Agguato con il machete a Milano, fermati due 17enni: sono accusati di tentato omicidio
Secondo quanto emerso dalle indagini, nella notte del 4 giugno scorso i due minorenni, con il volto travisato e armati di un machete, avrebbero aggredito la vittima per motivi ancora in fase di accertamento
Nella notte, tra mercoledì 15 e giovedì 16 luglio, nelle province di Milano e Brescia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Milano, nei confronti di due 17enni, un cittadino egiziano e un cittadino romeno, entrambi con precedenti di polizia. I due sono gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e porto abusivo di arma da taglio.
Il provvedimento è il risultato delle indagini avviate dai Carabinieri della Stazione di Milano Crescenzago dopo la violenta aggressione subita da un cittadino egiziano di 30 anni. L’attività investigativa, sviluppata attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e l’acquisizione delle testimonianze delle persone informate sui fatti, ha consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di identificare i presunti responsabili.
Secondo quanto emerso dalle indagini, nella notte del 4 giugno scorso i due minorenni, con il volto travisato e armati di un machete, avrebbero aggredito la vittima per motivi ancora in fase di accertamento. L’uomo sarebbe stato colpito ripetutamente al volto e al torace, interessando zone vitali del corpo, e avrebbe riportato lesioni giudicate guaribili in 40 giorni, anche a seguito di diversi interventi chirurgici. A rendere il quadro ancora più allarmante è la brutalità dell’aggressione e l’età dei presunti responsabili: entrambi appena diciassettenni. L’uso di un machete ed i colpi inferti al volto e al torace della vittima delineano un’azione di eccezionale violenza.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati e la fondatezza delle contestazioni mosse nei loro confronti saranno accertate nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Pertanto, non si escludono ulteriori sviluppi dell’attività giudiziaria, anche a favore degli stessi indagati.










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