A piedi da Malnate e in bici da Castellanza per i 100 di Provincia: “Così le infrastrutture fanno comunità”
In 150 hanno percorso la Valle Olona fino a Castiglione Olona. Una giornata del Centenario per vivere la rete ciclopedonale e raccontare, attraverso ciò che è già stato realizzato, il futuro della mobilità lenta nel Varesotto
Alle quattro del pomeriggio, al Castello di Monteruzzo, sono arrivati quasi insieme. Da una parte chi aveva camminato lungo la Valle Olona partendo dai Mulini di Gurone, dall’altra chi l’aveva risalita in bicicletta da Castellanza. In tutto circa 150 persone, riunite a Castiglione Olona dopo aver percorso due tratti diversi della stessa rete.
È anche così che la Provincia di Varese ha scelto di celebrare uno degli appuntamenti del suo Centenario: non con una cerimonia chiusa in una sala, ma con una giornata vissuta lungo una delle infrastrutture che negli anni hanno contribuito a collegare il territorio.
A Malnate il gruppo dei camminatori si è ritrovato ai Mulini di Gurone, accolto dalla vicesindaca Maria Croci, che ha poi percorso la Valle insieme agli altri. Con lei anche Ferruccio Maruca, presidente dell’associazione In Cammino – La Via Francisca del Lucomagno, Marco Giovannelli, direttore di Varesenews, l’assessore del Comune di Lozza Gianpiero Esposito e Valentina Minazzi di Legambiente.

A Castellanza, invece, la giornata è cominciata sui pedali. A salutare la partenza c’era la sindaca Cristina Borroni, insieme ai rappresentanti di FIAB Varese Ciclocittà, che hanno poi accompagnato il gruppo lungo la dorsale.
Con loro anche Paolo Landini, tecnico dell’Ufficio Sostenibilità Ambientale della Provincia di Varese, che alla partenza ha raccontato il senso della giornata e il valore della Valle Olona all’interno della strategia provinciale sulla mobilità lenta: una dorsale che non serve soltanto per il tempo libero, ma che può mettere in relazione Comuni e territori e diventare parte di una rete di collegamenti sempre più ampia.
Prima di raggiungere Castiglione Olona, i ciclisti hanno fatto tappa all’Approdo Calipolis dei Calimali, a Fagnano Olona, dove ad accoglierli e salutarli è stata la presidente dell’associazione Marina Comerio, insieme ai volontari. Poi di nuovo in sella, verso Castiglione e l’incontro con chi stava arrivando a piedi.
L’incontro a Castiglione Olona
Il punto d’arrivo per tutti era il Castello di Monteruzzo, dove ad accogliere camminatori e ciclisti c’era il sindaco di Castiglione Olona Giancarlo Frigeri.
È qui, con le circa 150 persone riunite dopo aver percorso la Valle, che la giornata ha trovato anche la sua chiave di lettura nelle parole di Fabio Passera, consigliere della Provincia di Varese con delega alle Infrastrutture, che ha portato i saluti del presidente Marco Magrini.

«Cent’anni fa la Provincia nasceva per mettere insieme territori diversi», ha ricordato Passera. Da allora sono cambiate le condizioni storiche e il territorio stesso, ma non è venuta meno la necessità di mettere in relazione realtà differenti e di costruire un coordinamento tra i Comuni.
E proprio ciò che era accaduto durante il pomeriggio è diventato, nelle parole del consigliere provinciale, la rappresentazione concreta di questo ruolo. «Oggi, venendo a piedi da Malnate o salendo in bici da Castellanza, avete dimostrato plasticamente a che cosa serve una ciclabile. Non è solo un’infrastruttura».
Costruire una pista ciclopedonale, ha sottolineato Passera, è infatti soltanto una parte del lavoro. Per avere davvero un significato quell’infrastruttura deve essere utilizzata, curata e diventare parte della vita dei luoghi che attraversa. «Un’infrastruttura deve vivere, deve far vivere una comunità. Deve essere capace di unire i territori, di unire sensibilità e di mettere insieme tutte le associazioni che sono capaci di collaborare per giornate come questa e per tante altre iniziative».
E poi c’è tutto ciò che viene dopo la realizzazione: la manutenzione, la sicurezza, la cura dei percorsi. Aspetti meno visibili di una nuova pista o di un nuovo collegamento, ma indispensabili perché quella rete possa essere realmente utilizzata. Passera ha insistito soprattutto sulla risposta arrivata dal territorio. Perché, ha spiegato, vedere così tante persone utilizzare insieme quelle infrastrutture restituisce qualcosa anche a chi le ha pensate e programmate.
«Da un lato abbiamo un lavoro fatto di cui siamo contenti, ma dall’altro siamo noi a ricevere da voi una grande emozione e una grande energia. Perché se un territorio risponde a quello che un amministratore ha pensato, significa che probabilmente quella è la strada giusta».
Cento anni per guardare anche a quello che verrà
È proprio qui che la giornata lungo la Valle Olona si lega al significato che la Provincia vuole dare alle celebrazioni del Centenario. Il 2 gennaio 2027 la Provincia di Varese compirà cento anni e durante il 2026 l’anniversario è stato accompagnato da iniziative dedicate a diversi aspetti del territorio.
L’obiettivo non è però soltanto ripercorrere la storia dell’istituzione. Il Centenario diventa anche l’occasione per osservare ciò che è stato realizzato, raccontare quello che si sta facendo oggi e ragionare sulle scelte che potranno accompagnare lo sviluppo del Varesotto nei prossimi anni.
Nel caso della Valle Olona significa parlare di mobilità lenta, partendo da una rete che esiste già e che viene utilizzata ogni giorno, ma guardando anche ai collegamenti ancora da realizzare e ai tratti da rendere più continui e sicuri.
La giornata di sabato si inserisce infatti nella strategia provinciale Bike&Walk e nel nuovo Piano Strategico per la Mobilità Ciclistica Provinciale, che individua una rete di oltre 450 chilometri di dorsali, circa 200 dei quali già esistenti.
L’obiettivo è mettere progressivamente in connessione i diversi tratti e integrarli sempre di più con il trasporto pubblico. Una visione nella quale andare a piedi o in bicicletta non significa soltanto fare sport o trascorrere qualche ora nel tempo libero, ma può diventare una possibilità concreta per muoversi sul territorio.
Ed è anche per questo che la Valle Olona rappresenta un banco di prova importante: qui una parte di quella rete è già visibile, attraversa più Comuni e viene utilizzata da ciclisti, camminatori, associazioni e da chi sceglie semplicemente di percorrerla.
Dieci anni di cammino sulla Via Francisca
Tra gli esempi di come queste infrastrutture possano essere utilizzate c’è la Via Francisca del Lucomagno, che proprio quest’anno celebra dieci anni dall’avvio del servizio rivolto ai camminatori.
A ricordarlo è stato Ferruccio Maruca, presidente dell’associazione In Cammino – La Via Francisca del Lucomagno. Il tracciato attraversa il Varesotto arrivando dalla Svizzera e raggiunge Pavia, dove si innesta sulla Via Francigena in direzione di Roma.
Per costruire il percorso sono state utilizzate anche infrastrutture già presenti sul territorio, tra cui le ciclopedonali della Valganna e della Valle Olona. «Le infrastrutture sono fondamentali – ha ricordato Maruca -. Bello è poterle utilizzare e utilizzarle bene».
A chiudere il pomeriggio al Castello di Monteruzzo, lo spettacolo curato da Progetto Zattera e una piccola merenda offerta da Coop Lombardia.










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