Funkalicious, la band che unisce ABBA, Lady Gaga e anni Settanta nel podcast NOIse
I fondatori Dario Roncolato e Alessandro Perrelli ripercorrono la nascita del gruppo e raccontano il percorso che ha trasformato un progetto nato tra studenti in una realtà professionale
Dietro il nome Funkalicious c’è una band di cinque musicisti professionisti che ha trasformato una serata tra studenti in un progetto capace di calcare i palchi di feste, eventi e locali con uno spettacolo costruito nei minimi dettagli. Sono loro i protagonisti della nuova puntata di NOIse, il podcast di Radio Materia condotto da Arianna Bonazzi, in cui raccontano la nascita del gruppo, il loro modo di vivere la musica e ciò che rende “non convenzionale” una delle party band più apprezzate del territorio.
A parlare sono i due fondatori, Dario Roncolato e Alessandro Perrelli, che ripercorrono la storia della band, nata quasi per gioco in occasione di un ballo studentesco e diventata nel tempo un progetto professionale.
Dal Conservatorio al palco
Uno degli elementi che distingue i Funkalicious è il percorso dei suoi componenti. Tutti e cinque si sono conosciuti al Conservatorio di Milano e condividono una formazione accademica che ha dato al gruppo un approccio diverso rispetto a quello di molte cover band. Oggi la formazione è composta da Dario Roncolato alle tastiere e alla programmazione elettronica, Alessandro Perrelli alla chitarra, Maria Grazia alla voce, Giacomo Martignoni alla batteria e Manuel Boschetti al basso.
«Per noi la musica non è un passatempo, è il nostro lavoro», spiegano durante l’intervista, sottolineando come ogni dettaglio dello spettacolo venga preparato con la stessa cura di una produzione professionale.
Una party band “unconventional”
Nel podcast emerge anche il significato della definizione con cui il gruppo ama presentarsi: party band unconventional. A partire dal nome, che richiama il funk pur senza identificare realmente il repertorio della band. Una scelta fatta semplicemente perché «suonava bene», raccontano con ironia. La loro particolarità sta soprattutto nella costruzione dello spettacolo: non una semplice sequenza di canzoni, ma lunghi medley tematici di otto-dieci minuti che uniscono artisti e generi diversi senza interruzioni, mantenendo alta l’energia della serata.
Tecnologia al servizio della musica
Tra i protagonisti del progetto c’è anche la tecnologia. Dario Roncolato viene scherzosamente definito il “mago dei suoni”, perché gestisce sequenze elettroniche, campionamenti ed effetti che permettono alla band di riprodurre dal vivo arrangiamenti molto complessi. L’obiettivo non è sostituire gli strumenti, ma arricchire il suono con archi, cori, percussioni e altri elementi che una formazione di cinque musicisti non potrebbe realizzare da sola. Una scelta che consente di affrontare con credibilità anche il pop contemporaneo, dalle produzioni di Lady Gaga e Dua Lipa fino ai grandi classici della disco music.
Un repertorio per tutte le generazioni
La forza dei Funkalicious sta proprio nella capacità di mettere insieme pubblici diversi. La scaletta attraversa oltre cinquant’anni di musica, dagli anni Settanta fino ai successi più recenti, con l’obiettivo di far divertire contemporaneamente ragazzi, adulti e famiglie. Ogni brano è inserito in un percorso musicale studiato per non interrompere mai il ritmo della festa.
«La musica va vissuta»
Nella parte finale della conversazione il dialogo si sposta su un piano più personale. I musicisti riflettono sul valore culturale ed emotivo della musica, invitando gli ascoltatori ad andare oltre un ascolto superficiale e a lasciarsi incuriosire dalla ricchezza di linguaggi, strumenti e generi che ogni canzone può raccontare. Una puntata che alterna aneddoti, retroscena e riflessioni, mostrando come dietro una serata fatta di balli e divertimento ci siano studio, preparazione e una grande passione per la musica.






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