Non faceva più concerti, ma le canzoni di Guccini le cantavamo lo stesso
Nonostante Francesco Guccini avesse smesso da anni di fare concerti, la passione per la sua musica restava forte. Ne è la prova il successo di tributi concerto a lui dedicati che radunavano sempre tanti fans ricchi di nostalgia
Francesco Guccini si è spento nella sua Pavana all’età di 86 anni.
Chissà quanti fans – folgorati dalla notizia – hanno infilato le cuffiette e sono andati a cercarsi le sue canzoni su Spotify. C’è chi magari si trovava in spiaggia e, fra un aperitivo sotto l’ombrellone e la dolce leggerezza del mese di agosto, ha versato lacrime per quel compagno di viaggio che, per una intera esistenza, aveva saputo donare emozioni in musica.
Un lamento funebre collettivo composto da quelle strofe e quegli accordi che lui aveva composto in una lunghissima carriera.
Erano anni che non si esibiva in concerto, certo. Una sua decisione che chi lo amava aveva mandato giù come un goccio di vino che sapeva più di aceto che di uva, ma che alla fine aveva dovuto accettare.

Le sue canzoni, però, non avevano smesso di risuonare.
E anche nella nostra provincia – che lo aveva accolto l’ultima volta nel 2011 in un concerto al Palawhirpool che aveva registrato il tutto esaurito – l’amore per Guccini si trasformava in serate di successo ogni qual volta vi fosse l’occasione di cantare a squarciagola “Incontro”, “Il vecchio e il bambino”, le “Canzone delle osterie di fuori porta” e tutte le altre.
Un gran successo era stato infatti il concerto dei suoi Musici, a Varese, nel gennaio del 2024. Il teatro di Varese aveva accolto Flaco Biondini, Ellade Bandini, Antonio Marangolo e Vince Tempera, per ascoltare quelle canzoni che per decenni aveva suonato sul palco insieme al Maestro.
Chi mi dà indietro quelle stagioni? I musici di Francesco Guccini
La sorpresa era stata il trovare fra il pubblico anche tanti giovanissimi, che non avevano mai avuto la gioia di ascoltare Guccini dal vivo, ma che erano felici di poter assistere alla bravura dei suoi musicisti.

Recentemente, grazie alla rassegna “Storie di cortile” la passione del varesotto per i grandi cantautori italiani – nello specifico Fabrizio De Andrè e proprio Francesco Guccini – era risultata evidente.
Andrea Parodi Zabala, anima dell’iniziativa, aveva portato Ellade e Flaco al castello di Monteruzzo lo scorso luglio, registrando un successo al di sopra delle previsioni degli stessi organizzatori e dell’Amministrazione comunale.

Oltre cinquecento persone avevano affollato il belvedere affacciato sulla Collegiata, e, seguendo chi ha condiviso una carriera fatta di tournée, prove in studio e serate in osteria con il Maestro, avevano cantato.
Brani urlati con la pancia, con quei versi indimenticabili che sapevano raccontare le emozioni del quotidiano e inchiodarli all’immortalità.
Castiglione canta Guccini e De André con Flaco ed Ellade Bandini
Guccini non faceva più concerti, certo, ma la voglia di cantare le sue canzoni non si è mai affievolita.
I suoi versi hanno accompagnato generazioni, con il coraggio di schierarsi sempre e raccontando un’Italia che cambiava. Hanno al contempo saputo creare atmosfere grazie a piccoli dettagli divenuti intramontabili, come le lacrime che annacquano il latte in una tazza di tè: quante volte c’era la sensazione che lui fosse riuscito a mettere per iscritto e per musica quelle sensazioni difficili da spiegare anche a noi stessi.
Oggi ci si ferma un attimo, con la gratitudine nel cuore per uno degli artisti più talentuosi della musica italiana. Ma osservando il successo di questi concerti -tributo si può esser certi che la sua musica continuerà a riecheggiare.
“Ed io, burattinaio di parole, perché mi perdo dietro a un primo sole
Perché mi prende questa assurda nostalgia?”











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