Disastro ad Haiti: sull’isola anche don Giuseppe
Il sacerdote di Nerviano sta bene - Si cerca aiuto per la popolazione, in ginocchio dopo il passaggio del ciclone Matthew...
A una settimana dal passaggio di Matthew su Haiti quello che il ciclone lascia dietro di sè sono morte e distruzione. Le prime stime parlano di 900 morti, 60mila persone rimaste senza casa e una vera e propria emergenza sanitaria, con il timore che si diffonda il colera.
Sull'isola caraibica anche un nervianese: don Giuseppe Grassini. Il missionario si trova nel dipartimento nord-ovest di Haiti, nella parrocchia Saint Gérard Majella. «Purtroppo il ciclone ha colpito duramente anche il dipartimento del Nord-Ovest, dove si trova la nostra parrocchia di Petite-Rivière – fa sapere tramite una lettera il sacerdote nervianese -. In queste ore stiamo valutando l’entità dei danni e organizzando qualche intervento di emergenza. Non abbiamo registrato vittime in questa zona, ma la distruzione è evidente».
Miracolosamente risparmiata la scuola terminata solo nei mesi scorsi. La struttura in cemento ha retto alla tempesta. La stessa sorte non è stata riservata alle case della popolazione e alle coltivazioni. «Gran parte delle capre, che costituiscono il piccolo patrimonio a cui le famiglie attingono in caso di necessità, non sono sopravvissute alla violenza dell’acqua e del vento – fa inoltre sapere don Giuseppe -. Il ciclone ha letteralmente lavato i campi sulle colline. Ci sarà presto emergenza fame perché il prossimo raccolto (mais, fagioli, arachidi) è completamente compromesso.La mancanza di adeguate strutture fognarie e la scarsità delle fonti di acqua potabile fanno temere anche il riapparire del colera, che ha già fatto tante vittime negli anni scorsi».
Per chiunque voglia aiutare è possibile donare denaro attraverso la associazione Maurizio Garegnani, sia via IBAN sia via PayPal (qui il link con tutte le informazioni). Al momento è sconsigliato l'invio di materiale.










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