Crisi NMS, torna lo spettro del licenziamento collettivo. La CGIL proclama lo stato di agitazione
Martedì 29 settembre è in programma un incontro tra sindacati e azienda al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Nuovo capitolo nella lunga crisi del Gruppo NMS a Nerviano. Dopo che nei giorni scorsi la sindaca del paese Daniela Colombo aveva riacceso i riflettori sul polo scientifico per «capire se esista ancora un reale progetto industriale per la ricerca e per l’insieme delle attività presenti a Nerviano», è arrivata l’ennesima doccia fredda per i lavoratori: le lettere di apertura della procedura di licenziamento collettivo per tutti i 65 dipendenti di Accelera e per 86 dei 93 dipendenti di Nerviano Medical Sciences.
In attesa dell’incontro con l’azienda al tavolo del MIMIT in programma per martedì 29 settembre, la CGIL ha proclamato lo stato di agitazione, in vigore da lunedì 28 settembre. «Ci riserviamo di decidere le azioni da attuare – sottolinea Ivan Stabile, responsabile del coordinamento interno della CGIL -, partendo dal blocco delle attività: verranno portate avanti solo le attività necessarie per far sopravvivere il sito, ci riserviamo di indire manifestazioni e scioperi alternati».
«Quello che lascia sconcertata la CGIL – aggiunge – è l‘invio delle lettere di apertura delle procedure il 25 settembre, data in cui si celebra la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, mentre siamo ancora in attesa di un incontro con il Ministero per cercare ancora una volta di risollevare le sorti del gruppo. Il 29 settembre le rappresentanze sindacali si presenteranno a Roma in un’atmosfera di grandissima delusione nei confronti del board dell’azienda, che ancora una volta ha dimostrato di non essere in grado di gestire la situazione a Nerviano».
La crisi del Gruppo NMS
Il calvario dei ricercatori di Nerviano era iniziato a luglio 2025, quando l’azienda aveva comunicato l’intenzione di staccare la spina alle attività di ricerca licenziando di conseguenza i ricercatori dei reparti Chemistry e Biology. Da lì a nemmeno 15 giorni c’era stata la prima audizione in Regione, poi a settembre era partita la procedura di licenziamento collettivo, i cui termini sarebbero dovuti scadere a metà ottobre, pochi giorni dopo la seconda audizione al Pirellone. Nel frattempo, però, aveva preso il via un tavolo istituzionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e a valle dell’incontro la data era slittata in attesa di un secondo confronto. Confronto che aveva portato all’apertura di un primo spiraglio con l’ipotesi di un intervento pubblico, nonostante il rifiuto dell’azienda di sospendere la procedura di licenziamento collettivo.
Pochi giorni dopo, però, era arrivata un’altra tegola, quando la direzione del Gruppo NMS aveva comunicato, con un’ulteriore procedura di licenziamento, nuovi esuberi per 31 dei 42 lavoratori di Bionerviano. Nelle settimane successive, poi, il tavolo ministeriale aveva portato alla sospensione della procedura di licenziamento collettivo da parte dell’azienda fino all’incontro di oggi al MIMIT, per approfondire l’interesse di un soggetto industriale alla reindustrializzazione del ramo d’azienda oggetto di dismissione, con l’obiettivo di individuare soluzioni sostenibili per la salvaguardia dei livelli occupazionali e delle competenze scientifiche presenti a Nerviano. A fine anno, ad una manciata di giorni dalla visita del segretario generale della CGIL Maurizio Landini, era poi arrivata la notizia dell’annullamento della procedura di licenziamento collettivo.
La crisi del Gruppo NMS, però, non si era fermata lì, tanto che già in estate i sindacati si erano detti pronti a proclamare nuovamente lo stato di agitazione, come poi è successo dopo le lettere di apertura della procedura di licenziamento collettivo.
Foto di archivio






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