La casa di via Galvani confiscata alla mafia torna alla comunità di Legnano con cinque alloggi
La casa confiscati alla mafia di via Galvani torna alla comunità come alloggi a canone calmierato e spazi per l’inclusione, al centro di un progetto comunale sostenibile e finanziato anche dal PNRR
La casa di corte di via Galvani a Legnano, confiscata alla criminalità organizzata, tornano oggi alla comunità con cinque appartamenti. Un passaggio significativo nel percorso di restituzione e valorizzazione sociale di beni sottratti alla mafia che rientra in progetto ad ampio respiro perseguito dall’Amministrazione Radice per poter ridare vita a spazi vuoti. Nello specifico, questi appartamenti realizzati in seguito a una ristrutturazione con demolizione dell’immobile, saranno destinati a finalità abitative sociali e di inclusione. La gestione sarà affidata allo stesso gestore privato che si occuperà anche dell’immobile di via dei Mille, all’interno di un progetto unitario promosso dal Comune.
Il quadro economico dell’intervento è pari a 1 milione 38mila euro, di cui 500mila euro da fondi PNRR, 263mila 650 euro da risorse del bilancio comunale e 274mila 495,74 mila euro dalle risorse del Fondo Opere indifferibili (FOI). I lavori si sono conclusi alla fine di settembre del 2025.Com’è stato precisato oggi, mercoledì 25 marzo, durante un sopralluogo dal sindaco Lorenzo Radice accompagnato dagli assessori Anna Pavan, Lorena Fedeli, Marco Bianchi e Ilaria Maffei il Comune ha concluso la coprogrammazione ed è in procinto di lanciare la coprogettazione per individuare il soggetto del terzo settore che possa occuparsi della gestione degli alloggi singoli, ossia 11 appartamenti in via dei Mille e 5 in via Galvani. Ad illustrare i lavori è stato il dirigente di Opere Pubbliche Rosalba Russo che ha seguito nel dettaglio le opere realizzate.

Casa di corte di via Galvani
L’edificio è entrato nel patrimonio del Comune nel 2017 a seguito di trasferimento del bene sequestrato alla mafia con Decreto dell’Agenzia Nazionale ed è, per questo, vincolato a una destinazione sociale. Con i lavori sono stati ricavati cinque alloggi, è stato riqualificato il cortile e sono stati realizzati ex novo tutti gli allacciamenti. L’immobile originario (risalente a inizio Novecento), costituito da un edificio a filo strada con gli alloggi e da un edificio adibito a magazzino nel cortile, è stato demolito e ricostruito. Con i lavori è stato realizzato un immobile energeticamente sostenibile grazie all’inserimento di fonti rinnovabili per il miglioramento energetico dell’edificio, in coerenza con i principi e gli obiettivi della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, che permetterà la riduzione dei costi di esercizio e contribuirà a valorizzare il contesto ambientale in cui l’edificio è inserito.














Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.