la contrada ha infatti scelto come nuovo gran priore Giuseppe Bianchi (detto Bebe), già alla guida di San Martino come capitano negli anni 1989, 2002 e 2003 anno culminato con la vittoria della contrada al Palio. Grande ritorno anche per la castellana Moira Barranca, che ha ricoperto il ruolo nel 2016, anno dell’ultima vittoria. Di prima nomina invece il capitano Matteo Parietti, che nello scorso mandato ha ricoperto il ruolo di addetto corsa per la contrada biancoblu. Nell’ambito di questo radicale cambiamento che guarda alle origini abbiamo raggiunto la reggenza per un’intervista.

Il gran priore: «Bisogna ricoprire determinate cariche solo quando si è pronti»

Già capitano nel 1989 e dal 2002 al 2007, Bebe si appresta ad iniziare il suo primo mandato da gran priore nella contrada biancoblu. «Sono ruoli completamente diversi – ha esordito Giuseppe Bianchi – cambiano le responsabilità. Io però ho avuto la fortuna di avere dei gran priori storici come Sandro Gregori, una delle leggende di San Martino, Ennio Minervino, che per tanti anni ha ricoperto il ruolo di tesoriere per il Collegio dei Capitani e delle Contrade, e Mietta Favari, da cui raccolgo il testimone. Io spero di aver carpito qualcosa da loro e di seguire le loro orme, sono tre figure con caratteri diversi ma che mi hanno insegnato molto».

Far parte della reggenza richiede responsabilità e consapevolezza. «Mi sento fortunato perché arrivo in un momento in cui “le cose sono fatte”. In questi anni la contrada ha investito in questo nuovo maniero, non solo con l’acquisto ma anche con la sua sistemazione. Quello che spero è di riuscire ad essere all’altezza del ruolo. Nel 1989 ero inesperto e infatti ho lasciato il ruolo perché c’erano molte difficoltà, ho capito che prima di ricoprire determinati ruoli bisogna prima aver frequentato la contrada per anni e candidarsi solo quando ci si sente realmente pronti, io all’epoca non ero preparato. Al contrario, quando ho ripreso nel 2002 mi sono sentito pronto, sono stati anni positivi e utili alla contrada».

I giovani sono il cuore della contrada e il futuro del Palio. «Negli anni San Martino è cambiata tantissimo, c’è stato un salto di qualità notevole e la cosa più bella è che è frequentata da tantissimi giovani. Loro sono il futuro del nostro Palio, questa è la cosa più importante che abbiamo conseguito in questi anni e che mi riempie il cuore. Oltre ai ragazzi, abbiamo anche un’organizzazione di contrada eccezionale con responsabili esperti che sanno coinvolgere i giovani. Ad oggi abbiamo già il calendario degli eventi fino a settembre 2027 con più di 60 eventi e il supporto di centinaia di contradaioli».

Moira Barranca: «La cosa più importante per me è essere contradaiola, non castellana»

Dopo dieci anni Moira Barranca torna a rivestire il ruolo di castellana raccogliendo il testimone da Francesca Genoni. «È sempre un onore avere questo ruolo all’interno della contrada. Sono passati dieci anni – ha detto Barranca – e quindi la consapevolezza e la maturità sono diverse. Oltre a questo, non nego il fatto che essere stata scelta da Matteo come castellana per me è stata un’emozione ancora più grande perché siamo cresciuti insieme in contrada».

«Del 2016, anno della vittoria di San Martino in cui ero castellana, mi porto l’esperienza. Avendo già rivestito il ruolo, so quali responsabilità e quanto impegno richiede. Porto nel cuore una gioia immensa perché vincere il Palio non è per niente scontato. La cosa più importante per me è essere una contradaiola, non la castellana. Se hai cuore, passione e amore da contradaiola le cose arrivano da sole, non bisogna rincorrere un ruolo perché le responsabilità arrivano con il tempo».

Il capitano: «Se vinci a San Martino fai la storia»

Dopo Davide Barone, che ha ricoperto il ruolo di capitano dal 2021 al 2026, è Matteo Parietti a prendere le redini della contrada, da sempre impegnato in diversi ruoli tra cui quello di addetto corsa. «L’obiettivo e il sogno di tutti è vincere – ha esordito il capitano Parietti – quindi quello che voglio promettere ai miei contradaioli è che metterò massima serietà e impegno insieme alla commissione, alla reggenza e a tutti coloro che mi accompagneranno in questo cammino lungo e divertente. Vincere qui secondo me è un po’ diverso che vincere in altre contrade, abbiamo poche vittorie quindi se vinci a San Martino fai la storia. C’è chi l’ha fatto come Bebe, spero di essere il sesto. Il ruolo dell’addetto corse, che ho svolto per cinque anni, mi è servito parecchio come preparazione, mi ha restituito molto in termini di rapporti con i fantini e tecnici nella conoscenza del Palio».

Aria di cambiamenti anche per il fantino di San Martino. Il capitano ha infatti confermato che non sarà più Carlo Sanna a correre per i colori biancoblu, facendo un bilancio degli anni trascorsi insieme. «Si è arrivati a questa decisione di comune accordo. Con Carlo abbiamo un rapporto molto onesto e sincero durato cinque anni, che finisce perché il Palio è un gioco difficile in cui puoi dare il massimo e Carlo spesso lo ha fatto ma non ti restituisce sempre quello che vuoi. Il bilancio umano è molto positivo ma quello tecnico non lo è sia per lui che per noi».

Non resta quindi che attendere l’annuncio di chi sarà il nuovo fantino che difenderà i colori di San Martino, rivelazione che il capitano desidera giustamente condividere in anteprima con il popolo biancoblu.

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Pubblicato il 23 Agosto 2026
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