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“Mai più vittime della strada”: da Parabiago un cortometraggio per la sicurezza stradale

Parabiago ha lanciato un cortometraggio per sensibilizzare la cittadinanza in occasione della Giornata mondiale per il ricordo delle Vittime della strada

Riprese per lo spot sulla sicurezza stradale a Parabiago

Tre ragazzi in teatro alle prese con uno spot sulla sicurezza stradale da girare, tra smartphone alla guida, semafori bruciati e cinture di sicurezza non allacciate. Il comando di Polizia Locale e la sua attività quotidiana, presto spezzata da alcune telefonate che segnalano incidenti gravissimi, addirittura mortali. Una madre raggiunta dalla notizia che suo figlio non c’è più e il suo grido di dolore. Quella madre, però, non è un’attrice: è Elisabetta Cipollone, la mamma di Andrea De Nardo, morto il 29 gennaio 2011 a soli 15 anni per essere stato investito da un’auto sulle strisce pedonali a Peschiera Borromeo. E nemmeno quei ragazzi sono attori, ma sono gli amici di Bianca Ballabio e Pietro Calogero, morti a 20 anni lo scorso 2 agosto in un tragico scontro sul Sempione. E il loro messaggio arriva forte è chiaro: “Mai più vittime della strada”.

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È proprio questo il titolo del cortometraggio che l’amministrazione comunale di Parabiago ha voluto lanciare oggi, domenica 15 novembre, in occasione della Giornata mondiale per il ricordo delle Vittime della strada, istituita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sul dramma degli incidenti stradali e per ricordare ad istituzioni e cittadini la responsabilità collettiva di questa “guerra silenziosa”.

Il cortometraggio è dedicato proprio a loro, ad Andrea de Nando, a Bianca Ballabio, a Pietro Calogero e a tutte le Vittime della strada. E il messaggio di fondo è che non sono “incidenti” quando – come avviene in più del 90% dei sinistri – si sceglie di non osservare una regola del codice della strada o non si è attenti alla guida di un qualsiasi mezzo di trasporto: non c’entra la casualità, si tratta di scelte. «La strada non è un palcoscenico, il sedile di un auto non è una poltrona», è la frase che nel cortometraggio segna il passaggio dalla fiction alla realtà, il doppio piano su cui volutamente viaggia la sceneggiatura scritta dall’assessore alla cultura e alla sicurezza Barbara Benedettelli, vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime da anni impegnata in una battaglia sulla sicurezza stradale, tanto da farne il suo cavallo di battaglia per i prossimi cinque anni di governo cittadino.

Il messaggio del cortometraggio, che vuole ricordare a tutti che «un mezzo di trasporto è una potenziale arma che può cambiare, per sempre, più vite: quella di chi resta gravemente ferito e ne esce con un handicap, quella di chi muore e dei propri cari, quella di chi lo scontro lo provoca», viene scandito a chiare lettere nel finale proprio dall’assessore alla partita, dal sindaco Raffaele Cucchi e dal comandante della Polizia Locale Maurizio Morelli. Con loro, tra palco e realtà, oltre ad amici e familiari delle Vittime della strada, ci sono anche gli agenti del comando di Polizia Locale della città della calzatura, gli assessori Mario Almici e Elisa Lonati, il presidente del consiglio comunale Adriana Nebuloni e i consiglieri Elisabetta Croce, Roberto Mezzena, Carlo Raimondi, Giuliano Rancilio, Luca Scocozza e Stefania Zerbini, uniti al di là del colore politico nella battaglia per la sicurezza stradale. Tutti in Piazza della Vittoria, tutti con un telo bianco macchiato di rosso davanti, simbolo delle morti su strada, raccolto e stretto in pugno mentre un drone sale e li riprende dall’alto, mentre due restano a terra, come quella minima percentuale di incidenti inevitabili. Gli altri, quelli dovuti a imprudenza, inciviltà e mancato rispetto delle regole e della vita, sono quelli che dobbiamo evitare.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 15 Novembre 2020
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