Docente ferito, la preside del Bernocchi: “Mai successo prima, continueremo a lavorare sui ragazzi”
La dirigente scolastica dopo l’aggressione al professore rilancia i progetti educativi dell’istituto, dalla prevenzione del bullismo ai percorsi di mediazione tra pari
All’istituto Bernocchi, nella succursale ex Medea un docente è rimasto ferito mentre tentava di sedare una lite tra studenti. Il professore è stato colpito accidentalmente alla testa con un’asta metallica del dispenser del gel disinfettante ed è stato trasportato al pronto soccorso. Sull’episodio sono intervenuti anche polizia e ambulanza. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica Elena D’Ambrosio.
Preside, era mai successo un episodio simile?
«No. Io sono dirigente da 12 anni, quattro dei quali al Bernocchi, e una cosa del genere non era mai successa. I docenti intervengono spesso per sedare discussioni o liti tra studenti, ma che un insegnante finisca in ospedale per una situazione di questo tipo non era mai capitato».
Avevato avvertito delle problematiche particolari?
«Il momento è stato sicuramente imprevisto. Più che di classi attenzionate, ci sono singoli alunni che vengono seguiti con maggiore attenzione. Ma probabilmente neanche i docenti pensavano si potesse arrivare a questo livello».
La scuola sta lavorando sul fronte educativo e della prevenzione?
«Assolutamente sì. Facciamo da sempre molte attività di formazione e di attenzione ai ragazzi e continueremo a farne sempre di più per evitare episodi del genere, ci crediamo e ci investiamo molto. Al Bernocchi portiamo avanti iniziative di mediazione tra pari – proprio di recente è nata una nuova squadra -, e promuoviamo incontri formativi anche con le forze dell’ordine e tanti progetti educativi. Quello che è successo oggi ci ha davvero scosso e mi auguro resti un episodio isolato».
Avete parlato anche con il resto della classe?
«Io in quel momento ero impegnata con i singoli studenti e con i genitori. Poi, finita l’emergenza, i docenti sono rientrati in classe e sicuramente hanno seguito i ragazzi».
La scuola è pronta anche a prendere provvedimenti nei confronti di chi è responsabile della lite, tutti minorenni.
Cosa è la mediazione tra pari
Proprio di recente al Bernocchi sessantanove studenti delle classi terze hanno ottenuto l’attestato per ricoprire il ruolo di mediatori da pari. Le cerimonie di chiusura che si sono tenute presso la sede principale della scuola e in quella distaccata di Medea, che ha schierato per la prima volta in campo un suo gruppo di mediatori. I ragazzi, durante la cerimonia, avevano spiegato come si svolge nel concreto il loro intervento: le parti del conflitto scelgono liberamente di ricorrere alla mediazione, che nessuno può imporre. Il setting del colloquio prevede di disporre le sedie in cerchio, per favorire l’interazione, e di contribuire a creare un clima tranquillo. Non si parte mai dalla questione, prima ci si presenta, si ribadiscono le regole e la riservatezza dello scambio. Lo scopo non è trovare necessariamente un accordo, ma dare la possibilità ai confliggenti di ascoltarsi, confrontarsi e mettersi in gioco. I mediatori non si suggeriscono soluzioni, si limitano amettere sul tavolo punti di vista da considerare.
Una tecnica usata consiste nello specchio, ovvero nel riformulare gli interventi abbassando i toni e usando espressioni rispettose, evitando gli insulti. In conclusione, viene definito se ci sono degli accordi e si può decidere di metterli per iscritto.
Il Bernocchi di Legnano schiera in campo una nuova squadra di mediatori tra pari










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