Furto dello steccato, il gm Airoldi: “Il Palio di Legnano è più forte di chi colpisce nell’ombra”
Da una parte il gm Airoldi esprime sentimenti di sgomento e sconforto per il furto subito, dall'altra la volontà di reagire con la città di Legnano perchè è stato colpito "un simbolo della nostra storia.. della nostra città"
«È una ferita per tutta Legnano, è stato colpito un simbolo della nostra storia.. della nostra città». Così interviene oggi, mercoledì 29 luglio, il gran maestro Alessandro Airoldi che con il vice gran Maestro Jody Testa e tutto il direttivo del Collegio esprime «profondo rammarico e sincera amarezza» per quanto accaduto nella notte tra lunedì e martedì. Definendo il gesto compiuto da ignoti, probabilmente conoscitori del settore ippico, non solo un grave danno economico, ma soprattutto un attacco a uno dei simboli della manifestazione. «Si tratta di un episodio che lascia sgomenti non soltanto per il danno economico arrecato, ma soprattutto per il valore simbolico e morale del bene sottratto – afferma Airoldi –. Lo steccato non rappresenta un semplice insieme di strutture materiali: è parte integrante del Palio, della sua storia, della sua tradizione e del lavoro instancabile che, anno dopo anno, centinaia di persone svolgono con passione e dedizione per mantenere viva una delle più importanti manifestazioni della nostra città».
Per il Collegio il furto, sul quale stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Legnano, colpisce l’intera comunità del Palio e il patrimonio identitario della città. «È difficile comprendere come si possa arrivare a compiere un gesto tanto vile nei confronti di un patrimonio costruito nel tempo grazie all’impegno volontario di generazioni di donne e uomini che hanno dedicato energie, sacrifici e amore alla nostra comunità – sottolinea Airoldi -. Ancora più sconvolgente è il pensiero dell’utilizzo che potrebbe essere fatto del materiale sottratto, privandolo del suo significato originario e cancellandone il valore identitario e culturale che esso riveste per il nostro mondo». Il gm Airoldi rivolge quindi un appello alla città: «Oggi, di fronte a questo atto incomprensibile, il sentimento predominante è lo sconcerto. Un episodio come questo rischia di minare la serenità e l’entusiasmo di chi opera quotidianamente per il bene del Palio, alimentando interrogativi e preoccupazioni sul futuro di una tradizione che dovrebbe essere custodita e rispettata da tutta la comunità. Proprio per questo riteniamo che sia giunto il momento di una risposta corale. Chiediamo che l’Amministrazione Comunale, la Fondazione Palio e tutte le istituzioni cittadine ci siano vicine nell’affrontare questo momento difficile, dimostrando concretamente quanto Legnano sappia essere unita quando vengono colpiti i suoi valori più autentici».
Il furto dello steccato non è soltanto un danno subito dal Collegio dei Capitani e delle Contrade: è una ferita che colpisce un patrimonio di tutta la città. Per Airoldi però il mondo del Palio saprà reagire come ha sempre saputo fare: «È un gesto vile che offende il lavoro, la passione e il sacrificio di tante persone che da decenni dedicano il proprio tempo alla conservazione e alla crescita del nostro Palio. Ma se questo atto voleva indebolirci, deve trovare una comunità ancora più determinata a reagire. Il Palio di Legnano ha attraversato la storia grazie all’impegno e all’amore di generazioni di contradaioli e cittadini. Non sarà certamente questo episodio a piegare la nostra volontà. Al contrario, dovrà essere l’occasione per dimostrare che Legnano è più forte di chi colpisce nell’ombra, più forte di chi tenta di sottrarre valore alle nostre tradizioni e più forte di chi non comprende il significato di appartenenza e identità che il Palio rappresenta. Con amarezza, ma anche con orgoglio e determinazione, il Collegio dei Capitani e delle Contrade continuerà a lavorare per difendere e valorizzare il patrimonio storico, culturale e umano che ci è stato affidato, confidando che le autorità competenti possano individuare i responsabili e restituire ciò che appartiene alla storia e al cuore della nostra città».
“Ci hanno rubato non solo lo steccato ma soprattutto l’anima del nostro Palio”







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