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Don Giussani, la causa di beatificazione vola a Roma: chiusa la fase diocesana in Sant’Ambrogio

L’Arcivescovo Delpini sigilla i faldoni nella basilica cara al fondatore di CL: «È stato un uomo di Dio». Ora la documentazione passa al Vaticano per l’accertamento delle virtù eroiche

Generico 11 May 2026

Un lungo applauso ha sciolto l’emozione nella Basilica di Sant’Ambrogio quando l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha apposto i sigilli in ceralacca rossa sulle casse contenenti i faldoni della vita di don Luigi Giussani. Si chiude così ufficialmente la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del fondatore di Comunione e Liberazione, un iter iniziato nel 2012 e giunto oggi a un giro di boa fondamentale.

La scelta del luogo e della data non è stata casuale: la Basilica è a pochi passi dall’Università Cattolica, dove “il Gius” ha formato generazioni di giovani, e la solennità dell’Ascensione era una delle ricorrenze più care al sacerdote di Desio.

«Semplicemente un uomo di Dio»

Durante l’omelia, l’Arcivescovo Delpini ha tracciato un profilo asciutto ma profondo del Servo di Dio, evitando agiografie retoriche: «Che cosa si può dire di don Giussani? Forse, semplicemente, che è stato un uomo di Dio». Delpini ha sottolineato come il carisma di Giussani sia stato un dono non solo per Milano, ma per la Chiesa universale, capace di trasformare l’incontro con Cristo in un’esperienza educativa e sociale viva.

«Nella sua vita ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio», ha proseguito l’Arcivescovo, ricordando come la fecondità del suo ministero abbia dato origine a una realtà che lo Spirito rende ancora oggi preziosa per tutti.

I numeri della causa

La documentazione raccolta in questi anni è imponente: migliaia di pagine, testimonianze e scritti che ora verranno trasmessi al Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano. Spetterà ora a Roma esaminare il materiale per dichiarare la “venerabilità” di don Giussani, passo necessario verso la beatificazione, per la quale sarà poi richiesto l’accertamento di un miracolo.

All’evento era presente il vertice del Movimento, con il presidente della Fraternità Davide Prosperi, oltre a numerosi fedeli che hanno riempito la basilica e il sagrato. Prosperi ha espresso «commozione e gratitudine», definendo questo passo come un dono che sprona tutto il movimento alla responsabilità e all’umiltà.

Verso il futuro

Con la partenza dei faldoni per Roma, il processo entra nella cosiddetta “fase romana”. Per i fedeli di CL e per la Diocesi ambrosiana inizia un tempo di attesa e preghiera, con la consapevolezza che il messaggio di Giussani — quel “senso religioso” che interroga il cuore dell’uomo moderno — è ormai patrimonio della storia della Chiesa.

L’articolo 21 maggio 2026 segna dunque una data storica: il “metodo” di don Giussani, nato tra i banchi del liceo Berchet e maturato all’ombra del Duomo, affronta ora il vaglio definitivo della Chiesa universale.

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Pubblicato il 15 Maggio 2026
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