ANMIG: “4 Novembre consapevole, non in tono dimesso”
Il messaggio della Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra per la ricorrenza del 4 Novembre
Il 3 novembre 1918 a Villa Giusti, l’Austria firmò l’Armistizio che entrò in vigore il 4 novembre: per l’Italia la guerra era finita. Pochi giorni dopo, l’11 novembre fu la Germania a firmare l’Armistizio: finalmente tornò la Pace!
Questo è quanto ci dice la Storia; questa l’origine della Festività del IV novembre, Anniversario della Vittoria e Festa delle Forze Armate.
Quel giorno, così importante, così bello, così agognato, il giorno in cui tacquero i cannoni, i fucili e le bombe, non fu però la fine dei pericoli. Un nemico subdolo, invisibile, un nemico che nessuno conosceva, proseguì a mietere vittime per molti mesi dopo quella data, fu universalmente conosciuto come “Spagnola”.
Un nome che fino a qualche mese fa evocava scenari quasi impensabili, che portò più vittime della Guerra appena finita.
Ancora al giorno d’oggi, si indicano solo stime; si parla di milioni di vittime nel mondo, di oltre 600.000 in Italia.
Le prime tracce della Spagnola da noi datano all’agosto del 1918. In quattro mesi – agosto, settembre, ottobre, novembre il periodo più virulento – le vittime furono pari o quasi ai militari italiani morti in 4 anni di Guerra (24 maggio 1915 – 4 novembre 1918).
A 102 anni dalla Vittoria di Vittorio Veneto, che determinò la resa dell’Austria, da quella storica data, un nemico altrettanto subdolo, che dolorosamente ha colpito e colpisce, ci ha fatti “precipitare” nuovamente in quella incredulità, quell’impotenza nel combatterlo.
Allora si disse che la “Spagnola” non fu contrastata efficacemente perché le industrie farmaceutiche e la Medicina in generale, erano impegnante sul fronte di guerra. Oggi non abbiamo la medesima “scusante”; il Coronavirus è qui, tra noi, ci attacca e noi come i nostri nonni, lo combattiamo con i mezzi di cui disponiamo, certo assai più progrediti di allora, ma ugualmente di limitata efficacia.
Perché questo parallelo con allora? La Festività del IV novembre ricorre tutti gli anni; perché quest’anno è così speciale?
Lo è secondo noi non per qualcosa che la differenzia dal passato. Le manifestazioni, le bandiere, i mezzi militari schierati, forse li vedremo anche quest’anno, anche se in tono minore. La Pandemia che ci ha colpiti, che imperversa in tutto il mondo, qui da noi significa anche partecipazione in tono minore, significa evitare gli assembramenti, mantenere le distanze, evitare il contatto con altri. Non più strette di mano e sorrisi; le prime proibite, i secondi nascosti dalle mascherine che dobbiamo indossare.
L’Associazione Nazione fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, nacque il 29 aprile 1917 in pieno conflitto, prima ancora della ritirata di Caporetto (ottobre 1917), dalla volontà di militari reduci da una Guerra che aveva spesso cambiato le loro vite di giovani e padri di famiglia, che aveva loro risparmiato la vita, ma che lasciò su di loro segni indelebili:
– storpi, ciechi, mutilati di vario genere, invalidi per diverse infezioni.
Con la Seconda Guerra Mondiale, si ripresentò il medesimo “quadro” di mutilazioni e invalidità perchè, come la morte, sul campo di battaglia non scelsero dove e chi colpire; i nostri padri le subirono e questo non è un generico modo di dire, perché noi figli siamo qui a testimoniare le loro sofferenze e la loro forza nell’accettarle e superarle.
Quest’anno ricorre il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, un anno “speciale”, che avremmo voluto festeggiare circoscritto al ricordo della fine delle due Guerre.
Non sappiamo come verrà celebrato questo IV novembre, sappiamo che sarà una celebrazione particolare.
Quanto ci piacerebbe che questa data, segnasse la fine delle paure che ci circondano, che sia il giorno della sconfitta della Pandemia.
Per questa ragione quest’anno riteniamo di dover celebrare questa ricorrenza, anche solo con il ricordo e che questo ricordo sia in tutti noi.
Il IV novembre non è solo “cippi, bandiere, cortei”, il IV novembre è anche e soprattutto la giornata del ricordo.
I nostri padri ci insegnarono che le guerre non sono servite che a provocare lutti e lacrime, fame e miseria.
Il loro “testamento non scritto, non verbale, ma di ricordo” è:
– mai più guerre, mai più lutti;
noi riteniamo che, a volte, anche solo poche righe, pochi momenti di riflessione, siano più importanti di manifestazioni e cerimonie.
Un IV novembre in tono dimesso? No, un IV novembre consapevole.
La nostra stretta di mano “ideale” va alle nostre Forze Armate impegnate in Italia e all’estero, a chi è sul fronte contro la Pandemia, a quanti soffrono per la Pandemia.
Questo è il nostro IV novembre.
A.N.M.I.G.
Associazione Nazione tra Mutilati ed Invalidi di Guerra
Sezione di Legnano






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