Dai simulatori al tirocinio: la formazione dei tecnici di radiologia a TECNICAmente Legnano
Nell'ultima puntata del podcast TECNICAmente Legnano è intervenuto Andrea Masperi, direttore didattico del Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica dell'Università degli Studi di Milano. Lui ha parlato di formazione e percorsi di studio per la formazione di tecnici di radiologia
Come si forma oggi un tecnico di radiologia? Quanto conta il tirocinio rispetto alle lezioni in aula? E come si prepara uno studente ad affrontare un mondo del lavoro profondamente cambiato negli ultimi dieci anni? Sono alcuni dei temi affrontati nell’ultima puntata del podcast TECNICAmente Legnano. Il programma diretto daLetizia ed Eros, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica dell’Ospedale di Legnano (ASST Ovest Milanese) venerdì 10 luglio hanno ospitato Andrea Masperi, direttore didattico del Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica dell’Università degli Studi di Milano. Una formazione sempre più pratica, tecnologie innovative per la didattica, orientamento già dalle scuole superiori e un mercato del lavoro che oggi offre opportunità molto diverse rispetto a dieci anni fa. In questo contesto Masperi ha spiegato che per un corso di laurea sanitario il tirocinio costituisce infatti una parte fondamentale del percorso universitario, con oltre 1.500 ore complessive distribuite nell’arco dei tre anni.
Per Masperi, uno dei principali obiettivi dell’ateneo è aiutare gli studenti delle scuole superiori a conoscere realmente le professioni sanitarie. «La forza dell’orientamento è andare a informare gli studenti. Molto probabilmente non conoscono tutte le sfaccettature della professione del tecnico di radiologia e nemmeno tutti gli sbocchi lavorativi». Per questo motivo il corso di laurea organizza incontri negli istituti superiori e open day, illustrando non solo il percorso di studi ma anche le prospettive occupazionali. Un aspetto importante riguarda anche la motivazione con cui si affronta il test di ammissione. «Se abbiamo uno studente motivato, che mette questa professione come prima scelta perché gli piace e pensa che possa fare per lui, poi generalmente ci rimane.»
Dalla teoria ai simulatori
Anche la didattica universitaria sta cambiando. Alle tradizionali lezioni frontali si affiancano simulatori digitali che permettono agli studenti di esercitarsi in sicurezza. «Lo studente può simulare un esame di risonanza magnetica, TAC, radioterapia o medicina nucleare – spiega Masperi -. Può commettere tutti gli errori del mondo senza fare del male a nessuno e imparare con calma in un ambiente protetto. Si è visto che l’adulto apprende attraverso il fare. Per questo utilizzare simulatori e strumenti interattivi rappresenta oggi un valore aggiunto». Nonostante l’innovazione tecnologica, il momento decisivo della formazione continua a essere il tirocinio. Gli studenti affrontano già dal primo anno l’attività nei reparti, iniziando dalla radiologia convenzionale e dalla mammografia, per poi proseguire con TAC, risonanza magnetica, radiologia interventistica, radioterapia e medicina nucleare. «La teoria deve trasformarsi in pratica – precisa Masperi -. Il bello della nostra professione è proprio il paziente. È lì che lo studente impara davvero. Lo studente ricorderà soprattutto il modo di lavorare che gli viene trasmesso durante il tirocinio. È quello il vero valore aggiunto della formazione».
Nel contempo Masperi invita a non demonizzare le nuove tecnologie. «Questi ragazzi sono nati nella tecnologia. Dobbiamo adattare anche il nostro modo di insegnare. L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento utile per studiare, purché venga utilizzata con fonti accreditate e in maniera consapevole.» Diverso il discorso sull’uso degli smartphone durante il tirocinio. «Lavoriamo con i pazienti e con dati sensibili – spiega Masperi -. Non divulgare immagini o informazioni non è solo una regola etica: in alcuni casi si entra anche nell’ambito penale. Non sentitevi sbagliati perché appartenete a una generazione diversa. Le differenze non sono un limite. Sta anche a noi formatori trovare gli strumenti giusti per accompagnarvi nella crescita professionale».
Guardare oltre i confini
Negli ultimi anni il corso di laurea ha ampliato le opportunità di crescita con congressi nazionali e internazionali, esperienze Erasmus e mobilità tra università italiane. Tra le iniziative più significative c’è la partecipazione all’European Congress of Radiology di Vienna. Se nel 2014-2017 molti neolaureati incontravano difficoltà a trovare un impiego stabile, oggi la situazione è profondamente diversa. «Il momento è ottimo per noi professionisti sanitari e anche per i tecnici di radiologia – osserva Masperi, precisando però che è necessario mantenere un equilibrio tra numero di laureati e fabbisogno del sistema sanitario -. Dobbiamo evitare di tornare alla saturazione del mercato che abbiamo vissuto anni fa. Per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro è nato anche il Progetto Open, che mette in contatto diretto studenti e strutture sanitarie. Le aziende vengono in università a presentare la propria realtà, spiegano come lavorano, quali opportunità offrono e rispondono anche alle domande più concrete, come quelle sullo stipendio o sulle possibilità di crescita professionale».








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