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Il dott. Vignati lascia la Direzione medica di Legnano: “Io non ho diretto un ospedale, io l’ho servito”

In pensione dall'inizio di luglio, il medico traccia un bilancio dell'attività svolta in ospedale, con soddisfazione per l'eccellenza raggiunta, ma manifestando anche qualche rammarico. Un particolare pensiero a Valeria Vanossi e a Norberto Albertalli

Vignati ospedale Legnano

«Io non ho diretto un ospedale. Io l’ho servito». Il dott. Eugenio Carlo Maria Vignati condensa in questo succinto ma eloquente pensiero la sua lunga attività negli ospedali di Legnano e Cuggiono nella carica di Direttore Medico, lasciata all’inizio di luglio per il raggiungimento della meritata pensione.

«Il mio concetto di direzione non la descrive come un comando, ma come un servizio fondato su due pilastri, il dovere sociale e la responsabilità – spiega il dott. Vignati – . Il dovere sociale è il DNA delle istituzioni pubbliche, per rispondere ai bisogni della gente. L’ente pubblico non deve guadagnare ma deve spendere accuratamente i contributi in funzione dei servizi che deve somministrare. L’essere responsabile vuol dire rispondere a tutti, agli organi superiori che danno le direttive, ma anche a quanti lavorano insieme a te e, non da ultimo, alla gente. Ecco perché io andavo nei reparti, parlavo con i pazienti, li ascoltavo. Questi sono i concetti che a mio giudizio hanno caratterizzato la mia attività, perché l’ospedale io l’ho sempre sentito mio nel senso di aver personalizzato la mia attività e, non a caso, ringraziando il buon Dio, non ho fatto un giorno di malattia». Concetti, aggiungiamo, alla base anche delle motivazioni che hanno premesso al medico di distinguersi nella militanza politica, sia da consigliere comunale che da assessore a Busto Arsizio.

Dal servizio di Guardia Medica a Busto Arsizio, nell’agosto 1987, alla nomina di Esperto del Consiglio Superiore di Sanità, dal 2001 al 2005, per arrivare nel 2021 all’incarico di Capo della Segreteria dell’assessore regionale Welfare Lombardia, Letizia Moratti, il curriculum del dott. Vignati è ricco di 45 pagine, con nomine, incarichi, funzioni, progetti scientifici, gestionali, didattici, pubblicazioni di numerosi testi (in particolare quattro volumi editi da Franco Angeli, in tema di management sanitario).

«Sono stati anni volati via in un attimo, perché quando vivi con il cuore, il tempo non si conta in stagioni, ma il tempo io l’ho contato in emozioni, sacrifici, vittorie, cadute e persone diventati famiglia – afferma il medico -. 
Così, io ricordo benissimo alcune figure come il professor Giuseppe Santagati e il dottor Pacifico Portalupi, direttori generali e amministratori straordinari degli ospedali di questi territori che hanno dato veramente  tanto a me e con i quali io ho lavorato in maniera proficua. Così come non posso dimenticare le due grandi figure di quest’ultimo periodo, Valeria Vanossi presidente dell’associazione Il Sole nel Cuore, e Norberto Albertalli, presidente della Fondazione Quattro Ospedali. Perché non posso dimenticare l’ospedale in piazza, le tante manifestazioni per rendere più grande l’ospedale e ancora tutte le risorse culturali ed economiche, impossibili da citare, perché sono immense quelle raccolte da entrambi».

In un bilancio di elementi positivi per Legnano, il dott. Vignati ricorda soprattutto due eccellenze tra le strutture complesse che distinguono Legnano, come presidio rispetto agli altri: la Cardiochirurgia e la Neurochirurgia: «Nella zona dell’Alto Milanese, ma anche oltre, non c’è una struttura che possa vantare queste qualità, non soltanto per specificità, ma soprattutto per competenza, grazie a direttori come Germano Di Credico, Roberto Stefini, unitamente al prof. Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento Medico di Legnano».

«Il rammarico maggiore – aggiunge il medico – è la mancata apertura della Radioterapia. Un ospedale completo deve avere la radioterapia. Purtroppo, manca la volontà di farla. Eppure il bunker è già pronto. E poi l’auditorium.
Uno spazio che piaceva tanto ad Albertalli, per il quale stava elaborando un progetto. Infine, il Pronto Soccorso. Quando sono arrivato a Legnano, ho lanciato un’idea, per ampliare l’attuale dove c’è l’eliporto, spostandolo nell’area dei  parcheggi».

Nell’ultima campagna elettorale, è esplosa l’idea di Legnano città universitaria: «Un progetto grandioso quello del sindaco Radice – il commento favorevole del dott. Vignati – anche per la collocazione nella ex Manifattura. Lo sviluppo dell’ospedale è in una facoltà universitaria. La didattica, unita all’assistenza e alla ricerca, significa una occasione di crescita per il territorio».

«Io credo che l’anima del mio dovere sia stata l’onestà. Intendo l’onestà intellettuale come valore fondamentale, perchè, se tu sei onesto con te stesso e con gli altri, i risultati non possono non arrivare», afferma il dott. Vignati che, nel saluto a tutti gli operatori dell’ASST Ovest Milanese, ha ricordato «la profonda fiducia  per il futuro dell’intero Presidio Ospedaliero Legnano, Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso e nel lavoro del Personale, augurano successo ai nuovi progetti e obiettivi. Incoraggio tutti gli Operatori, veri guardiani di speranza, a continuare a dare il meglio, cooperando al perfezionamento della qualità dell’assistenza sanitaria. Vorrei perciò esprimere un sincero ringraziamento tutti, medici, infermieri, ostetriche, biologici, ingegneri, farmacisti, laureati tutti, ausiliari, tecnici, amministrativi, oss, operai volontari, sindacalisti, per aver sognato e lavorato insieme con abnegazione, impegnano e lealtà, virtù che da sempre caratterizzano i dipendenti, i frequentatori dell’ASST Ovest Milanese e della Fondazione Quattro Ospedali».

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Pubblicato il 15 Luglio 2026
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