Non passa la proposta di un nido al posto o in compresenza con il Museo dei Bambini
L'ordine del giorno prevedeva la possibilità di destinare gli spazi di via Pontida, pensati per il Museo dei Bambini, anche a un servizio per l’infanzia . "Il servizio è già in equilibrio", la risposta della maggioranza. Amadei: "Occasione persa"
Non è passata in consiglio comunale la proposta di realizzare un asilo nido al posto o in compresenza del Museo dei Bambini a Legnano. L’ordine del giorno, presentato dai consiglieri Amadei e Brumana, non ha ottenuto il via libera ottenendo i voti contrari della maggioranza
La proposta prevedeva la possibilità di destinare gli spazi di via Pontida, pensati per il Museo dei Bambini, anche a un servizio per l’infanzia come un asilo nido. Una richiesta motivata dalla necessità di ampliare l’offerta educativa cittadina.
“Servizi già in equilibrio”
A rispondere in aula è stata la consigliera del Partito democratico Sara Borgio, che ha evidenziato come «contrariamente a quanto dichiarato, la situazione dei servizi all’infanzia nel Comune di Legnano è attualmente in equilibrio».
Secondo quanto da lei illustrato, le domande di iscrizione ai nidi comunali vengono di fatto tutte accolte. «I dati delle graduatorie sono mutevoli», è stato spiegato, anche perché il Comune consente l’iscrizione già in fase gestazionale, con conseguenti cambiamenti nelle scelte delle famiglie. A settembre 2025 i posti disponibili erano 88 e sono stati contattati tutti gli iscritti in graduatoria, compresi coloro che avevano presentato domanda fuori termine.
Determinante anche il ritorno a pieno regime dell’asilo Salvo D’Acquisto, che ha consentito di recuperare la capacità ricettiva. «Rientrando a pieno regime con 54 bambini per i tre nidi, recuperando i nove posti venuti meno da gennaio 2026», è stato precisato. In caso di necessità, è stata indicata anche la possibilità di utilizzare gli spazi dell’ex Spazio incontro Canazza.
Tra i punti centrali della bocciatura da parte della maggioranza, la sostenibilità economica. Il progetto del Museo dei Bambini è stato infatti concepito come partenariato pubblico-privato. «La sostenibilità economica per l’operatore privato è garantita solo attraverso l’assegnazione di tutti i volumi disponibili del complesso», è stato sottolineato..
Sul piano dei costi, è stato evidenziato come il servizio nido comporti una spesa significativa per il Comune. Il costo annuo per bambino è stimato in circa 11mila euro, di cui 4.500 coperti dalle rette. Il residuo, pari a circa 6.500 euro per bambino, porterebbe a un costo aggiuntivo di circa 260mila euro annui ipotizzando 40 utenti, cifra ritenuta non sostenibile per il bilancio comunale.
Altro elemento emerso riguarda l’incompatibilità degli spazi di via Pontida con la destinazione a nido. L’area è stata progettata per una funzione culturale e museale e non risponde ai requisiti previsti dalla normativa per i servizi all’infanzia.
«Gli spazi non sono stati concepiti in conformità con le normative vigenti per gli asili nido», è stato spiegato, con riferimento a standard su illuminazione, aree riposo, locali dedicati e spazi esterni protetti. Un eventuale adeguamento richiederebbe nuovi interventi strutturali, con costi aggiuntivi e il rischio di vanificare gli investimenti già effettuati.
La replica di Amadei
Deluso dalla contrarietà della maggioranza, il consigliere Amadei ha ribadito la necessità di un nuovo nido a Legnano. «La necessità è viva, attuale e c’è. Legnano ha fatto una scelta diversa rispetto ad altri Comuni che hanno investito realizzando nuovi nidi», ha dichiarato.
Secondo Amadei, l’area avrebbe caratteristiche compatibili: «Nella parte antistante ci sono tutte le caratteristiche per fare un nido», ribadendo la validità dell’ordine del giorno. Il consigliere ha spiegato che la proposta voleva essere «un’ipotesi su cui aprire un tavolo di lavoro e far discutere il Consiglio comunale». Ha inoltre richiamato gli obiettivi dell’agenda Onu, che indicano una copertura del 45% dei servizi per l’infanzia entro il 2030: «Legnano resta lontana da questo obiettivo. Mi spiace che il problema non tocchi questa giunta. Le disparità sociali partono anche dalla mancanza di posti agli asili nido». L’ordine del giorno ha ottenuto i voti favorevoli di tutta l’opposizione, ma è stato respinto dalla maggioranza.










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