Palio di Siena, dalla Asl di Nuoro un ulteriore progetto per la tutela dei cavalli
Nel primo racconto da piazza del Campo a cura della collega e amica Eleonora Mainò, focus sul debutto nelle prove di notte di Mattia Atzeni, figlio di Giovanni, e sulla presenza di medici veterinari sardi nella commissione senese
35 sono i cavalli ammessi alla tratta del Palio del 2 Luglio 2026 (In copertina immagine dalla diretta della Gazzetta di Siena). Alcune scelte effettuate dalla commissione veterinaria in queste prime giornate dedicate al Palio di Provenzano hanno destato già nell’immediato polemiche abbastanza accese ed una levata di scudi da parte di diversi proprietari a cui si è aggiunto l’intervento di Costa, presidente dell’associazione proprietari cavalli da Palio. Dopo le affollate prove di addestramento mattutino di sabato all’alba dove i protagonisti sono stati i cavalli più esperti, quelle di questa mattina hanno catturato l’attenzione per l’esordio sul tufo del neo diciottenne Mattia Atzeni.
Ancora prima delle sue parole rilasciate ai quotidiani locali è senza dubbio lui l’immagine copertina di questa mattina, lo stupore e la meraviglia negli occhi di questo giovane ragazzo valgono l’occasione di una riflessione. Il Palio al di là dei suoi meccanismi ormai solidi di cui tutti ci lamentiamo, riesce ancora per i più giovani, qualunque sia l’approccio alle festa, a rappresentare la realizzazione di un sogno. E dovremmo ricordarlo più spesso.

Ma oltre al giovane Atzeni (Foto da Gazzetta di Siena) in queste prime occasioni paliesche (previsite e prove mattutine di addestramento) ci sono due nuove figure che i senesi hanno visto aggirarsi sia nei locali della Clinica il Ceppo sia nell’Entrone, sono il dr. Francesco Zucca ed il dr. Sandro Chessa. Entrambi dirigenti veterinari della Asl di Nuoro presenti per il Palio di luglio ed agosto grazie ad un progetto, di cui è referente lo stesso Zucca.
“Il progetto è nato da uno scambio di considerazioni tra colleghi,- racconta il dr. Francesco Zucca- lo abbiamo poi presentato alla nostra Asl che lo ha accolto con grande favore così come ha poi fatto la Asl Toscana Sud Est ed eccoci qua; la nostra provincia è la più ricca della Sardegna in merito a manifestazioni ed eventi in cui è previsto l’impiego di equidi. Da febbraio fino all’autunno seguiamo lo svolgimento di circa 40 appuntamenti tradizionali tra Palii, pentolacce , pariglie, ardie e corse alla stella. Chiaro è che il monitoraggio che operiamo è differente per ovvie ragioni ma ci sembrava interessante poter approfondire l’aspetto di tutela del benessere animale che viene applicato a Siena dove ormai da anni il protocollo equino è un percorso solido”
La vostra prima impressione ?
“Quella di una macchina rodata in cui, nonostante la grande attenzione mediatica e la pressione di una festa così sentita come il Palio, si riesce la lavorare in serenità“. Nella foto i medici sardi e la dr.ssa Carone

Cosa vi ha colpito di più?
“L’approccio molto approfondito e l’attenzione ad ogni particolare. Non eravamo digiuni di Palio, da amanti dei cavalli lo conosciamo bene ma poter vedere e vivere il meccanismo dall’interno dal punto di vista della tutela del benessere animale è un’altra cosa.”
Che idea vi siete fatti dello stato generale dei cavalli?
“I cavalli che abbiamo visto sia alla clinica per le previsite che poi in Piazza presentavano tutti una eccellente condizione psicofisica e questo è un particolare che ci ha colpito molto, il benessere e la tutela dei cavalli non può e non deve riguardare solo l’integrità fisica, abbiamo visionato cavalli che hanno dimostrato serenità e tranquillità anche nel momento della visita veterinaria, cosa non così scontata”
Cosa vi aspettate di portare in Sardegna dell’esperienza senese ?
“Il Palio di Siena è l’eccellenza e come ogni eccellenza qui in campo ci sono le competenze migliori in ogni aspetto, sia la gestione ordinaria che quella di emergenza. Siena è stata la prima a capire come solo tutelando il cavallo sarebbe stato possibile tutelare la storia secolare del Palio. La tutela del cavallo si riflette sulla tutela del fantino, poi della contrada, poi della festa. Non sono discorsi banali. Anche in Sardegna le cose sono cambiate negli anni e l’attenzione è alta non solo per l’osservazione della legge ma per una consapevolezza acquisita anche grazie all’educazione sanitaria da parte delle Asl. Siena prima di tutti ha capito che l’utilizzo dell’angloarabo era la direzione giusta da percorrere per garantire un futuro al Palio”.
La Sardegna è il cuore dell’allevamento dell’angloarabo, cosa ha questa tipologia di cavallo da renderlo adatto ad ogni tipo di utilizzo sportivo?
” A fare la forza dell’angloarabo sono gli indici biometrici particolari, la robustezza dei soggetti, la testa e la potenzialità di ripresa che ha, dove perde in velocità dal purosangue guadagna in capacità di ripresa”.
Vivere il Palio da dentro ha anche un aspetto emotivo importante, come è stato io battesimo dell’Entrone?
“Un’emozione indescrivibile. Il suono degli zoccoli sul tufo è una musica dell’anima. Ci prepariamo con emozione a vivere le prossime giornate perché sappiamo che ogni momento sarà indimenticabile. Già solo l’accoglienza che abbiamo ricevuto dalla città ci ha colpito, dal Sindaco in poi tantissimi sono venuti a salutarci, accoglierci e conoscerci. Non ci aspettavamo questo calore. L’equipe veterinaria ci ha subito messo a nostro agio e si sono dimostrati professionisti umili ed aperti al confronto così come la dr.ssa Anna Carone, referente del progetto per la Asl Sud Est“.










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