Primo Maggio a Legnano, sindacati uniti: “Lavoro dignitoso, diritti e futuro”
I tre gli interventi che si sono susseguiti durante il presidio: ad aprire Mario Principe (Cgil Ticino Olona), seguito da Angelo Bonomo (UIL) e in chiusura Eros Lanzoni (Cisl Milano)
Una piazza unita, quella del Primo Maggio a Legnano, dove CGIL, CISL e UIL hanno condiviso palco e rivendicazioni, ribadendo con forza la centralità del lavoro e la necessità di rafforzare diritti, tutele e salari in un contesto in rapido cambiamento. Al centro di tutti gli interventi fatti , questa mattina venerdì 1 maggio in piazza San Magno, è tornata sempre una parola: dignità.
Cgil: investire sui giovani

Ad aprire il giro degli interventi sindacali è stato Mario Principe, segretario della Cgil Ticino Olona, che ha posto al centro il tema del lavoro dignitoso in un contesto segnato dalle trasformazioni tecnologiche e sociali: «Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale». Il Primo Maggio per il sindacalista è il giorno in cui il lavoro torna al «centro della vita pubblica, non come parola astratta, ma come esperienza concreta delle persone. Oggi parlare di lavoro dignitoso significa parlare di potere, di diritti, di futuro. Il lavoro dignitoso non è semplicemente avere un’occupazione: è avere un lavoro che permette di vivere, non di sopravvivere. È un salario giusto, è sicurezza, è rispetto. È la possibilità di costruire un progetto di vita, senza essere costretti a scegliere tra salute e stipendio».
Non basta dire che c’è lavoro: il punto è che lavoro è. Di questo ne è certo Principe perchè accanto a imprese che innovano, ci sono lavoratrici e lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese, con contratti instabili, orari discontinui e salari insufficienti. «In questo contesto emerge una parola chiave: contrattazione. Non è un elemento accessorio, è ciò che riequilibra i rapporti di forza. Dove c’è contrattazione, le condizioni migliorano; dove manca, cresce la distanza tra la ricchezza prodotta e chi la genera. Per questo va rilanciata a tutti i livelli: nazionale, aziendale e territoriale». Oggi contrattare significa anche affrontare una trasformazione profonda: l’intelligenza artificiale. Non è il futuro, è già presente in fabbriche, uffici e servizi. Sta cambiando ritmi, mansioni e organizzazione del lavoro. La sfida non è fermarla né subirla, ma governarla. L’intelligenza artificiale può migliorare il lavoro, ridurre i compiti più pesanti, aumentare la sicurezza e le competenze. Ma senza regole può produrre più controllo, ritmi più intensi e precarietà. Servono quindi nuove tutele: diritto alla formazione continua, trasparenza degli algoritmi, coinvolgimento delle rappresentanze, diritto alla disconnessione. Serve una contrattazione capace di governare l’innovazione. C’è poi il tema dei salari. Non c’è lavoro dignitoso se il lavoro è povero. Se cresce la produttività, devono crescere anche i salari». Per il sindacalista, infine, è necessario oggi più che mai investire nella qualità del lavoro, soprattutto per i giovani: stabilità, salari dignitosi, diritti. «Non possiamo chiedere loro di adattarsi all’incertezza. Dobbiamo costruire un Paese che offra opportunità reali, in cui restare sia una scelta e non una necessità. Perché quando un giovane se ne va, perdiamo una parte del nostro futuro. Prendersi cura dei giovani significa prendersi cura dell’intero Paese. È qui che deve stare il sindacato: non solo nella difesa, ma nella proposta. Insieme a CISL e UIL, lavorando con le amministrazioni locali per rafforzare servizi e comunità. Perché il lavoro dignitoso vive dentro una comunità che funziona. Il Primo Maggio non è solo memoria, è responsabilità: difendere la contrattazione, costruire nuove tutele, conquistare nuovi diritti, governare il cambiamento. L’Italia che cambia può andare in due direzioni: più disuguaglianze o più giustizia sociale. Noi sappiamo da che parte stare. Dalla parte del lavoro. Dalla parte della dignità. Dalla parte di chi ogni giorno tiene in piedi questo Paese».
Uil: lotta al lavoro povero

A seguire è intervenuto Angelo Bonomo, coordinatore entrante della UIL Legnano–Magenta–Abbiategrasso, che ha richiamato l’unità sindacale e l’urgenza di interventi su sanità, trasporti e salari: «Oggi CGIL, CISL e UIL sono qui insieme: siamo una sola voce che unisce idealmente questa piazza a quella di Marghera, dove una nostra delegazione sta manifestando, e al corteo di Milano che da via Palestro sta portando le nostre istanze in piazza della Scala. Siamo qui perché il lavoro non è una merce, ma il fondamento della nostra democrazia». Per Bonomo non c’è dignità nel lavoro se non c’è tutela della salute. «La sanità pubblica, qui in Lombardia e in tutto il Paese, è in codice rosso. Diciamo basta alle liste d’attesa infinite che costringono i cittadini a pagare di tasca propria o a rinunciare alle cure. Difendiamo i lavoratori della sanità — medici, infermieri e personale OSS — stremati da turni infiniti e carenze di organico. Investire nel pubblico significa garantire a tutti, non solo a chi ha i soldi, il diritto costituzionale alla salute. La salute non si svende».
Il lavoro deve essere raggiungibile. «Il trasporto pubblico locale è il polmone delle nostre città, ma oggi i lavoratori del TPL sono sotto pressione, vittime di aggressioni e stipendi inadeguati, mentre l’utenza subisce i tagli – spiega il sindacalista -. Chiediamo risorse per un trasporto moderno e sicuro: meno smog, più corse, più dignità per chi guida e per chi viaggia. Ma il mondo del lavoro è cambiato e noi non dimentichiamo nessuno. Pensiamo ai lavoratori del commercio, dei servizi, della logistica e delle pulizie: spesso sono i “lavoratori invisibili”, con contratti pirata, part-time involontari e salari insufficienti. A loro diciamo: il sindacato è la vostra casa. Chiediamo il rinnovo dei contratti per tutto il terziario e una lotta senza quartiere alla precarietà, che colpisce soprattutto donne e giovani. L’inflazione erode i nostri risparmi. Vogliamo che il Governo ascolti le nostre proposte: meno tasse sul lavoro dipendente e sui pensionati, più lotta all’evasione fiscale. I soldi ci sono: bisogna andarli a prendere dove si sono accumulati in questi anni di crisi. Compagne e compagni, la sfida è grande ma la nostra unità è più forte. Da Legnano parte oggi un impegno che porteremo ogni giorno nelle aziende e nei territori: per un lavoro sicuro, per una sanità pubblica, per un trasporto che funzioni, per una vita dignitosa. Viva l’unità sindacale, viva il Primo Maggio. Buona festa a tutte e a tutti».
Cisl e il ruolo centrale della contrattazione

A chiudere il presidio è stato Eros Lanzoni, segretario della Cisl Milano, che ha posto l’accento sulle trasformazioni del lavoro e sul ruolo della contrattazione: «Il Primo Maggio del 1886, negli Stati Uniti, venne introdotta la giornata lavorativa di otto ore. Durante quelle manifestazioni furono uccisi diversi lavoratori: decine di migliaia scesero in piazza e pagarono un prezzo altissimo. Da allora il lavoro è cambiato: siamo passati da oltre 3.500 ore annue a circa 1.700 oggi. Ogni epoca porta con sé trasformazioni nel lavoro e nella società». Per Lanzoni lo strumento principale per affrontare questi cambiamenti è la contrattazione, insieme alla partecipazione ai tavoli di confronto per governare le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di lavoro. «Imprenditori e lavoratori, insieme, possono migliorare la produttività. Non dobbiamo farci sopraffare dalle tecnologie: l’intelligenza artificiale è uno strumento che va governato e non deve prendere il sopravvento sulla persona. Lo vediamo già con alcuni algoritmi che gestiscono tempi e modalità di lavoro senza condivisione, creando forme di vera e propria “schiavitù digitale”, come nel caso dei rider».
I risultati del lavoro vanno redistribuiti in modo più equo. «Ai lavoratori si chiede responsabilità e disponibilità: in cambio servono salari adeguati, sicurezza sul lavoro e tutele sociali nuove, adatte ai nostri tempi – afferma il sindacalista -. La formazione, in tutte le sue forme, è il modo migliore per tutelare il lavoro e i lavoratori, migliorando la professionalità e la produttività. Fondamentali sono anche i temi della conciliazione e di una più equa distribuzione dei carichi di cura, soprattutto per le donne». Lanzoni ha ricordato che la nuova sfida nel nostro territorio è «estendere il modello della contrattazione a tutti: piccole imprese, servizi ai cittadini, bar, ristorazione e turismo, includendo anche chi oggi è escluso dalla contrattazione aziendale. La casa deve tornare a essere un diritto, accessibile, e non un bene di lusso. Siamo pronti a lavorare insieme per affrontare le nuove sfide del lavoro con responsabilità e proposte condivise. Viva la festa dei lavoratori. Buon Primo Maggio».








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