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Anno nuovo, vita nuova. Strategie per i nostri “buoni propositi”

Il passaggio al nuovo anno non ha soltanto un significato “numerico”ma per  molti di noi è l’occasione di bilanci, valutazioni  e “buoni propositi“

Il passaggio al nuovo anno non ha soltanto un significato “numerico”ma per  molti di noi è l’occasione di bilanci, valutazioni  e “buoni propositi “da perseguire  nell’anno che verrà.
Speso però, la maggior parte di questi, malgrado le nostre migliori intenzioni e motivazioni sembrano essere destinati a fallire. Recenti studi (Dr. R.Wiseman, l’Università dell’Hertfordshire ), indicano come , nonostante le promesse di impegno,circa l’80% delle persone non riesce a realizzare i propri buoni propositi.

Ma come mai ciò accade ?
Intanto “ sarebbe meglio che parlassimo di obbiettivi, piuttosto che buoni propositi. Sembrano piccolezze, ma pronunciare “obbiettivi” al posto di buoni propositi significa lanciare un messaggio più perentorio e autorevole alla nostra mente.

Un secondo punto è una riflessione sul concetto di motivazione.
Tanti libri sono stati scritti sull’ importanza della motivazione per raggiungere risultati e obbiettivi, ma dobbiamo prendere atto che la motivazione da sola non basta.
Per far si che la motivazione “renda al massimo” serve associarle  un'altra componente  e cioè stabilire un programma, un ordine logico, delle regole che permettono di dare una costanza all’impegno (motivato) per raggiungere il risultato.
Questo ragionamento si basa su una premessa: la motivazione o la spinta motivazionale deve essere considerata come un concetto dinamico e cioè soggetta a variabile intensità, cioè dipendente da variabili psicofisiche, relazionali  e contestuali.

In sostanza non tutti i giorni  sono uguali e affrontiamo la giornata con la stessa intensità e positività: questo fa si che nei “giorni si” saremo più motivati mentre nei“giorni no” lo saremo di meno e quindi le possibilità di raggiungere l’obbiettivo diminuiranno.
Ecco perché è molto utile  una programmazione e la sua costante e strutturata  applicazione che possiamo così riassumere:
• Definire obiettivi raggiungibili e formulare un piano d’azione concreto. Più dettagliato e specifico è il piano, e quindi, indicare  i giorni, gli orari , etc…più  è concreta  la possibilità che questo sia portato a compimento. Se ci fossero molti obbiettivi bisogna necessariamente stilare  una scaletta in ordine  di priorità  definendo i 3 obbiettivi principali.
• Associare uno stimolo positivo ai buoni propositi. Sarebbe importante cercare  di trovare un’attività che sia piacevole e provare a svolgerla durante il compimento dell’ obbiettivo prescelto . Se ad esempio, siete amanti della musica e tra i vostri propositi per l’anno nuovo c’è quello di iscrivervi in palestra, provate a  sentire della musica del vostro cantante preferito solo durante l’allenamento, mentre siete sul tapis roulant o sulla cyclette, in modo da permettere l’associazione del vostro proposito a uno stimolo per voi positivo e significativo.
• Infine condividere l’ obbiettivo con persone che approvano gli stessi valori e che quindi saranno da supporto all’ obbiettivo prescelto . Numerose ricerche sono giunte all’evidenza che il supporto emotivo ed empatico  aiuta e nutre la nostra motivazione a perseguire un risultato.

Concludendo,  affinché un proposito smetta di essere un semplice desiderio deve necessariamente essere: realistico, concreto, alla nostra portata e descritto dettagliatamente, solo così riusciremo ad aumentare le nostre possibilità di realizzarlo . Visto che ormai manca poco al nuovo anno è bene iniziare a stilare la lista dei propositi 2019, senza dimenticarsi di queste semplici ma efficaci strategie. Provare per credere!
 

Dott. Francesco Fisichella  Psicologo Psicoterapeuta – Legnano

fisichellafranco@libero.it

www.francescofisichella.com

Marco Tajè
direttore@legnanonews.com
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Pubblicato il 01 Gennaio 2019
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