Dal Galilei di Legnano il corto su Lia Pipitone, vittima di mafia, risveglia le coscienze
Ruggero Lai e Giovanni Ghirardani hanno parlato a Radio Materia di "Onore", il loro primo cortometraggio a costo zero che vuole far conoscere la storia di una vittima della mafia e aprire gli oggi su un fenomeno presente anche al nord
È nato dalla passione per video e fotografia di due ragazzi di 18 anni e dalla volontà di parlare di mafia anche al Nord, dove spesso il fenomeno viene percepito come qualcosa di distante. Ma nel giro di un anno quella che era «una piccola scintilla» è diventata un cortometraggio capace di coinvolgere oltre dieci attori, una quarantina di comparse, studenti, musicisti, associazioni, scuole e attività del territorio. Il titolo è “Onore”, ed è stato realizzato da Ruggero Lai e Giovanni Ghilardani, studenti del quinto anno del Liceo Galileo Galilei di Legnano, per fare conoscere la storia di Lia Pipitone.
I due ragazzi hanno raccontato la nascita e il lungo lavoro dietro al progetto ai microfoni di Radio Materia, nel programma “Chi l’avrebbe mai detto?”, condotto da Orlando Mastrillo. (Qui il podcast)
Dalla passione per il cinema alla volontà di parlare di mafia
«Abbiamo unito la nostra passione, che è quella di fare video e foto, a una tematica che secondo noi era molto importante – hanno raccontato –. Noi siamo di Legnano, siamo del Nord e secondo noi la tematica mafiosa non è praticamente mai affrontata». A dare la spinta decisiva è stata anche l’esperienza di Ruggero in un campo di E!State Liberi! di Libera, in provincia di Caserta. Al ritorno ne ha parlato con Giovanni: «Volevamo già fare qualcosa e gli ho detto: facciamo un cortometraggio su una storia di mafia».
È iniziata così la ricerca tra le storie delle vittime raccolte da Libera, fino all’incontro con quella di Lia Pipitone, figlia di un boss mafioso palermitano, uccisa nel 1983 a 25 anni. Una giovane donna che aveva cercato di scegliere autonomamente la propria vita, entrando in conflitto con le regole e la mentalità della famiglia mafiosa nella quale era nata. (Qui la storia di Lia Pipitone)
I due studenti hanno scelto di riportare l’attenzione su una storia poco conosciuta, ma anche di avvicinare i loro coetanei a un fenomeno che riguarda da vicino anche il Nord. Un percorso di conoscenza che li ha portati anche ad assistere a un’udienza del processo Hydra, ascoltando nomi di località dell’Alto Milanese per loro familiari. «Sono posti che frequentiamo, dove passiamo ogni giorno – hanno spiegato – e questo ci ha fatto molto effetto».
Una squadra nata intorno a “Onore”
E quello che inizialmente era il progetto di due ragazzi si è progressivamente allargato. «È partita una piccola scintilla un anno fa e piano piano abbiamo tirato su tante persone». Il cast è arrivato a contare più di dieci attori principali e una quarantina di comparse, un risultato che ha sorpreso gli stessi autori: «Per un progetto no-profit sulla mafia trovare tutte queste persone ha lasciato stupiti».
Per trovare gli interpreti Ruggero e Giovanni hanno contattato associazioni e realtà teatrali, facendo circolare un semplice documento con la trama e i profili dei personaggi cercati. Le risposte sono arrivate da studenti e giovani attori del territorio, ma anche dal Piemonte. «Si sono messi in gioco», raccontano i due ragazzi.
Anche Legnano è diventata un set. Una delle scene centrali, quella dell’omicidio, è stata girata al Caffè Farmacia, nel centro cittadino, con il locale aperto e i clienti presenti. Per le riprese, nelle quali venivano utilizzate repliche di armi, erano state preventivamente avvisate le forze dell’ordine.
Fondamentale è stato anche il sostegno del Liceo Galileo Galilei e del dirigente Giuseppe Scafuro, che ha messo a disposizione gli spazi della scuola per alcune giornate di riprese. Altre scene hanno portato invece la troupe fino in Liguria. La parte tecnica è stata gestita in gran parte direttamente dai due studenti, che si sono alternati fra regia, riprese, microfoni e organizzazione, aiutati da amici e familiari.
Anche la musica è diventata un progetto nel progetto. Non potendo utilizzare brani coperti da diritti, i ragazzi hanno scelto di realizzare una colonna sonora originale, coinvolgendo un gruppo rock e alcuni compagni di scuola al pianoforte. Un lavoro collettivo che ha progressivamente allargato la rete nata intorno al cortometraggio.
«Senza tantissime persone probabilmente non saremmo riusciti a fare nulla», hanno riconosciuto Ruggero e Giovanni, ringraziando famiglie e realtà che hanno creduto nel progetto. Ma il risultato, per loro, va già oltre il film: «Anche prima di essere pubblicato, parlare con Libera, con le scuole e con persone interessate al tema della mafia è stata l’apertura di una porta verso persone che non immaginavamo. È stata davvero una bellissima scoperta».
La prima a Legnano
La prima proiezione di “Onore” è in programma giovedì 8 ottobre alla Sala Ratti di Legnano. I circa 180 posti disponibili sono andati esauriti in pochi giorni. Seguirà il 10 ottobre una proiezione nell’ambito di una raccolta fondi degli Scout, mentre l’obiettivo dei due studenti è portare la storia di Lia Pipitone sempre più lontano, lavorando anche con scuole e Libera.
Per informazioni scrivere a cortometraggio.onore@gmail.com







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