Luciana Benatti, 6mila bambini nati grazie al suo aiuto
Nasce a Bondeno (Ferrara) nel 1927. Pur affiancando i genitori nei lavori più pesanti, ottiene il diploma in Ostetricia in età giovanissima a Ferrara.
Inizia l’attività professionale nel settembre del 1948 e nell’anno seguente diventa a sua volta mamma. Su suggerimento di una collega, accetta la “condotta” nel sud d’Italia, a Mattinata, nel 1950 e a Manfredonia l’anno successivo. Si trova ad operare in condizioni igieniche ed economiche ai limiti della precarietà, tuttavia il senso di responsabilità, la dignità e il calore di quel contesto umano rafforzeranno il vero significato che vorrà attribuire all’intero corso della sua attività professionale.
Tornata a Bondeno per gravi motivi familiari, si trasferisce a Legnano nel 1953 dove si fermerà per tutta la vita. A quel tempo ben poche donne partorivano in ospedale, benché l’indice di natalità fosse in forte crescita. Luciana, sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte, ha tenuto scrupolosamente nota in un quadernetto dei suoi interventi e dei bimbi che ha fatto nascere. Può essere definita un’autentica testimone del boom demografico che caratterizzò gli anni ’60.
Poiché sempre più donne optano per l’assistenza in reparto piuttosto che a casa, nel 1964, su insistenza del direttore dell’Ospedale cittadino, entra a far parte dell’organico di Ostetricia dove resterà fino al 1980, quando va in pensione per raggiunti limiti di età. Si stima che Luciana abbia aiutato a nascere almeno seimila creature.
Luciana Benatti è stata per tutta la vita una professionista preparata e meticolosa, ma anche profondamente incline a vivere il quotidiano coniugando la sua competenza con un sincero e generoso spirito di servizio alla comunità legnanese.
MOTIVAZIONE della benemerenza
“Per le doti umane e professionali con le quali ha esercitato per quasi trent’anni nella nostra città il ruolo di ostetrica, con grande sensibilità e attenzione alla persona, prima come libera professionista e poi come dipendente dell’Ospedale cittadino, mettendo a disposizione delle donne in un momento così particolare della loro vita grande esperienza e competenza”.






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