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Parabiago, crisi di giunta sì o crisi di giunta no

Da una parte chi è convinto che ci sia più di qualcosa a scricchiolare nella Lega Nord di Parabiago, dall'altra chi sostiene che queste uscite siano dettate alla scotattura mai guarita di non essere stato riconfermato come membro della giunta. E' botta e risposta tra Cesare Sala di Fratelli d'Italia e Vittorio Ateri di AttivaMente. Dopo che l'ex assessore di FDI, uscito dalla coalizione di maggioranza all'indomani delle elezioni del 2015, ha sostenuto che a Parabiago si sia aperta una crisi di maggioranza, il rappresentante della lista civica a supporto dell'attuale sindaco Raffaele Cucchi ribatte. E lo fa prendendo spunto da una favola: "La volpe e l'uva", ma questa volta «in salsa parabiaghese».

La storia, come ripercorre AttivaMente, inizia nel vicino 2015: al primo consiglio comunale ci fu bagarre in aula per la mancata nomina di Luca Ferrario (Lega Nord) a assessore e la maggioranza si spaccò al momento della nomina del presidente del consiglio comunale: alcuni votarono come da direttiva Franco Borghi, l'ex sindaco, altri proprio Ferrario. Ma secondo AttivaMente altre cose  interessanti successero lontano dai riflettori, all’incontro tra i quattro segretari di Lega Nord, Forza Italia, Attivamente e Fratelli d’Italia, un membro di ogni direttivo e il sindaco neoeletto: il litigio tra le delegazioni e Cesare Sala, che pretendeva un assessorato. Stando al racconto di Vittorio Ateri, Sala spiegò che c'era stato un accordo tra FDI e Lega Nord per un assessorato garantito, di cui il sindaco Cucchi e la delegazione del Carroccio presente non ne sapevano nulla. «A quel punto, non trovando nessuna sponda dagli interlocutori intorno al tavolo, la delegazione di Fratelli d’Italia a lasciò l’aula in quanto un accordo condiviso era irraggiungibile, nell’imbarazzo più totale dell’accompagnatrice del buon Cesare Sala, membro del direttivo di Fratelli d’Italia esclamando “io non voglio la Siberia” - aggiunge Ateri -. Con estrema faccia tosta, Cesare Sala, mentre si avvicinava alla porta di uscita, chiese se avesse potuto portarsi via i documenti riservati della riunione. Se quella riunione fosse stata trasmessa in streaming e i cittadini di Parabiago l’avessero vista, forse il buon Cesare avrebbe potuto camminare per Parabiago solo di notte. Da qui, ogni qualvolta ci fu un incontro pubblico con il sindaco, il buon Cesare Sala non mancò occasione per fare interventi provocatori su qualsiasi tema oggetto degli incontri, fino a far notare alla minoranza PD, la mancanza del numero legale in un consiglio comunale e farli uscire dall’aula per cercare l’incidente di  percorso (polli anche quelli della minoranza che si affidarono all’acume politico del nostro “Conducador de no altri”), dove un eroe della maggioranza arrivò con una ritardo puntuale sospetto  per ripristinare il numero legale e fare ripartire il consiglio comunale (forse per fare capire in perfetto stile mafioso, che la maggioranza è ricattabile?)».

Ma non ce ne è solo per Sala. AttivaMente critica anche le azioni dei bastiancontrari interni alla Lega Nord. Da quei giorni post vittoria nel 2015 «inizia poi tutto lo stillicidio di azioni da parte di alcuni consiglieri della Lega Nord (sono forse quelli che concordarono con Cesare Sala l’assessorato e cui Sala non rispose alla domanda del Sindaco?) volti a cercare di indebolire l’azione di governo della Città. Qualcuno di loro ora ha smesso i suoi agguati perché ora ricopre ora una carica istituzionale provvisoriamente, gli altri continuano invece con azioni assolutamente assurde, dal dire che si sottraggono risorse ai cittadini di Parabiago se si nomina un uomo di staff del Sindaco quando si è concorsi per lo stesso posto senza però averlo ottenuto, o ritardi nel presenziare ai consigli comunali facendo mancare il numero legale per poi apparire e sembrare i salvatori della patria, o a convocare commissioni per poi non presentarsi nello stupore e nel fastidio di chi alle loro commissioni invece va, magari lasciando il lavoro. Signori non siete a Montecitorio a giocare a fare i politici, siete a Parabiago chiamati ad amministrare».

E Cesare Sala, l'ex assessore di FDI non riconfermato, non ha aspettato a dare la sua versione di quanto successo, definendo Ateri «accecato dal livore» e senza «argomentazioni politiche valide per partecipare al dibattito politico parabiaghese». «Il signor Vittorio Ateri ha fornito una ricostruzione fantasiosa dei fatti spostando l'attenzione dal politico al personale - sostiene Sala -. Lo stesso, dopo la scissione del gruppo politico di cui fa il portavoce, parla a nome personale e di pochi accoliti. Al netto delle falsità contenute nel comunicato che siamo certi che i partecipanti a quell'incontro smentiranno, non prendiamo lezioni di moralità da chi fin dall'inizio del mandato si è solo attenuto al manuale cencelli che ormai dovrebbe appartenere alla storia della prima repubblica. Il gruppo politico Attivamente rivendica la propria verginità politica e il suo disinteresse a incarichi. Il signor Ateri ci può dire se non ha indicato per conto del suo partito figure poi inserite nei cda e nei collegi di revisione delle società partecipate dal comune di Parabiago? Invece di additare presunti colpevoli di due anni di insuccessi amministrativi spieghi ai cittadini quale sia stato il valore aggiunto e le azioni fatte dal suo movimento grazie alla sua discesa in campo».

Sala rivendica il ruolo di osservatore dell'azione amminisrativa della squadra di Cucchi, con la possibilità di criticare quanto non condiviso. «Il giudizio negativo rispetto ai risultati amministrativi resta e quest'ultima triste pagina amministrativa dimostra che la crisi politica a Parabiago c'è ma probabilmente qualcuno non vuole vedere - conclude Sala -. Ribadiamo che la nostra speranza è che il sindaco a settembre prenda in mano la situazione, ponga i dovuti correttivi e crei le condizioni per realizzare a pieno quanto il centrodestra ha promesso ai parabiaghesi e si ponga fine al navigare a vista. Se sindaco e partiti di coalizione vorranno rivalutare il coinvolgimento politico di Fratelli d'Italia per la soluzione della crisi politica e amministrativa daremo il nostro contributo altrimenti continueremo a vigilare e a dare degli spunti dall'esterno. È intenzione del nostro partito, a fronte dei dovuti correttivi, sostenere quest'amministrazione di centro destra al fine di operare per gli interessi dei cittadini e di arrivare pronti per poter vincere anche nella prossima tornata elettorale del 2020».

(Chiara Lazzati)