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La Fiera di San Fermo a Nerviano cambia data. Le opposizioni lasciano il consiglio comunale

Scontro tra maggioranza e opposizioni in aula sulla Fiera di San Fermo. La polemica è continuata anche sui social

Fiera di San Francesco e Fiera di San Fermo 2024

Scontro tra maggioranza e opposizioni per la Fiera di San Fermo a Nerviano. Durante l’ultima seduta consiliare Lega, Fratelli d’Italia e Partito Democratico hanno lasciato banchi delle minoranze al momento di votare la delibera relativa alla “nuova” data individuata per la fiera, “grande classico” dell’estate nervianese che quest’anno è stato calendarizzato in via sperimentale per domenica 9 agosto e non, come da tradizione, il lunedì successivo. E la seduta consiliare non è bastata a spegnere le polemiche, continuate nei giorni successivi sui social.

La sindaca: “Scelta la via più rumorosa ma meno utile”

«La proposta portata in consiglio va in una direzione chiara: una sperimentazione, limitata al 2026, per riportare la Fiera di San Fermo nel giorno del santo patrono, domenica 9 agosto, con l’obiettivo di aumentarne attrattività e partecipazione – ha sottolineato la sindaca Daniela Colombo a valle della seduta consiliare -. La Fiera di San Fermo è un appuntamento identitario della nostra comunità e del commercio locale: proprio per questo non solo va custodita, ma rafforzata quando i segnali di calo di partecipazione diventano evidenti. Il nodo sollevato, un iter ritenuto non condiviso e la pubblicazione anticipata della data da parte degli uffici, merita attenzione, ma trasformarlo in una ragione sufficiente per lasciare l’aula rappresenta una presa di posizione politica più che una reale valutazione del merito».

«Il punto non è la fiera in sé, ma il voler marcare una distanza a prescindere, fino a trasformare una sperimentazione in una bandiera comune – aggiunge la prima cittadina -. Un segnale eloquente delle priorità politiche espresse in consiglio comunale da queste opposizioni. Eppure, il merito è sotto gli occhi di tutti: una fiera che da anni registra un progressivo calo di partecipazione; ambulanti sempre meno numerosi, in un settore in evidente difficoltà; una collocazione in giorno lavorativo che ne limita l’attrattività; uno sforzo concreto dell’amministrazione per renderla più viva, integrandola con la festa patronale. In questo contesto, l’impressione è che si sia scelta la via più rumorosa sul piano politico ma meno utile dal punto di vista pratico. Perché mentre si discute di forma, la sostanza parla di mercati che si svuotano, presenze che calano e tradizioni che rischiano di spegnersi lentamente».

«Resta così il paradosso – conclude Colombo -: ciò che dovrebbe unire la comunità, la fiera e la festa del Patrono, viene piegato a una contrapposizione tutta politica dove la sostanza lascia spazio alla postura. E così San Fermo balza agli onori della cronaca per dinamiche tutte umane e ben poco spirituali. La vera sfida, invece, è un’altra: tenere viva la tradizione, sostenere chi ancora investe nel commercio e restituire alla fiera un ruolo centrale. Su questo terreno, non sui gesti ad effetto, si misura davvero la responsabilità di chi rappresenta la comunità».

La Lega: “Non saremo complici del declino delle tradizioni”

Critiche respinte al mittente in blocco dalla Lega. «Non accettiamo lezioni di democrazia o di metodo da chi gestisce la cosa pubblica con questa approssimazione – ribatte il Carroccio per voce dell’ex sindaco Massimo Cozzi -. Altro che “ascolto” dell’ultimo minuto! La verità è che la decisione era già stata presa a senso unico da chi governa Nerviano fin dal mese di gennaio. Una scelta calata dall’alto, portata avanti in totale autonomia e senza il minimo coinvolgimento dei commercianti nervianesi, che vivono e animano il nostro territorio tutti i giorni e che sono stati totalmente ignorati. La stessa segretaria comunale ha dovuto ammettere apertamente la frittata: la comunicazione ufficiale della decisione da parte dell’ufficio, avvenuta ben dodici giorni prima del consiglio, è stata un grave errore. Questo dimostra che i giochi erano già bell’e fatti, impacchettati sopra la testa dei consiglieri e dei cittadini, il consiglio comunale ridotto a un mero passacarte di scelte già comunicate settimane fa».

«Si riempiono la bocca parlando di “condivisione”, ma è emerso che non esiste alcun decreto del sindaco che abbia mai nominato formalmente la Commissione Consultiva per il commercio – aggiungono dalla Lega -. Eppure, questo organo collegiale è espressamente previsto dal regolamento comunale per la disciplina del commercio su aree pubbliche, approvato da questa maggioranza nel 2023, proprio per garantire il confronto sul territorio. Come si può parlare di un percorso partecipato se mancano persino gli atti formali di nomina dell’organo di consultazione?».

«Stiamo parlando della Fiera di San Fermo, una tradizione secolare legata indissolubilmente al lunedì – concludono dal Carroccio -. Spostarla alla domenica significa snaturarla, sovrapporla alle celebrazioni religiose del santo patrono e dare il colpo di grazia finale ai commercianti ambulanti. La nostra risposta è chiara: di fronte a questa totale mancanza di trasparenza documentale, a scelte unilaterali prese mesi fa nell’ombra, a passaggi istituzionali calpestati e a pezze giustificative che peggiorano solo la situazione, noi non ci stiamo. Per questo abbiamo abbandonato l’aula al momento del voto. Non saremo i complici del declino delle nostre tradizioni e dello svuotamento del ruolo del consiglio. Lasciamo i post filosofici a chi deve difendere l’indifendibile. Noi continuiamo a difendere la storia, la legalità amministrativa e il rispetto per i cittadini di Nerviano».

Fratelli d’Italia: “”

«Prendiamo atto che, finalmente, anche la sindaca ammetta che “il nodo sollevato merita attenzione” – è invece la posizione di Fratelli d’Italia -. È esattamente ciò che Fratelli d’Italia ha sostenuto in consiglio comunale: il problema non era la Fiera di San Fermo, né tantomeno la volontà di valorizzare una tradizione storica della nostra comunità, ma il rispetto delle regole, delle procedure e del ruolo del consiglio comunale. Nessuno ha mai negato le difficoltà della fiera, il calo degli ambulanti o la necessità di rilanciarla. Anzi: proprio perché San Fermo è un appuntamento identitario, meriterebbe un percorso condiviso, trasparente e rispettoso delle istituzioni, non decisioni comunicate prima ancora del voto consiliare».

«Liquidare quanto accaduto come una semplice “presa di posizione politica” significa ignorare il punto centrale: quando una decisione viene di fatto anticipata pubblicamente prima del passaggio democratico previsto, il problema non è la polemica dell’opposizione, ma il metodo adottato dall’amministrazione – aggiungono da FdI -. Uscire dall’aula non è stato un gesto teatrale, ma un segnale politico forte di fronte a un iter che riteniamo scorretto e irrispettoso del ruolo dei consiglieri comunali.
Perché le regole valgono sempre, anche quando si pensa di essere dalla parte giusta».

«E c’è un altro tema che non può essere ignorato – concludono da Fratelli d’Italia -: se il progetto di rilancio della Fiera di San Fermo si riduce semplicemente allo spostamento della data o all’idea di aggiungere qualche bancarella in più, allora forse è arrivato il momento di cambiare davvero rotta. Il commercio locale e le fiere storiche si rilanciano con una visione, con eventi di qualità, con il coinvolgimento delle associazioni, dei commercianti e del territorio, non limitandosi a operazioni cosmetiche presentate come rivoluzioni. Se davvero l’obiettivo è il bene della fiera e del commercio locale, allora si abbia il coraggio di confrontarsi nel merito senza trasformare ogni critica in un attacco strumentale. Le istituzioni si rafforzano rispettandole, non chiedendo agli altri di chiudere un occhio perché la causa è buona».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 22 Maggio 2026
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