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Un data center nell’area ex Ikea a Cerro Maggiore? È scontro tra maggioranza e opposizione

Nessun progetto concreto al momento per un data center, ma l'idea esiste e nei giorni scorsi la questione è finita tra i banchi del consiglio comunale

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Un data center nell’area ex Ikea a Cerro Maggiore? Un progetto per l’area finita anni fa nel mirino del colosso svedese, che tra Rescaldina e Cerro Maggiore avrebbe voluto portare un centro commerciale da oltre 130mila metri quadri a ridosso dell’autostrada A8, al momento non c’è. L’idea di un hub data center, però, esiste, come esiste quella di un campo fotovoltaico, e nei giorni scorsi la questione è finita tra i banchi del consiglio comunale.

«Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha presentato una mozione in merito alle numerose richieste di nuovi campi fotovoltaici sul nostro territorio, introducendo un’opzione che potrebbe avere imprevedibili e gravi conseguenze – sottolineano dalla civica di centrosinistra Bene Comune -. Si accenna infatti alla possibilità di valutare l’installazione di un hub data center sull’area ex Giussani (ex Ikea) al posto degli impianti Fer. Una scelta fatta con troppa fretta, su pressione dei proprietari dell’area, che non tiene conto dell’importanza prioritaria degli interessi della nostra comunità rispetto a quelli del privato».

«Durante la precedente Commissione Territorio avevamo chiesto più tempo per approfondire la questione, ma non ci è stato concesso: per questo abbiamo deciso di non partecipare al voto – aggiungono da Bene Comune -. L’utilizzo di aree agricole per il fotovoltaico va sicuramente limitato e controllato, ma nel quadro di una scelta imprescindibile a favore delle fonti di energia rinnovabili. La proposta alternativa relativa al data center, anche alla luce delle informazioni e degli approfondimenti che abbiamo discusso in commissione, presenta numerose criticità ambientali, sia dal punto di vista dell’inquinamento che del consumo energetico, che meritano un’analisi attenta. Su tematiche così decisive per il futuro della nostra comunità è per noi imprescindibile un confronto diretto, ampio e approfondito, con tutta la cittadinanza. Cerro Maggiore e Cantalupo non possono subire in silenzio l’ennesima minaccia al loro territorio».

Critiche, quelle mosse dall’opposizione, respinte al mittente dalla maggioranza. «In tempi non sospetti avevamo già segnalato con chiarezza il rischio che il nostro territorio agricolo venisse progressivamente trasformato in un immenso campo fotovoltaico – replica l’assessore all’Urbanistica Alessandro Provini -. Purtroppo le direttive europee spingono molto sul fotovoltaico, ma ciò non significa subire decisioni altrui. Per questo abbiamo ritenuto doveroso chiedere al consiglio comunale una posizione netta e inequivocabile. Il punto, oggi come allora, è semplice: vogliamo davvero vedere il nostro PLIS invaso da pannelli fotovoltaici? E siamo disposti a permettere che la stessa sorte tocchi i terreni agricoli lungo l’autostrada? Su questo tema, fortunatamente, tutto il centrodestra ha espresso un “no” chiaro e compatto. Sappiamo benissimo che la normativa non prevede che il Comune possa esprimersi, ma vogliamo in ogni modo evitare la trasformazione di Cerro Maggiore e Cantalupo in una distesa di pannelli neri».

«Per quanto riguarda l’area ex Ikea, la posizione è identica, nonostante il nostro PGT abbia imposto “area a destinazione agricola” – aggiunge Provini -. Dopo aver esaminato la questione in commissione ed in consiglio, abbiamo comunicato all’operatore la nostra contrarietà alla realizzazione di un campo fotovoltaico. La proprietà dell’area aveva già proposto l’idea alternativa del data center. È importante ribadire, come chiarito nella mozione approvata dal consiglio, che per questo data center al momento non esiste alcun progetto concreto. Esiste una disponibilità a valutare un’idea alternativa, e noi vogliamo farlo con un percorso trasparente e approfondito».

«Se, al termine delle verifiche, emergerà un’utilità per Cerro Maggiore e Cantalupo, allora proseguiremo nell’iter – conclude il vicesindaco -. Se invece non risponderà agli interessi della nostra comunità, ringrazieremo per l’attenzione e la rimanderemo al mittente. Concludo sottolineando che le opinioni sono tutte assolutamente legittime, ma è troppo comodo non assumersi neanche l’onere di approfondire tutte le ipotesi sul campo, e rimandiamo al mittente l’accusa di poca trasparenza, visto che la mozione approvata in consiglio è di indirizzo politico su idee e non progetti. Ci rendiamo conto che il miglior modo per acquisire notorietà momentanea sia urlare e ottenere qualche trafiletto o like sui social, ma per l’interesse di Cerro Maggiore e di Cantalupo sarebbero necessari concretezza e senso di responsabilità».

Foto di archivio

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 16 Giugno 2026
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