A Canegrate il depuratore diventa alleato della natura: 2.500 alborelle nell’Olona
Questa mattina, giovedì 30 luglio, 2.500 alborelle allevate nel depuratore di Canegrate, gestito da Gruppo CAP, sono state liberate nel tratto del fiume che attraversa il Parco dei Mulini
Dal depuratore al fiume, per contribuire al ripopolamento dell’Olona. Questa mattina, giovedì 30 luglio, 2.500 alborelle allevate nel depuratore di Canegrate, gestito da Gruppo CAP, sono state liberate nel tratto del fiume che attraversa il Parco dei Mulini. Un rilascio che segna la conclusione del progetto sperimentale promosso da Regione Lombardia per favorire la tutela di una specie ittica sempre più rara. Il rilascio si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione dell’Olona, a lungo considerato uno dei fiumi più inquinati d’Europa e, fino ai primi anni Duemila, quasi privo di vita. Oggi il corso d’acqua è tornato a ospitare ecosistemi di pregio, segno concreto del progressivo recupero ambientale del territorio.
Una parte degli esemplari sarà anche trasferita all’Acquario Civico di Milano. L’iniziativa si inserisce nel progetto “alBIOrelle”, sviluppato da Alfa in collaborazione con Gruppo CAP, Politecnico di Milano e Istituto di Ricerca Spallanzani, nato per verificare se l’acqua depurata possa essere utilizzata con successo per l’allevamento di specie ittiche destinate al ripopolamento di laghi e fiumi.

Dal depuratore al fiume
L’esperimento secondo gli esperti ha dimostrato come l’acqua in uscita dagli impianti di depurazione possa trasformarsi da semplice refluo trattato a una risorsa per la biodiversità. A seguire il progetto anche il legnanese Maurizio Finocchiaro “sentinella” dell’ambiente che è stato per anni referente dell’ufficio Ambiente del Comune di Legnano. I campioni, introdotti nelle vasche dopo la fase di svezzamento, sono stati allevati per dieci mesi utilizzando esclusivamente acqua proveniente dal ciclo depurativo e sottoposta a trattamenti avanzati di ultrafiltrazione e disinfezione UV. Durante la sperimentazione sono stati monitorati i principali parametri necessari alla vita della specie, dalla temperatura all’ossigeno disciolto, dal pH alla concentrazione dei composti azotati. La sopravvivenza degli esemplari, la crescita regolare e il raggiungimento della taglia utile per il rilascio dimostrano la piena compatibilità dell’acqua trattata con lo sviluppo di organismi acquatici sensibili e confermano il ruolo dei depuratori come infrastrutture capaci di restituire valore all’ambiente. Le alborelle sono tornate in natura in una golena dell’Olona recentemente rinaturalizzata dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) e nuovamente collegata al corso del fiume. L’area offre un ambiente favorevole alla riproduzione della fauna ittica e, allo stesso tempo, consente ai pesci di superare la briglia del Mulino Rancilio, finora invalicabile.

I risultati
Nella sperimentazione sono state allestite due vasche identiche, una alimentata con acqua di pozzo e l’altra con acqua depurata, nelle quali è stato inserito lo stesso numero di avannotti di alborella, monitorandone costantemente crescita e stato di salute. Le differenze emerse tra i due gruppi sono state minime, confermando che l’acqua depurata possiede caratteristiche compatibili con l’acquacoltura e rappresenta un ambiente idoneo alla crescita degli avannotti. A incidere maggiormente sul progetto sono state invece le eccezionali ondate di calore dell’inizio dell’estate, che hanno reso più difficile il raggiungimento della fase adulta di parte degli esemplari. «La liberazione delle alborelle nei corsi d’acqua lombardi rappresenta il punto di arrivo di un progetto che ha voluto mettere alla prova, nel modo più concreto possibile, il valore dell’acqua depurata – commenta Giovanni Vargiu, Direttore Area tecnica Circular Treatment di Gruppo CAP -. Questi esemplari sono cresciuti esclusivamente in acqua proveniente dal nostro ciclo di trattamento, raggiungendo le condizioni necessarie per il rilascio e la riproduzione. È un risultato che conferma la qualità dei processi depurativi adottati da Gruppo CAP e mostra come un depuratore possa evolvere da semplice infrastruttura di servizio a piattaforma di innovazione, ricerca scientifica e rigenerazione ambientale, capace di generare benefici concreti per il territorio e la biodiversità».

Alborelle a rischio estinzione
L’alborella (Alburnus arborella) è una specie tipica delle acque dolci dell’Italia settentrionale e rappresenta un importante indicatore della salute degli ecosistemi acquatici. Inserita nella Lista Rossa IUCN con lo status di specie “quasi minacciata”, negli ultimi anni ha subito una forte contrazione a causa dell’alterazione degli habitat e della diffusione di specie aliene invasive. Gli esemplari allevati nell’ambito del progetto sono stati seguiti dalla fase successiva allo svezzamento fino al raggiungimento della maturità necessaria per affrontare il ritorno in natura.
Le operazioni di rilascio sono state realizzate in collaborazione con Ente Parco Lombardo Valle del Ticino e i soggetti territoriali coinvolti nelle attività di tutela e ripopolamento ittico. Tra i siti di rilascio c’è anche Mulino Nuovo, a Nosate, nell’area del progetto “I prà in la vàl di Ponte Castano: l’acqua che racconta la storia”, sostenuto da Fondazione Cariplo con il bando Ruralis 2024: un esempio concreto di collaborazione tra iniziative dedicate alla tutela dei corsi d’acqua e della biodiversità. Inoltre, negli scorsi giorni una ventina di esemplari è stata donata all’Acquario Civico di Milano: un gesto che valorizza ulteriormente il progetto e permette di portare il messaggio di tutela della biodiversità anche nel cuore della metropoli meneghina.











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