18enne accoltellato nel cortile della scuola a Sesto San Giovanni: tre arresti per tentato omicidio
Tre ragazzi di 19, 16 e 15 anni sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto abusivo di arma da taglio e violenza privata, aggravati, in concorso
La Compagnia Carabinieri di Sesto San Giovanni ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di tre ragazzi di nazionalità egiziana, di 19, 16 e 15 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto abusivo di arma da taglio e violenza privata, aggravati, in concorso.
L’attività investigativa trae origine da un accoltellamento avvenuto il 17 dicembre dello scorso anno all’interno del cortile di un istituto scolastico di Sesto San Giovanni, ai danni di uno studente 18enne, anch’egli di nazionalità egiziana. Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa del N.O.R. di Sesto San Giovanni e coordinate dai Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica del Tribunale di Monza e della Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Milano, tramite attività informativa e “open source intelligence”, intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati telefonici, acquisizione e analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, e escussione di numerose persone informate sui fatti, hanno consentito di ricostruire compiutamente la dinamica dell’evento.
Dagli accertamenti è emerso che l’aggressione è riconducibile a una lite verificatasi il giorno precedente a bordo di un autobus tra studenti dell’istituto scolastico. Il 15enne coinvolto nel litigio e destinatario della misura di custodia cautelare in carcere avrebbe poi organizzato una vera e propria azione ritorsiva all’esterno della scuola, concretizzatasi in un agguato ai danni della vittima, sorpresa al termine delle lezioni e impossibilitata a difendersi per la superiorità numerica degli aggressori. In quella circostanza il 19enne destinatario della misura avrebbe colpito la vittima con un’arma da taglio all’addome, provocandogli ferite giudicate guaribili in 30 giorni.
Dalle risultanze investigative è tuttavia emerso che l’azione potrebbe essere stata caratterizzata da un errore di persona, essendo stata colpita una vittima diversa rispetto al reale obiettivo. Uno dei destinatari, tuttora ricercato, è risultato attualmente reperibile all’estero.
Foto di archivio










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