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DIECI TRUCCHI PSICOLOGICI PER TORNARE IN FORMA

Quante volte abbiamo cominciato una dieta senza poi portarla a termine? Come fare allora a tornare o mantenere il proprio peso forma? Ecco 10 piccoli trucchi psicologici per raggiungere e mantenere il peso ideale...

Quante volte abbiamo cominciato una dieta senza poi portarla a termine? Per non parlare poi dell’odioso effetto yo-yo, che indica quando si continua a dimagrire e poi ingrassare di nuovo, aggiungendo ogni volta qualche chilo in più: il conto in banca non dà interessi, ma la dieta si! Come fare allora a tornare o mantenere il proprio peso forma? Prima dobbiamo renderci conto che il peso ideale è prima di tutto una questione mentale, quindi ci dobbiamo preparare a difenderci dai nemici della nostra forma.
Ecco 10 piccoli trucchi psicologici per raggiungere e mantenere il peso ideale.

Ridurre piatti e pentole: le dimensioni in cucina contano, eccome! Avete mai provato a mettere  80 gr di pasta in un piatto fondo? Che tristezza…provate invece a metterla in una scodella (fa molto chic) o in un piattino, magari aggiungendo qualche verdura. E’ tutta un’altra cosa! Stessa cosa vale per le pentole: cucinare in pentole e padelle più piccole aiuterà il vostro cervello a non credere di essere in un periodo di carestia.

Imparare a dire “NO”: quante volte ci viene offerto qualcosa da mangiare, una caramella in ufficio, il bis a casa di mamma…ma perché non si riesce proprio a dire di no? A volte pensiamo che dire di “No” sia un segno di scortesia, ma in realtà è sempre importante ricordarsi che non si dice “no” alla persona che ci offre il cibo, ma bensì al bis o al pasticcino di turno. Questo è un allenamento che può servire anche nella vita: dobbiamo imparare a mettere qualche sano confine tra noi e il mondo esterno. Ricambiamo quindi quello che ci è stato offerto “con tanto amore” con un sorriso o un abbraccio, ma lasciamo il cibo nelle mani di chi ce l’ha dato. Non possiamo riempirci di cose da mangiare per dimostrare affetto agli altri o accettare cibo quando una persona vuole dimostrarci che ci vuole bene.

La scarpetta è meglio lasciarla a Cenerentola! Ammettiamolo, quando si arriva a pulire il piatto con un buon pezzo di pane siamo già pieni da un pezzo, e non dimentichiamo che, proprio nel sughetto, vanno a finire gran parte dei grassi e quindi delle calorie. Quindi la parola d’ordine è pane secco! Provate a fare la scarpetta così e nel giro di pochi secondi…la frustrazione sarà così grande da mollare subito il colpo!

Ma perché mangio? Impariamo a riconoscere la fame: spesso confondiamo le emozioni di rabbia, tristezza, noia, paura, ecc. con la sensazione di buco nello stomaco. Infatti il senso di pienezza allo stomaco aiuta a bloccare l’emozione spiacevole. Quindi quando stiamo andando verso il frigo o verso una panetteria ben fornita, impariamo a chiederci: cosa provo? E impariamo a dare un nome all’emozione sentita. E’ rabbia? Verso chi? Perché? Se così fosse diciamo in faccia a chi ci ha fatto arrabbiare quello che pensiamo ( se in modo educato va ancora meglio), questo ci aiuterà a bloccare il senso di fame “sbagliato”. Insomma, mandare a quel paese mariti/mogli, fidanzati/, colleghi, ci eviterà di mettere su almeno 5 chili all’anno…quindi comincia ora!

Tu contro tutti! Chi si mette a dieta deve combattere non solo con i chili di troppo, ma anche con amici e parenti che sembra diventino la reincarnazione del diavolo tentatore. Mai dire: “Sono a dieta perché voglio esser più carina/o”, perchè  stiamo facendo quello che loro vorrebbero fare, ma senza risultato: sabotare voi sarà come dire che è impossibile mettersi a dieta, così avranno la coscienza pulita con se stessi. Quindi innanzitutto dire solo a poche persone fidate che siete a dieta, per chi vede che state dimagrendo o mangiando più sano, accampate la scusa di colesterolo e trigliceridi da infarto…questo li metterà di fronte all’impossibilità di offrirvi qualche sgarro, altrimenti sarebbe come se li facessimo diventare complici del vostro “omicidio”. Se continuassero si può sempre dire con un sorriso a 32 denti: ”Ma vuoi farmi morire?”. Vedrete, il diavolo tentatore non ci riproverà più. O comunque sarà per voi più facile dire di no con una faccia molto rammaricata tipo “vorrei tanto ma non posso proprio, ordine del medico!” Vale anche per i parenti: dire a mamma e nonna che siete a dieta è come annunciare che avete deciso di suicidarvi e morire di fame. Fate loro credere che morirete se continueranno a imbottirvi di cibo!

Non combattiamo la “Fame nel Mondo”. La sindrome della fame nel mondo è un senso di colpa che assale chi non riesce assolutamente a sprecare nessun tipo di alimento. Come si fa a sprecare quando nel mondo ci sono bambini che muoiono di fame? I sintomi sono, ad esempio, non riuscire a lasciare niente nel piatto (andrebbe sprecato), non riuscire a lasciare niente nella pentola (bis…altrimenti va buttato) e infine non riuscire a lasciare niente nel piatto degli altri (altrimenti è un peccato). Il senso di colpa si sviluppa nella  nostra mente dopo anni e anni di frasi sentite in famiglia che suonano come: “Non pensi ai bambini in Africa che muoiono di fame?”, oppure: “Il cibo non si spreca, lo abbiamo pagato!”. Sono tutte frasi giuste, ma creano, nella mente di chi le sente, un atteggiamento non corretto nei confronti del cibo: gli alimenti devono essere sempre mangiati sempre e comunque, anche quando siamo già sazi. E diventiamo così il cestino della spazzatura della famiglia. La soluzione a questo problema è semplice: capire che sì esiste il problema della fame del mondo, ma non è legato al piatto di pasta che non riesco a finire e che finirà in frigo o nella spazzatura. Il problema è semmai l’averne cucinata troppa. Il doverne mangiare più di quanta ne abbiamo effettivamente bisogno è un insulto alla nostra intelligenza, al nostro corpo, alla nostra persona. E un problema per la nostra salute.

Ognuno di noi è diverso. Davanti alla necessità di dimagrire, conviene che ciascuno adatti la dieta sulla base delle proprie preferenze, del proprio carattere e delle proprie abitudini. Una persona che va spesso al ristorante non può seguire una tabella dietetica fatta tutta di grammi e di ingredienti precisi, così come una persona che va alla mensa aziendale deve scegliere quello che c'è, quindi inutile scegliere una regime alimentare che si può seguire al 50%, i risultati non arriveranno e la dieta sarà presto abbandonata.

Obiettivi realistici: se non siamo Belen Rodriguez, non diventeremo mai Belen Rodriguez. Non è perdere qualche chilo che ci farà sentire forti e sicuri di noi stessi, o ci farà improvvisamente trovare tanti amici o un fidanzato/a. Certo sentirsi a proprio agio con se stessi aiuta, ma è solo il primo passo per avere una sana autostima che possa rispecchiarsi anche nei rapporti con gli altri. Porsi degli obiettivi realistici, non soltanto con la bilancia, ma anche dal punto di vista psicologico è quindi d’obbligo prima di iniziare una dieta.

Evviva i grigi!!! La vita non è bianco o nero, ma è fatta anche di grigi, quindi è inutile pensare che se non perdiamo 20kg in una settimana  abbandoniamo la dieta dopo pochi giorni, perché tanto è inutile. Il peso che si elimina definitivamente è quello che si perde con molta calma ( e tanta, tanta pazienza!!!). Aiutiamoci mettendo fuori dall’armadio un vestito che vorremmo indossare, ma che per ora ci va stretto, deve servirci da ispirazione nei momenti difficili, soprattutto quando la dispensa ci chiama a gran voce.

La dieta non è una prigione: è quindi utile concedersi sempre una cena libera in cui strafogarsi, in quanto desideriamo sempre quello che non possiamo avere. Se invece almeno una volta alla settimana ci concediamo lasagne, Nutella e simili, sarà molto più facile mantenere la dieta.

Premi e coccole a volontà: premiamoci quando iniziamo a perdere peso, ma non con il cibo. Dobbiamo imparare a farci delle coccole salutari, ad esempio comprando un vestito nuovo, oppure un massaggio rilassante. Non solo il cibo deve farci sentire felici, questo è l’errore principale che conduce a riprendere il peso perso.

Sono a disposizione per domande, chiarimenti, o per spunti su argomenti che desiderate approfondire.

Dott.ssa Federica Camellini
federicacamellini@libero.it
www.psicologolowcost.it

 

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Pubblicato il 28 Giugno 2012
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