Aumenti fino a 143 euro per il contratto scuola. Frisone (Flc Cgil Legnano): “Una buona notizia”
Tra inflazione che corre e stipendi che inseguono, il 1° aprile segna un punto di svolta per il mondo della scuola: firmata l’ipotesi di contratto con aumenti e arretrati. Il commento del sindacalista legnanese Frisone
Dopo anni di rinnovi in ritardo, questa volta la scuola gioca d’anticipo: il contratto economico 2025-2027 prende forma con una firma che sorprende anche i sindacati. Come spiega Pippo Frisone, sindacalista della Flc Cgil Legnano è stata firmata, mercoledì 1° aprile, l’Ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca, limitatamente alla parte economica per il triennio 2025-2027. A sottoscrivere il testo sono stati tutti i sindacati rappresentativi: Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief. L’intesa prevede aumenti medi a regime pari a 143 euro lordi mensili per i docenti (su 13 mensilità), circa 104 euro per il personale ATA e circa 150 euro per i Dsga. Per il personale ATA è inoltre prevista l’erogazione di un importo una tantum di 110 euro. Gli incrementi saranno corrisposti in tre tranche: dal 1° gennaio 2025, con rideterminazione dal 1° gennaio 2026 e completamento dal 1° gennaio 2027. L’ipotesi contrattuale apre ora alla fase dei controlli e, successivamente, alla firma definitiva.
Quando arriveranno questi aumenti nelle tasche di insegnanti e ATA? «I tempi effettivi di erogazione dipenderanno ora dai controlli di competenza di Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Economia e Corte dei Conti – spiega Frisone -. Si tratta di una novità significativa nel pubblico impiego: per la prima volta, infatti, una parte del contratto viene chiusa all’interno del triennio di riferimento, segnando un’inversione rispetto ai ritardi cronici degli ultimi rinnovi. Questo anticipo di chiusura, avvenuto con il CCNL 25/27 dopo solo tre mesi dalla sottoscrizione del precedente contratto, va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali di un recupero, seppure ancora parziale, del potere d’acquisto eroso dall’inflazione».
Frisone sottolinea come il recupero resti incompleto rispetto all’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni:
«Nel triennio precedente l’inflazione aveva raggiunto il 17%, a fronte di un recupero contrattuale di appena il 6%. Questa volta, pur non essendo sufficiente, l’intesa ha convinto anche la FLC CGIL a firmare».
L’accordo riguarda una platea complessiva di oltre 1 milione e 300 mila lavoratori tra scuola, università, ricerca e Afam. Infine, il sindacalista richiama il contesto internazionale e i possibili effetti economici: «Questa novità – spiega Frisone – sulla chiusura anticipata della parte economica, pur se giudicata dalla FLC CGIL non ancora sufficiente a recuperare il potere d’acquisto degli anni precedenti, ha convinto questa volta la FLC CGIL a firmare l’ipotesi del 1 Aprile. Con la speranza che i venti di guerra cessino immediatamente, a partire da quella in Iran che oltre al petrolio sta facendo schizzare verso l’alto l’inflazione, anche nel ns Paese. Il che non è una buona notizia non solo per la tutela di salari e stipendi ma anche per la sicurezza e la pace nel mondo».








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