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"BASTA VELENI" L'APPELLO DI CASTELLANZA E NON SOLO...

Grande affluenza alla Biblioteca Civica di Castellanza per l’assemblea pubblica sull’impianto di trattamento di rifiuti liquidi industriali che la società israeliana Elcon Recycling vorrebbe realizzare nel polo chimico ex-Montedison.

L’assemblea, promossa da forze politiche di minoranza e associazioni castellanzesi, si è posta tre obiettivi: informare i cittadini di quanto sta avvenendo, costituire un Comitato Civico, assolutamente libero da interessi di parte, e iniziare una raccolta firme con la quale si chiede al Sindaco di Castellanza che si adoperi con ogni strumento a sua disposizione per impedire la realizzazione dell’impianto.

Presenti anche portavoce e presidente del Comitato Casale Respira di Casalpusterlengo (Lodi) che, nel 2011, è riuscito a contrastare un’analoga iniziativa di Elcon.

Nella breve presentazione iniziale è stato fatto il punto della situazione su quanto si sa di certo riguardo al progetto di Elcon (poco, a dire la verità, perché il progetto definitivo non è ancora stato depositato in Regione) e si sono poi elencate le perplessità in merito alla sua realizzazione.

“Sebbene non si conoscano ancora con esattezza le caratteristiche  dell’impianto” – hanno affermato i promotori dell’iniziativa – “crediamo sia necessario fin da subito mettere in evidenza le criticità che esso comporterebbe in termini di salute pubblica e tutela ambientale. Siamo convinti, infatti, che anche in una fase preliminare come quella in cui ci troviamo si possa (anzi si debba) essere contrari alla realizzazione di un impianto del genere nell’area dell’ex polo chimico castellanzese”.

Una posizione così categorica è pienamente giustificata, a detta del nascente comitato, dalle caratteristiche del territorio all’interno del quale l’impianto Elcon dovrebbe essere realizzato. Esso andrebbe ad insediarsi in una zona densamente abitata (tra i comuni di Castellanza e Olgiate Olona), che ha già subito per oltre un decennio la presenza dell’industria chimica. L’impatto ambientale dello stabilimento deriverebbe in primo luogo dagli effluenti del processo di lavorazione (sostanze in buona parte nocive) che verrebbero sversati  giornalmente nell’aria; non è poi da dimenticare l’inquinamento causato dai mezzi pesanti (si calcola un minimo di 30/40 autocisterne al giorno, in entrata e in uscita) che convoglierebbero presso l’impianto i rifiuti da smaltire, ma anche i reagenti (tossici) necessari al processo di lavorazione. L’inquinamento aggiuntivo andrebbe a sommarsi a quello, già consistente, cui il territorio della Valle Olona, che si trova all’interno dell’area critica del Sempione, è attualmente sottoposto.

Terminata la presentazione si è aperto il dibattito. Vi sono stati alcuni interventi di politici locali; oltre agli esponenti delle forze politiche castellanzesi di minoranza, promotrici dell’iniziativa e dunque contrarie, hanno preso parola per dire il loro secco NO l’Assessore all’Ambiente di Olgiate Olona, un consigliere di minoranza del medesimo comune, consigliere Caprioli, e Francesco Lattuada, consigliere di maggioranza a Busto Arsizio. Assenti invece (pur essendo stati invitati) il Sindaco e l’Amministrazione di Castellanza.

Ma i veri protagonisti sono stati i cittadini (castellanzesi, olgiatesi e legnanesi) che sono intervenuti ribadendo le problematicità che la realizzazione dell’impianto comporterebbe. “Abbiamo già dato”: questo il grido unanime che si è levato dal pubblico. “Per troppi anni abbiamo sopportato la presenza delle industrie chimiche a due passi dalle nostre abitazioni” – si è detto – “Non deve più essere così. Non solo non abbiamo bisogno di questo impianto, che riteniamo incompatibile con il nostro territorio, ma  è anche ora che gli amministratori locali predispongano un piano di intervento strategico per la riconversione dell’intero sito”.

Il comitato potrebbe essere l’occasione per puntare in alto, chiedendo a gran voce che sia fatta chiarezza sui responsabili dell’inquinamento del suolo perpetrato nella zona del polo chimico, reclamandone la bonifica e, soprattutto, non permettendovi più l’installazione di industrie insalubri.

Molto preoccupato anche un cittadino di Legnano, che ha voluto prendere parola: “L’aria non si ferma certo per un confine di Provincia: Legnano deve essere interessata quanto gli altri comuni della Valle Olona alla vicenda” ha esclamato. “A questo proposito – ha continuato – sarebbe interessante sapere che cosa pensano del progetto Elcon i candidati sindaci in corsa per le prossime amministrative!”.

L’incontro si è quindi concluso con la proposta del nome per il comitato, “Valle Olona Respira”, approvato dall’assemblea. Da questo momento in avanti la politica cede il passo ai cittadini: le minoranza castellanzesi hanno infatti tenuto a ribadire che d’ora in poi, pur continuando a battersi per il no nelle sedi istituzionali che gli competono, il loro appoggio al comitato sarà esterno. Il comitato sarà composto, infatti, esclusivamente da cittadini, che già oggi si sono fatti avanti e che la prossima settimana terranno la prima riunione operativa: mercoledì, alle 21, al Circolo Famigliare di Viale Lombardia a Castellanza.

CARLOTTA CALDIROLI

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