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Senzatetto a Legnano e dintorni, in 12 mesi 86 persone seguite: il lavoro silenzioso dei Servizi sociali

Mario Brambilla, consigliere comunale di Legnano con delega a Politiche Abitative e Housing Sociale, racconta il complesso lavoro degli operatori impegnati sul fronte della povertà

senzatetto

Nel Legnanese, tra dicembre 2024 e dicembre 2025, sono state 40 le segnalazioni gestite dal Pronto Intervento Sociale e 86 le persone senza dimora seguite dal Centro Servizi per il Contrasto alla Povertà: numeri che restituiscono solo in parte la complessità di un fenomeno che, anche lontano dai grandi centri urbani, continua a crescere e a trasformarsi.

Queste persone, infatti, non sempre accettano di essere aiutate. E non c’è un’unica ragione e soprattutto non è mai una questione di “non voler migliorare”. Dietro ad un rifiuto di aiuto ci sono spesso dinamiche complesse, personali e relazionali. Ed è in questo delicato contesto che gli operatori del Centro Servizi per il Contrasto alla Povertà (CSCP) e del Pronto Intervento Sociale (PIS) dell’Alto Milanese lavorano. Ad aiutarci a capire il lavoro che c’è dietro a queste situazioni presenti anche a Legnano e nei comuni del territorio è il consigliere comunale di Legnano Mario Brambilla, al quale è stata affidata la delega alle Politiche Abitative e Housing Sociale.

«Le segnalazioni arrivano da forze dell’ordine, servizi sanitari o cittadini e portano all’attivazione di interventi immediati, orientamenti verso altri servizi o alla presa in carico da parte dei servizi sociali territoriali – afferma Brambilla, che ha alle spalle esperienze a Milano sempre sul fronte sociale  -. Dietro questi numeri si nascondono storie molto diverse tra loro: persone che hanno perso il lavoro e la casa, famiglie travolte da difficoltà economiche improvvise, individui soli con problemi di salute o dipendenze».

Aiutare vuol dire anche fiducia

Nonostante le difficoltà, spesso c’è chi rifiuta di rientrare nel sistema. Ma perché?
Molte persone senza dimora rifiutano l’aiuto perché non si fidano; spesso hanno avuto esperienze negative relazionali oppure con le istituzioni: promesse non mantenute, percorsi interrotti, trattamenti percepiti come umilianti. Ricostruire quella fiducia richiede tempo».
E come si interviene?
Non basta offrire aiuto perché qualcuno lo accetti. A volte bisogna prima farsi riconoscere, tornare più volte, aspettare. Ci sono persone che scelgono di restare ai margini, che hanno trovato in quella condizione un equilibrio difficile da scalfire. Altre, invece, iniziano un percorso, ma senza scorciatoie: ogni passo è una conquista. È un lavoro lento, fatto di relazioni prima ancora che di interventi.

È lì, in questo spazio invisibile, che si misura l’impegno dei servizi sociali?
Si è così. Non è il freddo la prima barriera da superare, né la fame o la mancanza di un letto. Spesso il vero ostacolo è ottenere la loro fiducia. Perché l’aiuto, per chi vive da tempo ai margini, non è mai scontato: può essere rifiutato, temuto, rimandato.

Quali gli ostacoli percepiti da chi vive ai margini?
Spesso sono le regole, perché queste persone sono disilluse, abituate vivere alla giornata e sembra quasi gli vada bene così. Alcune strutture richiedono orari rigidi, regole, l’abbandono di abitudini o dipendenze, la separazione da animali o compagni. Per qualcuno tutto questo è troppo. Ci sono poi problemi di salute mentale o dipendenze, che possono rendere difficile il rientro in un sistema sociale. Infine, per alcune persone pesa molto la vergogna o il senso di fallimento. Accettare aiuto significa anche ammettere una fragilità, e non tutti riescono a farlo subito.

Tra i casi più noti in città ci sono i quattro legnanesi che dormono a Malpensa e il senzatetto che dorme sulla panchina in via XX Settembre. Sono casi che conoscete?
Sì, purtroppo Malpensa è diventato da tempo un luogo di rifugio per molti senzatetto che trovano lì un luogo dove dormire al coperto. È attenzionato anche l’uomo che in questi giorni è stato visto dormire su una panchina: è noto sul territorio, più volte gli è stato offerto aiuto, ma per alcune sue fragilità non è mai riuscito a trovare una certa stabilità. In ogni caso gli operatori continuano ad insistere nel cercare di aiutarlo.

Cosa si può fare per prevenire situazioni critiche?
Lavorare sul territorio cercando di individuare tempestivamente situazioni che rischiano di trasformarsi rapidamente in marginalità estrema. Ciò lo stiamo già facendo attraverso l’attivazione del Custode Sociale nei quartiere: sentinelle capaci di intercettare il disagio.

I servizi di aiuto in numeri

Quelli raccontati sono fenomeni che emergono anche dai numeri delle attività svolte dagli addetti del CSCP e il PIS dove operano tre cooperative tra cui Cielo e Terra. In dodici mesi sono state 86 le persone senza dimora seguite, appartenenti a 74 nuclei familiari, con percorsi di accompagnamento e presa in carico che puntano a ricostruire autonomia e stabilità. Di queste, 27 sono risultate senzatetto. In quattro casi i percorsi intrapresi per rientrare nella società hanno avuto, nell’arco di sei mesi, esito positivo.

Il lavoro degli operatori sociali si traduce in una rete capillare di interventi: 517 pratiche amministrative e accompagnamenti sociali, 371 accompagnamenti educativi, 319 interventi domiciliari e 277 incontri di rete con servizi e realtà del territorio. Numeri che raccontano un’attività quotidiana fatta di ascolto, orientamento e sostegno concreto. Accanto al lavoro continuativo dei servizi sociali interviene il Pronto Intervento Sociale, attivato nelle situazioni più critiche. Nel periodo considerato sono state registrate 40 segnalazioni, tra cui 22 emergenze e 6 urgenze. Tra i casi seguiti emergono 18 situazioni di persone senza dimora, oltre a segnalazioni legate a fragilità sociali, disabilità o situazioni familiari particolarmente complesse.

Tre volontarie della Caritas San Domenico raccontano il volto della povertà a Legnano

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 17 Marzo 2026
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