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L’omicidio Ravasio e quell'”abisso di immoralità”. La “mantide” in lacrime alla richiesta di ergastolo

I legali di Adilma Pereira Carneiro sono intenzionati a provare a «smentire in tutto e per tutto, dall'inizio alla fine» per tentare di "scongiurare" l'ergastolo

La richiesta di ergastolo era ampiamente nell’aria, ma «non si è mai preparati a una richiesta di pena a vita». Adilma Pereira Carneiro, la “mantide” di Parabiago, ha accolto in lacrime la richiesta di condanna all’ergastolo formulata dalla Procura di Busto Arsizio a suo carico per l’omicidio premeditato di Fabio Ravasio, il compagno della donna ucciso il 9 agosto 2024 in un agguato orchestrato in modo da far credere che l’uomo fosse stato investito da un pirata della strada poi datosi alla fuga.

Durante la requisitoria di lunedì 4 maggio, durata oltre quattro ore, il pubblico ministero Ciro Caramore, che ha coordinato l’inchiesta, ha usato parole pesantissime per descrivere la “mantide”, parlando di «un abisso di immoralità» e di «reincarnazione del male». «È un giudizio di valore che ha espresso il pubblico ministero – ha commentato a margine dell’udienza l’avvocato Denise Pedrali, legale che difende Adilma Pereira Carneiro insieme al collega Mattia Fontanesi -, è il suo punto di vista, lo rispetto come l’opinione di qualsiasi altra persona».

Secondo gli inquirenti, la donna sarebbe la “regista” del delitto e avrebbe gestito personalmente il «reclutamento del commando» che ha partecipato all’omicidio del 52enne, con l’obiettivo di impossessarsi del patrimonio dell’uomo, al punto da non escludere di uccidere anche sua madre tanto era «ossessionata» dal denaro. Ricostruzione che i legali di Adilma Pereira Carneiro sono intenzionati a provare a «smentire in tutto e per tutto, dall’inizio alla fine» per tentare di “scongiurare” l’ergastolo.

«Ci aspettavamo la richiesta di ergastolo – ha aggiunto l’avvocato Pedrali -. Avevamo preparato Adilma Pereira Carneiro a questa richiesta: sapevamo fin dall’inizio che, se lei non avesse collaborato come tutti gli altri, avrebbe rischiato questa “punizione”, quindi era preparata. Non si è mai pronti, però, ad una richiesta di pena a vita, quindi comunque ha sofferto, le lacrime sono scese».

Oltre che per la “mantide”, la Procura ha chiesto l’ergastolo anche per altri cinque degli imputati a processo per l’omicidio di Fabio Ravasio: Fabio Lavezzo, Marcello Trifone, Mirko Piazza e Mohamed Dahibi. Per Massimo Ferretti e Igor Benedito, invece, il pubblico ministero ha chiesto 24 anni di reclusione, mentre per Fabio Oliva – l’unico per cui la pubblica accusa non ha ritenuto provata la premeditazione – sono stati chiesti nove anni e quattro mesi di carcere, tenendo conto della riduzione prevista dal rito abbreviato che l’uomo aveva inizialmente richiesto.

Nel video in copertina, l’intervista all’avvocato Denise Pedrali, legale di Adilma Pereira Carneiro

Fabio Ravasio ucciso con “modalità da commando”. La Procura chiede l’ergastolo per la “mantide” di Parabiago

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 04 Maggio 2026
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