Più di 1.200 firme per difendere il Parco del Roccolo

La petizione era stata lanciata nelle scorse settimane per chiedere di inserire il Parco del Roccolo tra i parchi regionali, con tutte le tutele del caso

falsh mob parco del roccolo

Si è chiusa con 1.273 firme la petizione a sostegno del Parco del Roccolo lanciata dai circoli Legambiente di Parabiago, Nerviano, Canegrate e Arluno, dal WWF Lombardia, dal gruppo LIPU di Parabiago, da FIAB Canegrate Pedala, dal Distretto Agricolo della Valle Olona, dal Forum C.L.I.M.A. Ticino-Olona, dalla sezione di Parabiago del CAI, da Legambiente Lombardia e dal Comitato Cittadini Antidiscarica Busto Garolfo-Casorezzo.

«Il Parco del Roccolo esiste ormai da tre decenni – spiegano comitati e associazioni -. È nato per difendere il nostro territorio da pericoli ambientali gravissimi e ripetuti: un mega inceneritore, un mega allevamento di galline ovaiole e ora una mega discarica di rifiuti speciali. E purtroppo tutto mega, se si pensa che la discarica che stiamo combattendo dovrebbe ricevere ben 600.000 metri cubi di rifiuti speciali di 152 tipologie».

La raccolta firme era iniziata lo scorso 24 maggio, in concomitanza con la Giornata Europea dei Parchi, che ricorda il giorno in cui, nel 1909 venne istituito in Svezia il primo parco europeo, data in cui il drappello di associazioni ambientaliste aveva condiviso il manifesto “Un futuro più sicuro per il Parco del Roccolo e la nostra salute”, per chiedere di inserire il PLIS del Roccolo, attualmente minacciato dal progetto della discarica, tra i parchi regionali, con tutte le tutele del caso. Per sostenere la propria causa, associazioni e comitati avevano anche dato vita ad un flash mob per ribadire come il sistema dei PLIS non fosse più sufficiente per tutelare l’area verde.

Il prossimo passo ora sarà la consegna della petizione e del manifesto a Regione Lombardia, al sindaco di Canegrate (capofila del parco) e ai sindaci degli altri cinque comuni che ne fanno parte, ovvero Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano e Parabiago. «Confidiamo nella sensibilità e lungimiranza dei nostri amministratori, comunali e regionali, e ci attendiamo da loro una adesione convinta alla nostra richiesta – concludono associazioni e comitati -. La nostra salute e l’integrità dell’ambiente in cui viviamo e in cui vivranno le future generazioni è nelle loro mani.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 04 Giugno 2020
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