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Sindacati: “Obiettivo raggiunto: la prima copia della cartella clinica dev’essere gratuita”

Dopo le segnalazioni dello SPI CGIL Lombardia e l’interrogazione del consigliere regionale Matteo Piloni, Regione Lombardia ribadisce il diritto dei pazienti a ottenere gratuitamente la prima copia integrale della cartella clinica, senza dover motivare la richiesta

sanità

La prima copia della cartella clinica deve essere rilasciata gratuitamente, senza che il paziente sia tenuto a motivare la richiesta. A ribadirlo oggi, lunedì 19 ottobre, i sindacati della Cgil evidenziando la circolare dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, datata maggio 2026, che richiama quanto previsto dalla normativa europea sulla protezione dei dati personali e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Un chiarimento arrivato dopo le numerose segnalazioni raccolte dallo SPI CGIL Lombardia, che insieme a Federconsumatori si era attivato per tutelare i cittadini ai quali veniva richiesto un pagamento per ottenere la documentazione sanitaria.

La questione era stata portata anche all’attenzione del Consiglio regionale dal consigliere del Partito Democratico Matteo Piloni, che aveva presentato un’interrogazione all’assessore Bertolaso per chiedere chiarimenti sulle irregolarità segnalate. Nella circolare, Bertolaso richiama l’articolo 15 del Regolamento europeo 2016/679 (GDPR), relativo al diritto di accesso ai dati personali, e ribadisce che il paziente ha diritto a ottenere gratuitamente una prima copia della propria cartella clinica. «Si evince che, come ribadito dalla Corte di Giustizia sul tema, il paziente che ne faccia richiesta ha diritto ad ottenere una prima copia della cartella clinica gratuitamente. La copia deve essere integrale e il paziente non è tenuto a motivare la richiesta», si legge nel documento regionale.

Il chiarimento riguarda quindi non soltanto la gratuità della prima copia, ma anche il diritto del cittadino a ricevere la documentazione completa senza dover fornire spiegazioni sulle ragioni della richiesta.

Le segnalazioni dello SPI CGIL e i primi rimborsi

A sollevare il problema erano state le numerose segnalazioni raccolte dallo SPI CGIL Lombardia, successivamente trasmesse al Difensore regionale. Il sindacato dei pensionati, insieme a Federconsumatori, aveva inoltre organizzato una rete di consulenza e supporto per informare i cittadini sui propri diritti e assisterli nella presentazione di eventuali ricorsi. Un’attività che, secondo quanto riferito dal sindacato, aveva già consentito di ottenere i primi rimborsi prima del chiarimento regionale.

«Un traguardo importante, ottenuto grazie al lavoro di attenzione e costanza messo in campo da tutti i nostri attivisti che, sui territori, hanno ascoltato i bisogni dei cittadini, offrendo sostegno e raccogliendo con successo i primi rimborsi, arrivati prima della pronuncia di Bertolaso –  commenta Federica Trapletti, della segreteria dello SPI CGIL Lombardia -. L’attenzione si sposta ora sull’applicazione delle indicazioni da parte delle strutture sanitarie lombarde. L’auspicio ora è che tutte le strutture regionali si adoperino per mettere in pratica quanto sancito dalla Corte Europea prima e da Regione Lombardia adesso».

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Pubblicato il 19 Ottobre 2026
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