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Qualità dell’aria in Lombardia: situazione “accettabile” nell’Alto Milanese, criticità nell’area sud-occidentale

Nelle province centrali, compresa l'area dell'Alto Milanese, domina invece la fascia “Accettabile”, segnale di un aumento delle concentrazioni di inquinanti atmosferici legati soprattutto alla stabilità meteorologica e all’incremento delle temperature

cielo - aria

La mappa regionale diffusa da ARPA Lombardia il 25 maggio conferma un quadro della qualità dell’aria prevalentemente “accettabile” su gran parte del territorio lombardo, con alcune differenze tra aree alpine, pianura e fascia metropolitana. Secondo l’Indice di Qualità dell’Aria (IQA), le condizioni migliori si registrano nelle aree montane del nord della regione, dove prevalgono valori classificati come “Buona” o “Molto Buona”. Nelle province centrali, compresa l’area dell’Alto Milanese, domina invece la fascia “Accettabile”, segnale di un aumento delle concentrazioni di inquinanti atmosferici legati soprattutto alla stabilità meteorologica e all’incremento delle temperature.

La situazione più critica riguarda il settore sud-occidentale della Lombardia, tra Pavese e Alessandrino, dove compaiono aree in rosso e bordeaux corrispondenti ai livelli “Scarsa” e “Molto Scarsa”. Si tratta delle zone maggiormente soggette all’accumulo di ozono e polveri sottili, fenomeno favorito dalla scarsa ventilazione tipica della pianura. I dati si inseriscono nel trend evidenziato negli ultimi dieci giorni dalle stime modellistiche ARPA: dopo una prima fase con qualità dell’aria “Buona”, dal 21 maggio si è osservato un peggioramento graduale dovuto soprattutto all’ozono (O3), inquinante secondario che tende ad aumentare con il caldo e l’intensa radiazione solare.

Legnano

La situazione resta in linea con il quadro dell’Alto Milanese: la qualità dell’aria si mantiene complessivamente tra “Buona” e “Accettabile”, senza superamenti dei limiti per il PM10, ma con un aumento progressivo dell’ozono favorito dal caldo e dalla stabilità atmosferica. La città, inserita nell’area metropolitana milanese e caratterizzata da una ventilazione spesso limitata, risente delle dinamiche tipiche della Pianura Padana, dove l’accumulo degli inquinanti tende a intensificarsi nei periodi anticiclonici. Proprio per monitorare con maggiore precisione il territorio legnanese, ARPA Lombardia ha avviato negli ultimi mesi campagne specifiche di rilevamento della qualità dell’aria con centraline mobili. Anche il PM10 ha mostrato una crescita progressiva, passando da 7 µg/m³ del 15 maggio ai 25 µg/m³ registrati il 23 maggio, pur rimanendo sotto il limite normativo giornaliero fissato a 50 µg/m³.

ARPA Lombardia ricorda che l’IQA sintetizza diversi parametri atmosferici — tra cui PM10, PM2.5, ozono e biossido di azoto — e rappresenta uno strumento utile per monitorare in tempo reale l’esposizione agli inquinanti, soprattutto per le categorie più sensibili come anziani, bambini e persone con patologie respiratorie.

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 25 Maggio 2026
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