Polemica a San Vittore Olona, la minoranza sul Bilancio: “Più tasse e 16mila euro per la segretaria del sindaco”
Ecco la presa di posizione della consigliera di minoranza Daniela Rossi sul Bilancio di previsione 2026–2028
Decisa la presa di posizione della consigliera di minoranza Daniela Rossi, capogruppo della lista “Civicamente Daniela Maria Rossi Sindaco”, dopo il Consiglio comunale del 23 dicembre dedicato al Bilancio di previsione 2026–2028. Secondo Rossi, dalla seduta emergerebbero «tre verità» che smentirebbero la narrazione dell’Amministrazione guidata dal sindaco Marco Zerboni.
Il primo punto sollevato riguarda l’introduzione della figura della segretaria personale del sindaco, per un costo pari a 16mila euro. Una scelta che la consigliera definisce in contraddizione con le dichiarazioni sul contenimento della spesa e con le critiche rivolte in passato all’aumento delle indennità della precedente Giunta, allora previste per legge. « Ebbene, la giunta Zerboni non ha diminuito di un solo euro il suo proprio compenso, anzi “ha buttato dentro altri 16000 euro” per pagare la segretaria personale del sindaco, una figura nuova assunta senza concorso ma a discrezione del sindaco – afferma Rossi -. Si può? A quanto pare sì, alla faccia del risparmio per le famiglie in difficoltà sbandierato sugli organi di stampa dal nostro sindaco. Tenente presente che, al contrario degli anni scorsi, il numero dei dipendenti è ora al completo»
Il secondo tema è quello dell’aumento della pressione fiscale, che la minoranza quantifica in circa 400mila euro. Secondo la consigliera, l’incremento delle entrate sarebbe «legato all’aumento dell’addizionale Irpef comunale, portata allo 0,8%, al rialzo di alcune tariffe, come quelle dell’asilo nido, e alla riduzione della soglia di esenzione da 17mila a 12mila euro». Un dato che emergerebbe chiaramente, a suo avviso, dall’analisi delle voci di bilancio relative alle «entrate correnti, in particolare confrontando il Titolo 1 e il Titolo 3».
Il terzo elemento di critica riguarda un prospetto pubblicato dal sindaco in un articolo successivo al Consiglio comunale, definito dalla consigliera «fuorviante» perché non riferito alle imposte effettivamente pagate dai cittadini, fatta eccezione per l’IMU. Un comportamento giudicato politicamente scorretto e poco rispettoso nei confronti dei lettori e della minoranza consiliare. «Dove sia finita l’attenzione per il risparmio da destinare alle famiglie in difficoltà resta una domanda aperta – conclude Rossi – certamente non nei 16mila euro spesi per la segretaria personale del sindaco».










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