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Rescaldina contro l’accordo “anti-discarica” per il Polo Baraggia, Fratelli d’Italia: “Mistificazione della realtà

Fratelli d'Italia bolla la presa di posizione di Rescaldina come «uno sgarro fatto all'amministrazione di Cerro Maggiore a pochi giorni dal voto»

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Dopo essere entrato a gamba tesa nella campagna elettorale di Cerro Maggiore, il futuro del Polo Baraggia e della voragine lasciata dalla discarica infiamma la politica anche a Rescaldina, dove l’amministrazione di centrosinistra nei giorni scorsi si è detta scettica di fronte al protocollo d’intesa approvato dalla giunta di Nuccia Berra per il recupero ambientale dell’area definendo «difficilmente accoglibile un progetto che prevede per il riempimento il conferimento di materiali inerti contaminati».

Futuro ancora in bilico per il Polo Baraggia, l’accordo “anti-discarica” non convince Rescaldina

Le nuove speranze di riempimento, infatti, vertono in larga misura sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, estendendo i materiali utilizzabili anche a terre e rocce di scavo con un contenuto di altri materiali entro i limiti previsti dal Testo Unico Ambientale: estensione che per Piazza Chiesa va «a discapito delle garanzie ambientali concordate e sottoscritte in passato a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente». A non convincere l’amministrazione guidata da Gilles Ielo, poi, ci sono gli interventi proposti a mitigazione degli impatti viabilistici e la risoluzione dei rapporti convenzionali con l’attuale proprietà con restituzione delle garanzie fideiussorie.

Su posizioni diametralmente opposte, invece, Fratelli d’Italia, che accusa la civica di centrosinistra al timone del paese di «mistificare la realtà sulla pelle dei cittadini». «In questi giorni siamo venuti a sapere che da mesi è in corso una trattativa con la proprietà ed il Comune di Cerro Maggiore per siglare un protocollo d’intesa per realizzare un progetto ecologicamente sostenibile per chiudere definitivamente i conti con la discarica più grande d’Europa – sottolineano dal circolo di Rescaldina di Fratelli d’Italia -. Il fatto che l’amministrazione non abbia informato il consiglio comunale evidenzia, molto probabilmente, una grande spaccatura, perché ci risulta che molti siano favorevoli al progetto, ma probabilmente per motivi elettorali non si vuole siglare l’accordo».

Nel mirino del partito di Giorgia Meloni anche la “paternità” del decreto che disciplina la gestione delle terre e rocce da scavo, emanato dal Presidente della Repubblica su proposta dell’allora Governo Gentiloni. «Se le terre e rocce di scavo, comunque definite dal decreto proposto da Gentiloni, sono pericolose e contaminate come detto dalla lista Vivere Rescaldina, Gentiloni e la maggioranza di centrosinistra che approvò quella legge sono colpevoli di scempio ambientale – si chiede il circolo rescaldinese del partito -? Evidentemente no. La posizione di Rescaldina sembra uno sgarro fatto all’amministrazione di Cerro Maggiore a pochi giorni dal voto. Il Sindaco Ielo e la sua maggioranza si stanno prendendo una grandissima e gravissima responsabilità. È il momento di abbandonare la retorica, mettere da parte le divisioni e ragionare insieme sul bene dei cittadini delle comunità di Rescaldina e Cerro Maggiore. Non si fa politica con le bugie e soprattutto non è accettabile fare politica sulla pelle dei cittadini».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 16 Maggio 2023
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