Quantcast

“Il Ministero per l’Istruzione e per il Merito non contrapponga la selezione all’inclusione”

La riflessione del sindacalista della Cgil scuola di Legnano Pippo Frisone sul nome attribuito dal nuovo Governo al Ministero dell'Istruzione, diventato "Ministero per l'Istruzione e per il Merito"

scuola generica

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del sindacalista della Cgil scuola di Legnano Pippo Frisone sul nome attribuito dal nuovo Governo al Ministero dell’Istruzione, diventato “Ministero per l’Istruzione e per il Merito”.


C’era una volta, non tanto tempo fa, il Ministero della Pubblica Istruzione, poi diventato Ministero dell’Istruzione, successivamente accorpato all’Università e alla Ricerca, meglio conosciuto con l’acronimo M.I.U.R. Nell’ultima legislatura ridiventa Ministero dell’Istruzione, staccandosi dall’Università e Ricerca, proprio quando a livello contrattuale i tre comparti venivano riunificati in un unico contratto nazionale.

“Nomen omen”, dicevano gli antichi Latini, un nome è presagio, destino. A ben pensarci così è stato. Il primo centro-destra, paladino delle scuole private lo fa capire subito, togliendo Pubblica all’Istruzione. Poi gli anni dell’austerity e dei tagli
pesanti al bilancio pubblico, videro nell’accorpamento del MIUR lo sbocco naturale, durato quasi un decennio. Con l’ultima legislatura, le logiche dei governi anomali, giallo-verde prima e giallo-rosso dopo, portarono nel 2020 allo spacchettamento del
MIUR in Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e Ricerca, spacchettamento mantenuto anche nell’ultimo Governo di unità nazionale. La Destra vincitrice alle elezioni del 25 settembre, manda subito al Paese un segnale fortemente identitario. E lo fa, prima insediando alla Camera e al Senato due presidenti ideologicamente molto divisivi, poi cambiando nome a diversi ministeri, dalla sovranità alimentare alla natalità, dal made in Italy alle politiche del mare e del sul per finire al merito. Nelle scuole molti già si chiedono ma di che merito si tratta?

In una scuola che da decenni va progettando integrazione e inclusione, lotta agli abbandoni e alla dispersione, parlare di merito è rinnegare cinquant’anni di conquiste pedagogico-didattiche. Il merito di cui parla invece la Costituzione è ben altro: è rivolto agli alunni capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, che hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, attribuendo loro borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze (art.34 Cost.) Se merito vuol dire con un richiamo post-datato, no alle promozioni facili o al sei politico, scambiati con le politiche sull’inclusione, a sostegno degli alunni più fragili e bisognosi, allora non ci siamo. Sul carattere di scuola aperta, inclusiva e solidale che leggi e sentenze anche della Corte Costituzionale hanno ripetutamente sancito e confermato, credo non si debba tornare più indietro. Se per merito s’intende la riproposizione degli
stessi principi meritocratici applicati al personale docente con la Buona Scuola, con esiti disastrosi e divisivi , direi no grazie. Se per merito s’intende, disconoscere l’anzianità ai tanti precari che da anni cercano una stabilizzazione nella giungla di
concorsi ordinari e straordinari, anche qui, no grazie. In un Paese che vede crescere a dismisura le diseguaglianze e la povertà anche lavorando, scolpire il merito in un ministero senza impegnarsi a rimuovere le disparità di partenza, secondo il dettato
costituzionale, è parola anche questa fortemente identitaria che vuole marcare un confine rispetto al passato, contrapponendo la selezione all’inclusione e alla uguaglianza.
Pippo Frisone
Flcgil Legnano

Redazione
info@legnanonews.com
Noi della redazione di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 26 Ottobre 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore